Liebster Award

Bene, alla quarta ‘nomination‘ penso sia arrivato il momento di dedicarmi a questo gioco. Ringrazio prima di tutto moltissimo i 4 blogger (tre dei quali mi avevano ‘nominato’ un bel po’ di mesi fa e devo scusarmi per il ritardo). E’ un segno di apprezzamento per il mio blog, che è una parte di me tutt’altro che secondaria, e come tale mi fa molto piacere. I Blogger in questione sono:

Anothersea

Almeno tu

Fotogrammi e pentagrammi

Bocconcini di carta

Seguono le risposte alle domande che mi hanno posto, devo dire, poche sono doppie, qualcuna era simile e le ho per questo riunite, per cui non sono 40 risposte ma non poi tante di meno. Ho raggruppato le domande in due ‘blocchi’, la prima parte riguarda più strettamente il blog e i suoi contenuti, mentre le domande successive sono quelle più generali sui miei gusti, passioni, aspetti del carattere, ecc. Divertitevi! 🙂

1. Come hai scelto il nome del blog è cosa significa per te? 

Ho cercato qualcosa che mi rappresentasse, amo molto Neruda e i versi da cui è tratto il titolo del blog li sento molto vicini al mio modo di essere, sempre a cercare la strada, riconoscendo il mio cammino da ciò che ho intorno e da ciò cho ho dentro. Poi amo viaggiare, possibilmente in modo un po’ vagabondo… 🙂

2. Perchè hai aperto un blog? Quale scopo vuoi dare a questo spazio? 

Amo scrivere. E’ l’attività che più mi serve, mi rappresenta e mi aiuta a ‘sentire’ le cose con più chiarezza. Quando qualcuno si emoziona per quello che scrivo, m’illumina la giornata.

3. Come definiresti il tuo blog in 5 aggettivi?

Vario, poetico, dolce, allegro, vivo.

4. E te stessa?

Varia, poetica, dolce, allegra, certamente viva 🙂

5. Di cosa parli nel blog? Qual è l’argomento principale di cui parla? Da quanto tempo te ne interessi?

La maggior parte dei post direi che sono mie poesie e racconti. Poi parlo un po’ di certe cose curiose che capitano nella mia vita quotidiana e naturalmente (come del resto recita il sottotitolo), di letteratura, cinema e teatro, in poche parole, di recensioni (teatro pochino a dire il vero, ma si rimedierà). Da quanto me ne interesso…. beh, da una vita :). Più di recente, da circa un anno, molti post sono dedicati a una persona che ha significato molto per me e… beh, chi bazzica un po’ qui dentro sa.

6. Quale genere di blog sei propenso a leggere, visitare?

Sicuramente quelli di scrittura e arte (in senso lato, comprendendo cinema e teatro) più degli altri, ma leggo un po’ qua e un po’ là, senza guardare tanto al genere. Ho scoperto casualmente post bellissimi in siti dedicati a cose lontanissime da me (tipo lo yoga).

7. I tuoi amici sanno che hai un blog o, comunque, che scrivi?

Alcuni sì.

8. Cosa ti piacerebbe consigliare ad altri blog, per sfruttare al meglio la possibilità di gestire e mantenere uno spazio “virtuale”, dove chiunque può attingere per se stesso?

Scrivete di quello che amate, di quello che vi appassiona. Non trascurate la forma, non è superflua, ma se pensate e desiderate che altri possano riconoscersi in quello che sentite, scrivetelo!

9. Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?

Quando qualcuno commenta, io sono felice. Perché un ‘mi piace’ può significare tante cose, un commento richiede il tempo di pensare, la voglia di comunicare il proprio pensiero, il desiderio di mettersi in gioco in prima persona. Non sempre riesco a commentare anche quando qualcosa mi colpisce positivamente, ma lo faccio ogni volta che posso proprio per questa ragione. E perché parlando ci s’incontra, virtualmente sia pure, ma anche gli incontri virtuali possono essere molto importanti.

10.Qualcosa che proprio ti infastidisce del mondo “virtuale”?

Le polemiche sterili nate dal nulla (più raro tra i blogger, anche  se ne ho viste, su altri social sembrano quasi la regola.

11. Qualcosa che invece apprezzi, che ti è stato di aiuto, che ti ha invogliato a continuare?

Il senso di comunità che si crea quando ‘ci si riconosce’ reciprocamente nei post e nei commenti e si finisce per parlare di sé in modo diverso da come si fa altrove

12. Quanto tempo dedichi al blog?

Troppo rispetto a quello che dovrei dedicare al lavoro e alla famiglia, troppo poco rispetto a quello che dovrei dedicare a me. Dipende molto dai periodi, comunque, però diciamo… tutto quello che riesco, compatibilmente col fatto che ho una vita moderatamente convulsa 😀

13. Come nascono i tuoi post?

Da cose che leggo, da emozioni che sento, da cose che ho scritto, più o meno recentemente, e che ho voglia di condividere, da cose belle che ho fotografato…

14. Hai creato un rapporto di amicizia con altre/i blogger? Vi siete mai conosciute/i personalmente?

Purtroppo no, anche se mi piacerebbe e spero che succeda

15. Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?

