1337

Personalmente oscillo tra l’idea “il numero di like/commenti/follower non è importante” (domanda rivolta a me stessa: no scusa, ma allora perché hai aperto un blog? Forse avresti impiegato meglio il tempo scrivendo un trattato di filologia romanza, ha una sua nicchia di lettori anche quella) e l’idea che la gentilezza e il tempo delle persone che passano, si fermano, anche solo il tempo di cliccare sulla stellina, e magari poi a volte tornano e commentano e tornano ancora, post dopo post, vanno riconosciuti. Perché il coinvolgimento di altri in qualcosa che ho scritto è una delle cose più preziose della mia vita. E lo dico molto seriamente, perché in questo anno, scrivere è stato per me prima ancora di salvezza, poi valvola di sfogo, per poi, man mano, riavvicinarsi sempre più a quello che era sempre stato, un piacere sempre più grande, e addirittura una specie di magia che rende le mie giornate più leggere, più belle, più vive.

E allora, per non esagerare con le statistiche e i traguardi e tutto quanto, ho trovato un compromesso che mi pare tutto sommato simpatico: un paio di giorni fa, sono stata informata che i ‘like’ raggiunti erano 1337.

Ecco, 1337 è un numero che mi piace, perché non è rotondo, non sa di punti di arrivo e forse neanche di partenza, è un numero senza segni particolari (qui forse un matematico potrebbe smentirmi, ma ai miei occhi di profana almeno…) e comunque ha una sua bellezza e quindi colgo questa occasione per dirvi grazie. E soprattutto, a presto 😀

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35 Pensieri su &Idquo;1337

  1. grazie a te. Condivido il tuo punto di vista, spesso nella vastità dell’offerta si finisce per sorvolare con troppa superficialità sulla qualità dei testi; siamo un po’ vittime e un po’ carnefici di questa ragnatela mediatica. Ritengo comunque questo forse il più efficace strumento di divulgazione dei propri scritti e una fonte da cui attingere spesso ricchissima.

    • Assolutamente d’accordo con te, Massimo. E d’accordo con l’autrice, Alexandra. Aggiungo che il riconoscimento a tutti coloro che si fermano in un blog e leggono, esprimendo un’opinione anche soltanto con un “like”, sia doveroso. Non è educato ignorare chi gentilmente ci segue. Non importa se siano pochi o tanti. Sono persone che hanno scelto deliberatamente di starci ad ascoltare. Bravi Massimo e Alexandra dunque. Grazie a voi. Ciao, Piero

      • Ecco, l’ascolto, hai toccato un altro punto fondamentale. Credo che scrivere sia anche questo. A volte abbiamo bisogno di ascoltare noi stessi; altre volte ci rivolgiamo magari a qualcuno in particolare, a volte invece è proprio il fatto di poter condividere spesso però la scrittura ci permette uno scambio più profondo con persone che non si vedono ma con cui si creano “affinità elettive” per il solo fatto di condividere pensieri, emozioni e “tempo”, appunto.

      • Sfondi una porta aperta.
        Primo perché credo moltissimo in quelle affinità elettive, a cui tolgo volutamente le virgolette. Non per far torto a Goethe o a te, ma semplicemente per sottolineare che siamo fatti per rincorrerci nel tempo, per trovarci e perderci e così all’infinito e non necessariamente solo in campo sentimentale, anzi.
        Infatti, se vi è – come giustamente dici -, un attento ascolto di se stessi, deve esserci ascolto anche nei confronti degli altri. Chi crede di conoscersi bene, fino in fondo, e in ogni infinitesimale parte della propria personalità, molto difficilmente ha voglia di ascoltare gli altri. Al contrario ha la presunzione di sapere ormai tutto e di non aver alcun bisogno di conoscere, apprendere, imparare.
        In secondo luogo, il fatto di non conoscersi “de visu”, a quel punto – converrai-, non è più essenziale. Anzi oserei avventurarmi nella teoria che la privazione di elementi di valutazione sensoriali, acuisca e potenzi solo e soltanto la reciproca percezione spirituale.
        Il risultato è che si mette in moto un’empatia ancora più straordinaria di quella che si riuscirebbe ad esercitare di persona.

