Come i bambini che “odiano leggere” possono innamorarsi dei libri

Per un lettore appassionato, che non ricorda un momento della sua vita in cui non leggesse, può essere difficile persino provare a mettersi nei panni di qualcuno a cui non piace.

L’autrice di questo articolo di cui vi do il link sotto, Wendy Falconer, ha imparato che ci sono davvero persone a cui non piace leggere quando è diventata un’insegnante. La domanda che le sorgeva spontanea in quelle situazioni era “cosa vogliono dire quando dicono ‘non mi piace leggere’? Come può non piacere una storia?”

Una volta, vedendola ridere mentre leggeva, uno studente le ha chiesto con sospetto come era possibile che “le parole scritte” potessero farla ridere. E meno ancora credeva che potessero far piangere, come, ad esempio, può fare un film. Un film, le ha detto, “è fatto da persone reali, puoi immaginare che [quello che vedi] stia accadendo sul serio.

Da lì è partita una “carriera” votata a trovare la chiave perché i ragazzi non perdessero “la bellezza, il conforto, il rifugio, la sfida e la gioia” dei libri. La mancanza di sicurezza in se stessi nella lettura li faceva sentire “stupidi” e faceva sì che ogni giorno di scuola fosse molto più difficile del necessario.

L’ìimportante, sembra di capire dagli esempi che porta, resta sempre l’attenzione verso la personalità dei ragazzi, Cominciare dal leggere in classe ad alta voce e poi ascoltarli, accogliere i loro gusti, farne tesoro per trovare i libri “giusti” per loro e poterne poi parlare, condividere emozioni, raccontare dei personaggi e degli autori. Può sembrare una ricetta banale, quasi ovvia, per qualcuno con molta passione (e forse anche un buon livello di esperienza) quasi certamente lo è, ma purtroppo non è quello che succede quotidianamente. Si impongono libri certamente importanti ma che, per il fatto stesso di essere imposti, non sono certo digeriti volentieri; non si legge quasi mai in classe; e l’idea che si possa discutere insieme di libri che interessano gli studenti sembra in alcuni casi ancora quasi eretica. Ci sono le eccezioni, fortunatamente, lo so per esperienza diretta e indiretta. Ma so anche che spesso e volentieri si trovano quasi a dover “combattere” per fare qualcosa che viene visto come “strano” e che invece non si capisce perché non sia considerato la cosa più normale del mondo.

Pensiamo che uno che mette i piedi sul banco e ascolta musica con le cuffie a scuola non potrà mai amare i libri, e invece non è così. Tutto sta a credere nelle persone. Non sempre questo basta, ma è giusto per un insegnante crederci sempre. Ieri sera ho visto, su consiglio di un amico, un bel film che non conoscevo, “The Emperor’s Club” (2002, con Kevin Kline, la versione italiana ovviamente esiste), proprio su questi temi. Lo trovate qui in inglese 

qui in italiano  e lo consiglio caldamente.

Qui invece trovate il post originale inglese di Wendy Falconer: il post in inglese su NerdyBookClub

Mi piacerebbe sapere se qualcuno ha qualche esperienza specifica da raccontare o qualche “dritta” (anche per genitori) 🙂

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25 Pensieri su &Idquo;Come i bambini che “odiano leggere” possono innamorarsi dei libri

  1. Aggiungi le famigerare “schede di lettura” ed il quadro è completo; io leggo moltissimo, ma se dovessi compilare una di quelle aberrazioni che sono le schede di lettura, smetterei: la lettura è un piacere. Poi, può divenire un lavoro, ma occorre distinguere i due momenti in modo netto.
    Per fare amare la lettura non esistono ricette nè bacchette magiche, però.
    Prima di tutto leggere noi adulti, farci vedere leggere, parlare di lettura e di libri.
    Poi offrire ai ragazzi tante proposte, diversificate e, soprattutto, adatte alla loro età. Non sempre noi adulti ne siamo in grado, soprattutto noi insegnanti, acculturati, amanti della lettura ma spesso con tanti preconcetti e pregiudizi su quelli che sono i libri adatti e quelli che invece no…
    Scusa, ne avrei ancora molto, da dire, so che son noiosa, ma tu hai toccato un tema che mi coinvolge tanto: sono più o meno trentacinque anni che cerco di far appassionare alla lettura bambini e ragazzi.
    Forse qualche volta ci sono riuscita, altre no.
    😦
    Ciao, buona serata!

