Scriverti

Sono di nuovo qui a scriverti… vedi, ti scrivo quando sono felice, quando sono triste, quando ho paura, quasi che tu potessi ascoltarmi. Pensarti addolcisce ogni cosa, sai, un po’ come vedere i tuoi occhi posarsi su un piccolo dettaglio e dargli luce. Perché come riusciva, il tuo sguardo, a dare luce a qualsiasi nonnulla! Come mi serve, ora, evocarlo, così che la mia immaginazione possa fare la stessa magia, per scacciare le ombre.

In realtà è evidente che se scrivo qui, forse ho bisogno di qualcuno che possa davvero rispondermi. Ma è come quella storia della stella cadente. Io ho un desiderio e qualcosa succede. Magari non sei tu, sicuramente non sei tu, però qualcosa succede. E non funziona con qualsiasi desiderio, solo quelli veramente profondi, quelli che a volte neppure io so di avere, però sono lì, in un posto segreto, e quando succede qualcosa, allora li riconosco, so che erano lì anche da prima, e che erano davvero desideri importanti, essenziali, che mica sei il Genio per nulla, non ti si può interpellare per qualunque ghiribizzo.

Che poi se davvero tu mi sentissi, lo so che faresti “whew!” e distoglieresti un istante il viso, in imbarazzo, lusingato certo, ma con l’idea che si stia anche esagerando un po’, e certo ci rideresti anche su, perché dopotutto non ti sei mai preso tanto sul serio, a quanto sembra, però alla fine la tua risposta mi servirebbe comunque, perché tutto quello che dicevi mi è sempre servito.

Adesso, questo sogno… ricordo bene quando dicevi che a volte bisogna andarseli a cercare i guai, correre qualche rischio. E allora dici che adesso mi sto tirando indietro per non mettermi in gioco? dici che non sto mettendo in pratica quegli ideali di libertà e coraggio che hai rappresentato così tanto, per me, da sempre, e adesso, dicevo, adesso più che mai, e invece… Dici che non è bello, ora che ho infine l’occasione di realizzare quelle idee in cui credo, farmi prendere dal panico e smettere di giocare. lasciare il campo senza neanche provarci?

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18 Pensieri su &Idquo;Scriverti

    • Non ho scelto a caso il destinatario della “lettera”:)
      Quello di cui ho bisogno è, diciamo, coraggio delle emozioni, coraggio di aprirsi veramente ai propri sogni e (quindi) al mondo. Ho bisogno di dar voce a tutto ciò che mi incoraggia e mi sostiene.
      Quindi è un po’ come se mi fossi rivolta proprio a quella “voce” che nel corso della mia vita mi ha sempre insegnato proprio a non tirarmi indietro e ad avere il coraggio di fare quello che ritengo giusto, sempre, anche quando costa moltissimo.
      Non è sempre un ideale facile da seguire, ma gli ideali non lo sono mai, l’importante è non pretendere la perfezione, ma averli sempre ben in mente, qualunque cosa si faccia.
      Tutto questo per dire che sì, sono convinta che non bisogna tirarsi indietro. Poi all’atto pratico… ma siccome l’ideale ce l’ho ben presente, credo che ce la farò 🙂
      Grazie!
      Alexandra

  1. Parbleu, osa, osa senza pensarci su troppo, chérie: elucubrare toglie forza all’intensità del sentire.
    Consiglio programmazione soltanto quando si vuole compiere qualcosa di criminoso, nel qual caso, meglio organizzarsi varie vie di fuga.

    • Purtroppo la programmazione servirebbe anche in altri settori… e non è certo il mio forte 😦
      Sto parlando di una cosa che è difficile fare a cuor leggero, coinvolge vari aspetti della mia vita. Epperò, scrivere mi serve a capire quanto voglio davvero farla, questa cosa.
      au-revoir, et merci beaucoup 🙂

  2. Quanto è bello, questo blog. E questa lettera è così delicata, e al tempo stesso così intensa, quasi al limite della “violenza”. Uso le virgolette perché non mi viene il termine giusto, ma quel che percepisco è un groviglio di emozioni che escono dallo schermo e quasi mi travolgono.
    Nel merito, tu sai sicuramente che ne “L’alchimista” Coelho ha scritto “Quando desideri una cosa, tutto l’Universo trama affinché tu possa realizzarla”. Ebbene, una cosa che ho imparato è che bisogna per prima cosa capire cosa si desidera. Quando si è di fronte a una scelta, ad un bivio, un trivio o un quadrivio, è necessario capire dove si vuole andare. Se, come immagino, scrivere ti serve a chiarirti le idee, credo che a breve capirai cosa vuoi veramente. E allora saprai qual è il tuo desiderio, e sono certo che l’intero Universo ti aiuterà a realizzarlo.

    • Mi hai commosso, un commento così dà un senso a questo mio vagabondare tra le parole. Ho iniziato quasi per caso, ho continuato perché davvero scrivere mi serviva non solo per chiarirmi le idee, ma proprio perché questo groviglio di emozioni doveva uscire in qualche modo. E poi, quando ho cominciato ad accorgermi che quello che scrivevo veniva “sentito” da altri, che c’era questa condivisione, ecco, penso che questa sia una delle cose più belle che possano succedere e un altro motivo per continuare.
      Sì, diciamo che so quello che voglio, devo solo “volerlo di più”, per così dire, e in effetti sì, mi sto rendendo conto che c’è qualcosa di molto vicino a quello che dici, quando vuoi davvero una cosa, con tutte le tue forze, e ti metti in gioco per ottenerla, in qualche modo l’universo ti viene incontro.
      Grazie davvero.
      Alexandra

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