PECCATI CAPITALI – Accidia

Ecco il secondo peccato capitale 🙂

Lentamente lascio che la strada mi porti.
Non ho meta né desiderio di guardarmi intorno.
L’indifferenza ti preserva. Lascio che i pensieri mi scivolino via dal cervello, perché anche i pensieri possono far male. Per vivere bisogna cercare e io non voglio cercare niente. Poter scomparire, così, senza uccidersi né morire, perché anche quella, dopotutto, sarebbe un’azione. Io vorrei semplicemente non esserci. Esserci è dolore, così fingo di essere già scomparsa, dissolta nella sabbia, avvolta in una sciarpa di foglie cadute, confusa in mezzo all’eco delle voci, senza sangue né linfa, senza desiderio né identità, senza nascita, senza sentimenti d’amore, amicizia o altro. Senza.

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18 Pensieri su &Idquo;PECCATI CAPITALI – Accidia

      • Strano come anche su questi temi ci sia tanta soggettività: hai usato aggettivi che io non assocerei mai all’accidia (semmai, più banalmente, alla lussuria 🙂 ) . L’accidia (da non confondersi con l’ozio e la pigrizia, sacrosanti) io la vedo semmai sterile e segaligna. La collego alla perenne insoddisfazione lamentosa del mugugno fine a se stesso, al vittimismo, alla mancanza della minima scintilla di entusiasmo per qualunque cosa. Mi sta antipatica, non so se si è notato 😀 E non perché ne sia immune, piuttosto perché mi sta antipatica quella parte di me che non ne è immune 😀

    • Ti ringrazio molto, però come dicevo a Ysingrinus, io la vedo in maniera un po’ diversa. La depressione è un male insidioso, molto difficile da sconfiggere, mentre io l’accidia la vedo piuttosto come la condizione di chi compiange la propria sorte ma in realtà sceglie liberamente di non cambiarla.

  1. L’accidia? Brutto vizio quello! Se sei accidioso, ti trasformi in una larva, incapace di reagire. Eppure il sommo vate, Dante, gli accidiosi li poneva nel purgatorio a espiare il proprio vizio.

  2. Bravissima. Hai descritto molto bene questo vizio capitale che mi dà davvero fastidio nelle persone che non reagiscono a situazioni contingenti piangendosi addosso pur avendo la capacità di cambiare le cose. Perchè una via d’uscita c’è sempre, basta volerlo e impegnarsi in tal senso è comunque già una vittoria. Un abbraccio. Isabella

    • Sì, come si diceva, da non confondersi con il male della depressione che toglie davvero ogni gioia, divorando la vita da dentro. Né con la pigrizia, nel senso del rallentamento dei ritmi, sacrosanto specie oggi… Ma il vittimismo, il non prendere mai posizione, il restar sempre a guardare per lamentarsi poi di tutto, ecco quello davvero infastidisce 🙂

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