PECCATI CAPITALI – Ira

Mi grandina addosso un eccesso di rabbia amara. E’ pietra rovente, incandescente nel cielo rosso che ho davanti agli occhi e brucia, brucia e non si spegne, sono un lago di lava queste lacrime nate dall’odio. Rabbia, un’unghia conficcata nella pelle della schiena. Un ghirigoro di aceto e veleno a ubriacarmi, un ghigno di ferro a sbranarmi l’innocenza: Mi illudo di sfuggire al peccato, non sono io ad agire con furia, mi dico, è la furia che mi agisce. Ma sono io a morire di quest’ordigno che io stessa ho allacciato alla mia cintura.

Anger

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15 Pensieri su &Idquo;PECCATI CAPITALI – Ira

  1. Ecco per l’ira non mi viene in mente l’aggettivo “languido”. L’associo alla cieca potenza, alla fatica ed alla solitudine. Ma forse tutti i peccati capitali possono ricondurre alla solitudine.

    • No, in effetti l’ira non è “languida”, non credo almeno 😀 Solitudine e fatica… sì, forse sì. Ciea potenza, direi senz’altro. Poi magari c’è un’ira giusta, una “sacrosanta” collera contro le ingiustizie, ma forse qusto è vero per tutti i “peccati”, che diventano tali oltre un certo limite, quando si perde il controllo e ci si lascia trascinare e allora poi si perde il contatto con gli altri e subentra anche la solitudine…

    • L’ira è funesta quando rompe gli argini, come l’acqua o il fuoco. E’ allora che, secondo me, diventa “peccato”, in quanto fuori controllo rischia veramente di uccidere, se non altro metaforicamente. Ma una parte che si arrabbia credo ci sia in tutti noi e a volte la collera è giusta. Sempre a scuola ci facevano l’esempio di Gesù che rovescia i tavoli dei mercanti del tempio e li caccia fuori in malo modo 🙂 Nel mio piccolissimo, penso che non sfoci nel peccato quella forma di rabbia contro le ingiustizie che non si limita a incendiare tutto, ma sfocia in azioni concrete, magari dimenticando per un poco la prudenza e la paura (ma non quel tanto di autocontrollo che ci consenta di non arrivare agli eccessi). Naturalmente, quella di cui parlo nel post non è questa, ma la rabbia “peccaminosa”, cui comunque penso si possa essere soggetti, se non si sta attenti, quando si comprimono troppo le emozioni che poi scoppiano fuori (effetto pentola a pressione) 😀

  2. Accidenti leggere queste tue righe e vedere quel ghigno di tigre mi ha fatto venire i brividi. L’ira quando difficile da controllare sfocia sempre ahimè in azioni malefiche. Dio ci scampi e liberi dagli schiavi dell’ira. Un abbraccio. Isabella

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