Credo che non cambierei molto. I miei pensieri cambiano, si evolvono, come quelli di tutti penso, e forse anche il mio modo di scrivere, ma qui dentro entra principalmente quello che amo, e immagino che resterà questa la chiave.

16. Come sei nella vita reale, quali sono i tuoi interessi/passioni e le tue aspirazioni?

Il blog è parte integrante della mia vita reale, molto integrante. Forse perché le parole sono la mia passione da sempre, fanno parte del mio lavoro di traduttrice, fanno parte del mio essere in tutte le loro manifestazioni.

Poi amo viaggiare perché amo le cose che non conosco, il nuovo e l’insolito, fosse pure semplicemente una pianta che non si vede nei nostri climi. Non parliamo dei paesaggi, umani e naturali. Il viaggio è sentire sapori e odori, sentire la fatica delle salite e delle discese, il caldo e il freddo, la sabbia, la terra e la strada, il colore del cielo che cambia, avere paura di non trovare posto e dover dormire in macchina, ridere di cose che al momento ti erano sembrate tutt’altro che ridicole, montare tende, prendere treni e arei e navi e avere paura e partire lo stesso.

Amo leggere perché uno dei motivi della mia passione per le parole, è che possono condurci in mondi e farci conoscere persone che non avremmo mai altrimenti l’occasione di vedere e di conoscere, rivelandoci qualcosa di noi. Perché ho bisogno di riconoscermi in quello che non sono e di parlare lingue che non conosco e di piangere e ridere per emozioni che sembrano non riguardarmi da vicino, e invece,,,

Amo il cinema e il teatro perché alla parola aggiungono l’espressione del viso e del corpo, che è altrettanto essenziale.

Amo il giardinaggio, perché i fiori mi mettono allegria e zappare è uno sfogo (visto che in palestra non posso vedermici).

La mia aspirazione è aprire una scuola mia.

17. Il tuo  personale credo nella Vita?

Oddioccheddomanda, il mio credo personale? Che la libertà è la cosa più preziosa che esista, e che si può essere liberi malgrado tutto e tutti.

18.Cosa ti piace leggere?

Un po’ di tutto, secondo come mi gira :). In questo momento, molta letteratura per ragazzi. Dopo Harry Potter e Lezioni di volo per sonnambuli mi sono dedicata a una trilogia sui pipistrelli che consiglio vivamente. Poi ci sono i classici, alcuni saggi (in generale quelli che parlano di cose universali, non solo del momento attuale. John Stuart Mill, ad esempio), moltissima letteratura inglese di tutte le epoche, e poi tanto altro, perché anche quando entro in libreria mi perdo, proprio come in qualsiasi altro luogo.

19.Una citazione, un’aforisma o un verso che ti rappresenta?

‘I can live in the present and think about the past. It’s really nice, you know. To look back and see the arc of your life. It’s all connected. How you got from there to here. To see the line, you know? It really has been an adventure’

‘Posso vivere nel presente e pensare al passato. E’ una cosa bellissima, non trovi? Guardarsi indietro e vedere l’arco della tua vita, come tutto è collegato. Da dove sei partito e come sei arrivato fin qui. La linea, capisci. E’ stata davvero un’avventura’.

(dal film Il Mondo Secondo Garp – The World According to Garp)

20. La cosa che sai fare meglio?

Pensare

21. Cosa fai la mattina appena sveglio?

Mi preparo il tè. Quello che per gli altri è il caffè, per me è il tè, non posso pensare di iniziare la giornata senza.

22. Se non abitassi nella tua città, dove vorresti vivere?

San Francisco, qualunque parte della Norvegia, Stoccolma, Londra, Granada… al momento in quest’ordine, domani chissà… sono pur sempre un(a) viandante intempestivo(a)

23. Qual è l’hobby o attività a cui non rinunceresti per nulla al mondo?

A pensare. E possibilmente a leggere, ma pensare viene prima 🙂
24. Hai mai detto: … mi ha cambiato la vita? Se sì, in quale occasione?

Spesso. Di persone, di libri, di film… anche di scelte che ho fatto. Nel bene e nel male, ma di solito lo penso in positivo.

25. Consiglia un libro ai tuoi lettori e spiega la motivazione

Le opere complete di Shakespeare. C’è tutta la vita dentro, e tutta l’umanità.

