Esilio – Parte II

Il denaro è onnipotente, un’ossessione per tutti, contadini, mercanti e re. L’oro è l’unica chiave, pensò. Tornerò coperto d’oro e mi accoglieranno perché non c’è esilio che valga di fronte al denaro. I signori delle banche sono signori del mondo. E questo i mercanti genovesi lo avevano capito presto.

La sua mente riprese a vagare tra passato e futuro. Il coraggio… “Cosa è il coraggio?” si chiese, e non per la prima volta. Affrontare tre, quattro nemici o anche di più, con la sola forza dell’istinto di sopravvivenza e della rabbia. Difendere i deboli senza curarsi delle conseguenze. Reagire alle umiliazioni e alle minacce battendosi a mani nude con il disprezzo degli incoscienti onesti per i mezzi sleali dei bravacci. Ebbene, questo lui lo aveva fatto. Aveva cercato di farlo, almeno, per quanto quale risultato il suo intervento avesse avuto per… questo non lo sapeva.  E perché no? Morire si deve, o presto o tardi. Ma c’è un’altra forma di coraggio che richiede qualcosa di molto più profondo della capacità di morire. Un nemico senza volto e senza nome… Camminare per le vie, lavorare, mangiare nelle osterie, fingendo di non sapere di quell’ombra nera che ti segue e non si lascia vedere né sentire. Diffidare, con vergogna, anche dei propri amici d’infanzia, dei propri fratelli, magari della propria stessa madre, non parlare con nessuno, non sapere mai da quale parte arriverà il colpo mortale, perché quel nemico può comprarsi la fedeltà di chiunque in mille modi diversi, con l’oro, con la paura, con l’amore… Dicono che se hai coraggio si vede davvero soltanto nel momento in cui ti trovi di fronte al pericolo. E lui era in fuga. Dunque…

“Ohé, ragazzo! Non devi partire? – La voce stentorea del capitano lo fece sobbalzare, riscuotendolo definitivamente dalle sue fantasticherie. Partire. Cosa avrebbe dato, solo un mese prima, per salire su quell’imbarcazione immaginando lidi sconosciuti, scoperte e avventure. Ma così, così no. Così sarebbe stato meglio restare, continuare a fare il montanaro e sognare il mare, in quelle terre dove tutto si deve conquistare ogni giorno: gli orti strappati alle montagne tanto quanto il porto strappato all’acqua, che lascia alla costa a malapena qualche striscia stretta e infida, e tutto ha la bellezza di un paesaggio fatto fiorire dalla fatica, non un eden donato tal quale e senza sforzo. I disprezzati arbusti che si fanno strada tra le rocce nude, i rovi che si aggrovigliano tra le gambe dei viandanti, le ginestre inutili, che pure consolano il cammino con il loro colore di primavera, e quegli alberi miserelli cui il vento vieta di crescere, quelli hanno una loro bellezza selvaggia che i verzieri delle ville e le possenti navi dei mercanti non conoscono. Ma è una bellezza che crea fame. I valichi sono franosi, d’inverno non di rado il gelo morde le vallate, e solo le castagne alleviano la penuria di borghi troppo isolati, che non possono neppure contare sui pedaggi dei mulattieri.

Aveva lottato palmo a palmo per scendere giù da quelle montagne, per diventare un cittadino, per il sogno di essere qualcosa di più e di meglio. E aveva perduto tutto in una notte, giocando una mano truccata con qualcuno di cui sapeva fin da prima che avrebbe barato.

Genova ha una vitalità clandestina, l’intensità di una passione dissimulata come il fuoco tra le braci della vecchia stufa nella minuscola casa di Staglieno dove aveva trascorso la sua non rimpianta infanzia. Genova dove il mare si aggrappa ai monti e i monti si aggrappano al mare, gli uomini di terra fingono di non conoscere i mercanti che vanno lontano, e questi ignorano i montanari, ma gli uni senza gli altri non potrebbero vivere, è la verità che tutti respingono e che tutti sanno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...