      • Come posso non convenire? La persona in cui mi riconosco più profondamente, in cui cerco di rispecchiarmi, con cui condivido visione della vita, principi, valori e molto, molto altro è (era, è) una persona che non ho mai incontrato “de visu” ma è una presenza costante, il primo destinatario di tutto ciò che scrivo.
        Per cui certo, ci si rincorre, e ci si trova, e non ci si perde, se le affinità sono reali, al di là di ogni confine, e se sono reali, coinvolgono interamente tutto ciò che siamo, anche indipendentemente dal fatto di vedersi “di persona”.

      • Una vera sinfonia sul tema!
        I miei complimenti… non solo per riconoscere il tuo acume, ma per essere anche tu in quella ristretta comunità di anime che dalle banali manifestazioni della quotidianità non traggono alcun nutrimento spirituale.
        Permettimi di ringraziarti con un inchino.
        Di esserci anche per tutti noi.

    • Sì, sono d’accordo, dalla “ragnatela mediatica” non è sempre facile districarsi; però mi sto rendendo conto che il tempo trascorso a leggere più che posso, quasi con puntiglio, è tempo ben speso. Piano piano impari a selezionare, a filtrare, di alcuni poi si cerca di leggere tutto, nei limiti del possibile, di altri inevitabilmente un po’ meno ma sempre senza dimenticare che si possono trovare perle anche in luoghi inaspettati. Mi aiuta il fatto di avere un lavoro che mi tiene al computer tutto il giorno 😀

  2. Certo che ha i suoi estimatori la filologia romanza!!! C’è un intero esame alla facoltà di lettere antiche che si intitola proprio così! Migliaia di studenti ogni anno quindi lo leggerebbero un post sul tema 😂

    • Tu compreso??!! (Anche se sei uno studente solo nel senso in cui gli esami non finiscono mai)? 😀
      E ‘ttento te, che ti prendo in parola, poi ti tocca leggere da cima a fondo, commentare, rispondere alle domande e scrivere una relazione 😀

  3. Complimenti!! 🙂 comunque è vero, la migliore spinta a scrivere ancora sono quei piccoli apprezzamenti in like e commenti che chi legge esprime.
    Nel tuo caso i like sono tutti meritati!!

  4. “A me mi” sei laikata in tanti post e son certa che continue ai a farlo per altrettanti! Il like ha sempre un suo perché e mi piace festeggiarne un numero che non è tondo, che non è certo finito e che promette bene 🙂
    Congratulation 😉

  5. I trattati di filologia romanzata non fanno per me, hai fatto bene a restare! E condivido ciò che hai scritto, “Perché il coinvolgimento di altri in qualcosa che ho scritto è una delle cose più preziose”, altrimenti non saremmo qui ma chiusi nella nostra camera a scrivere e a leggere sempre e solo noi stessi 😉

    • La questione “like” è spinosa, ne parlavamo con altri qualche tempo fa. Da una parte, effettivamente a me fa piacere vedere che chi passa lascia un “segno”, anche solo come dire ho visto, ho scelto di leggerti. Dall’altra parte, la sola stellina può significare tante cose, io stessa se una cosa mi colpisce particolarmente cerco di commentare, proprio per non lasciare dubbi sul fatto che l’abbia letta con piacere o che mi abbia emozionato (cosa che però altri interpretano come un cercare visibilità). Poi però ci sono cose che ti colpiscono così profondamente che anche commentare diventa molto difficile e però anche lasciare un “like” sembra inadeguato… Insomma, come fai sbagli, per cui alla fine penso che ognuno fa come si sente e va bene comunque, siamo tutti diversi, anche in questo.
      E tanto perché non ci siano fraintendimenti, mi ha fatto molto piacere il tuo pensiero 🙂

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