26. Qual è stato, finora, il giorno più bello della tua vita?

Quello in cui abbiamo visto i nostri due figli per la prima volta

27. Immagina di poter trascorrere la serata con chi vuoi tu (anche personaggi famosi). Chi sceglieresti?

Robin Williams.

28. Esprimi un desiderio.

Vorrei riuscire a mentenere il senso di pienezza, serenità e di libertà che provo in questo periodo e trasmetterlo agli altri

29. Cosa ti fa arrabbiare?

Il menefreghismo

30. Cosa ti rilassa?

Guardare un film che amo e vangare (ancora più che zappare)

31. Hai mai pianto di gioia?

Certo

32. Il cantante che ascolti più spesso?

Sting

33. La serie Tv o telefilm che hai nel cuore.

Mork & Mindy

34. Cosa ti rende particolarmente felice?

Accorgermi che i miei figli cominciano a condividere qualcosa in cui credo profondamente. Vederli crescere e pensare che pur con tutte le difficoltà e gli inevitabili contrasti, stanno venendo su bene 🙂

Veniamo ai blog che nomino. A dire la verità credo che molti siano ben oltre i 200 follower che sarebbe il limite previsto dall’award (a quanto ho capito), ma non sono stata a controllare più di tanto. Spero che anche chi non ha voglia di partecipare al gioco, veda la ‘nomination’ per quello che è, una scusa per segnalare cose belle che rendono piacevole il mio cammino. Mi piacerebbe comunque molto avere le risposte a queste domande, sono curiosa delle cose e delle persone che mi interessano. Inutile dire che ci sono molti altri blog che mi piacciono e che magari troverò qualche scusa per parlare anche di quelli. Per oggi, sono questi:

Senza filo

Discussioni concentriche

Avvocatolo

Io, me e me stessa – Historia de una mujer

Margraces’s Blog

Orearovescio

Spersa nell’etere

Shock anafilattico

Viaggi ermeneutici

Oglaroon

Ed ecco le domande:

  1. Come hai scelto il titolo del blog e che cosa significa per te?
  2. Qual è il tuo libro preferito o comunque un libro che consiglieresti e perché? (vale anche indicarne più di uno ma non importa che siano i preferiti ‘in assoluto’, ma quello o quelli che in questo momento vi vengono in mente, d’istinto)
  3. E il tuo film preferito? (come sopra)
  4. Una cosa che proprio non sopporti?
  5. E una cosa che invece ami?
  6. Cosa significa la musica per te?
  7. E i viaggi?
  8.  Una citazione, aforisma o verso che ti rappresenta particolarmente?
  9. Un hobby/attività a cui non rinunceresti per nulla al mondo?
  10. Qual è la cosa che sai fare meglio e/o la tua caratteristica di cui sei più orgoglioso/a?

ecco, credo di aver detto tutto, aggiungo solo, nell’improbabile ipotesi che ancora non li conosciate, davvero vi consiglio di visitare i blog segnalati senza por tempo in mezzo. Sono diversissimi ma hanno una cosa in comune: che abbiano l’intento di far ridere, di commuovere, di far pensare o semplicemente di condividere qualcosa, lo fanno benissimo.

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27 Pensieri su &Idquo;Liebster Award

  1. Bellissime risposte le tue!..ti ringrazio ancora per aver trovato il tempo da dedicare a questa iniziativa, trovo che sia davvero interessante riuscire a scoprire qualcosa in più di noi oltre i nostri post e i nostri blog…ti abbraccio e un sorriso!

  2. Come hai scelto il titolo del blog e che cosa significa per te?
    Ho messo I articolo “lo” dopo avvocato…e significa che sono un nano dell’avvocatura (in senso figurato…)

    Qual è il tuo libro preferito o comunque un libro che consiglieresti e perché?
    La Bibbia perché è piena di sorprese…oppure Cent’anni di solitudine. ..o l’azteco di Gary Gennings…Vita Dura di mark twain perché ti fa scoprire che la tua vita per quanto possa parerti dura è un cuscino dj piume al confronto..

    E il tuo film preferito?
    C’Era una volta in America. ..perché la prima parte pare la mia infanzia anche se non vendevo droga né alcool…

    Una cosa che proprio non sopporti?
    Arroganza.

    E una cosa che invece ami?
    Le moto e le stelle (sono la stessa cosa in fondo no?)

    Cosa significa la musica per te?
    Nulla. La musica mi arriva dritta ai sentimenti e non riesco a tradurla in qualche significato. Per me è significante.