    • Non sei noiosa!! E poi l’ho chiesto io!
      Ah, le schede di lettura. Tempo della storia, luogo della storia, protagonisti, trama, giudizio… Sì, erano il nostro incubo alle elementari, mi pare che alle medie la prof per fortuna sia di un altro stampo 🙂

      • Non tutte, purtroppo; in realtà usano ancora!
        Tristezza infinita: forse non hanno letto Calvino e non conoscono Pennac 😉

      • Tempo faavevo combinato un pasticcio con la mail wp. Forse è per questo… Non capita solo a te 😦
        Boh… misteri: credevo di aver messo a posto, invece…

      • Ah beh se solo si farà un giro tra i miei libri potrà scegliere dal polpettone di poeta russo morto suicida a Kinsella passando da Sterne et similia 😉 per non parlare degli ebook….

      • Quindi non avrà che l’imbarazzo. Le mie figlie, lettrici accanite, leggono di tutto… cercano i libri nella nostra biblioteca poi chiedono ingiro e quando porgo loro il libro che cercavano mi dicono, con un’arietta tra incredulo e schifato: – Ma l’avevamo? Era tuo?

  2. I libri vanno “scoperti” ma bisogna dare ai ragazzi la possibilità di sceglierli… Senza troppo storcere il naso di fronte alle loro scelte…
    Anni fa avevo una libreria, piccola e in un paesino di provincia… Avevamo uno spazio dedicato ai ragazzi e davamo a tutti ( grandi e piccini) la possibilità di stare con noi, nel nostro salotto, ad aprire e guardare in pace i libri… Ecco io non l’avrei mai sperato ma ne sono passati un po’ di ragazzini che dopo sei mesi son venuti a fare la loro “lista per babbodinatale”…

    • raccontavo in un altro blog qualche giorno fa di quando qualche anno fa, madre-moderna-che-ha-letto-i-consigli-giusti, ho portato i due ragazzini in libreria (non una volta sola, eh!). Liberi di scorrazzare, guardare, sfogliare, scegliere. Il piccolo (la Bertuccia) ne ha approfittato immediatamente. Ha voluto La Famiglia Caccapuzza e ormai mica mi potevo tirare indietro. Così Caccapuzza è stato, per circa tre anni, almeno tre letture alla settimana (intervallate da altro, sennò non ce l’avrei fatta).
      Adesso è un periodo che le letture serali ad alta voce non le vogliono più e capisco che sono grandi ma mi dispiace (beh, la Bertuccia ha solo 12 anni, in realtà dovrei tornare a insistere un po’). Non sono dei lettori forti, ma penso a quando Orsogrande è arrivato da noi, che aveva 11 anni e mezzo e neanche distingueva tutte le lettere dell’alfabeto e quest’estate ha letto tre libri e insomma… vabbè dai che poi mi commuovo 😀

  3. Io credo che per amare la lettura sia fondamentale saper leggere. può sembrare banale, ma… Leggere è carpire il senso della frase con un’occhiata, grazie alle pause del respiro, suggerite dalla punteggiatura. Meravigliosi insegnanti sono, senza dubbio, quei genitori che, padroneggiando la lettura, danno il giusto colorito alle frasi delle storie che leggono, di sera, ai loro bambini: un modo di leggere “giusto” consente la comprensione e la traduzione in immagini del testo scritto. Conosco persone adulte che hanno compiuto un normale corso di studi e che lamentano totale indifferenza per la lettura. invitate a leggere un testo a voce alta, spesso mostrano difficoltà nel dosare il respiro e ignorano virgole e punti. La loro lettura risulta piatta, noiosa, quasi incomprensibile.Queste osservazioni mi hanno fatto riflettere su quanto possono fare a questo proposito insegnanti, nonni e genitori.

    • E’ verissimo! Io ho sempre cercato di farlo, per quanto possibile e ho anche partecipato a letture di libri ad alta voce organizzate da un teatro genovese, che erano un esercizio fantastico, anche perché l’attore che ci preparava è molto bravo nel dare espressione alla lettura. Adoro la lettura ad alta voce! (anche se devo dire la verità, me ne sono resa conto “tardi”, non certo da ragazzina, quando divoravo libri con la famigerata pila accesa sotto le lenzuola e mai mi sarei sognata di leggerli o farmeli leggere ad alta voce. Ma meglio tardi che mai!) 😀

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