    E i viaggi?
    E i viaggi come la musica…

    Una citazione, aforisma o verso che ti rappresenta particolarmente?
    La vita è bre

    Un hobby/attività a cui non rinunceresti per nulla al mondo?
    Pattinaggio e motociclette e libri…

    Qual è la cosa che sai fare meglio e/o la tua caratteristica di cui sei più orgoglioso/a?
    Amare.

    • Bellissime risposte, ma non mi aspettavo di meno… Mark Twain è uno dei miei scrittori preferiti. C’era una volta in America devo ancora vederlo ma mi interessa molto. Mi piace molto quello che dici della musica e dei viaggi. Le moto… in astratto le amo molto. Rappresentano la libertà, un po’ come il windsurf. e come il windsurf, mi fanno un po’ paura (però ci ho provato comunque).

  3. Concordo molto, rispetto al questionario finto-proustiano di questo award, sulla questione dei “like” e dei commenti: aggiungerei che un mi piace si mette molto spesso per promuovere se stessi in maniera un po’ facile (ci sono delle volte che mi arriva un like da soliti noti mentre ho pubblicato da 30 secondi e sto ancora rileggendo i tag – e questi sono mi piace messi solo per pubblicità spicciola), il commento presuppone interazione.
    Personalmente infatti non metto quasi mai mi piace e mai, regola ferrea, in blog dei quali non sia commentratrice abituale, proprio per significare che non è un fishing for attention, ma un vero mi piace per una questione particolare.

    • Sì, la penso in maniera molto simile. Poi però spesso succede che qualcosa mi colpisce ma è difficile spiegare perché e piuttosto che scrivere semplicemente ‘bellissimo!’ o ‘splendido’, metto il like. Qualche volta però scrivo anche solo un aggettivo, proprio per dire mi sono fermata qui e ho apprezzato davvero. Per principio non metto mai neanche solo il like se non ho letto davvero il post. Però volevo anche chiederti perché finto-proustiano? ammetto che conosco pochissimo Proust, ma non ho avuto nessun ‘effetto madeleine’, per così dire 🙂
      Per me era un modo di interagire anche questo.

      • Perché si chiama così – il cosiddetto “Questionario di Proust” – un modello di domande che viene usato, adesso, spesso nella pratica teatrale o in generale didattica non formale e che serve per l’appunto a far presentare l’interlocutore. Il nome deriva dal fatto che si basa su un gioco inglese (quello della Confessione) che ha un set di domande abbastanza standard di conoscenza, al quale si sottopose, già con qualche variazione, alla fine dell’Ottocento, appunto Proust.

      • Ps. Presa dalla questione proustiana non ho risposto al resto: io se non so che cosa scrivere, semplicemente, non scrivo e magari torno dopo. Potrei, dico potrei, forse, mettere un mi piace a un post che proponga solo un’immagine, o un aforisma. Se non mi pare proprio qualcosa di contraddittorio, mettere un mi piace a un lungo discorso articolato senza spiegare. Mi immagino la scena in conversazione: qualcuno mi racconto un aneddoto con dovizia di dettagli, spiegandomi come la vede, e io invece di interagire, gli dico solo “wow”. Giustamente quel qualcuno mi darebbe un libro in testa! Per questo, io trovo, i “mi piace” vadano centellinati e soprattutto inseriti in un codice comunicativo che li renda chiari.

      • Sì, capisco e condivido. Io penso di essere un po’ una via di mezzo. Non metto ‘mi piace’ a un post articolato e complesso a meno che non sia come una sorta di ‘bookmark’, perché mi facilità poi ritrovarlo in un momento di maggior calma.
        In effetti pensavo che qui viene molto in gioco il problema ‘non vedersi in faccia’. Se facessi un discorso articolato e io ti dicessi ‘wow’ tu penso vedresti immediatamente se sto dicendo ‘wow’ nel senso ‘vabbè ok però parliamo d’altro’, oppure nel senso di ‘wow, interessante, devo rifletterci e darti una risposta un po’ più intelligente ma intanto comunque… wow!”.
        Vedi che poi i commenti mi servono sempre a ‘rispensarmi’.
        Però in realtà i like io li metto abbastanza spesso perché anche un mi piace a me piace (scusa il bisticcio). Sarà che lusinga il mio narcisismo (non credo scriverei online se non ne avessi almeno un po’) 🙂 .
        Li metto soprattutto nelle poesie e nei post brevi. perché per me significa proprio ‘mi piace’. Sono entrata, ho letto e mi è piaciuto.
        Col tempo poi ho cominciato a distinguere tra i ‘mi piace’ messi un po’ ‘a brettio’ come diciamo noi, e quelli di chi torna e ritorna ancora e che quindi valgono molto per me.
        E credo (o mi illudo) che i blogger che seguo possano a loro volta accorgersi che i miei ‘like’ non sono mai (per me) messi ‘a brettio’ 😀

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