Citazione da Il mio Nome è Rosso di Pamuk

Il mio nome è Rosso_ Pamuk

E’ un momento incasinato, tanto per usare un eufemismo, con un bel po’ di cose da finire, però ho “dovuto”, almeno prendere in mano questo libro dopo che me ne aveva parlato ML (Orearovescio).

A parte il fatto che tutto quello che avevo letto di Orhan Pamuk l’ho amato, compresi gli articoli scritti per i quotidiani (e certo non ho letto abbastanza, ma mi dà l’idea che amerò qualunque cosa possa leggere in futuro), ma insomma, mi aveva troppo incuriosito per non iniziare almeno un primo capitolo. Ha risvegliato una memoria assopita, cioè che in effetti, forse, il mio racconto del post precedente era legato a questo libro da un “laboratorio di scrittura” che vi si era ispirato. Non ne sono certissima (è passato qualche annetto) ma a questo punto direi che è altamente probabile. Ed ecco spiegato il fatto che in effetti, fin dalle primissime righe, abbia trovato affinità inquietanti.

Comunque volevo condividere giusto poche righe che invece non hanno nulla a che vedere con il mio racconto ma molto con quella sensazione di vicinanza che ho quando leggo questo autore.

So solo che se ami una città, la giri molto e dopo anni la tua anima e il tuo corpo arrivano a conoscerla bene, in un momento di tristezza, mentre la neve cade mista in fiocchi leggeri, le gambe ti portano spontaneamente in una collina che ti è cara

Una minuscola citazione da una pagina poetica, dolceamara e densa dello struggimento di chi torna dopo anni nella sua città e cerca di riconoscerla in mezzo a cambiamenti profondi, e l’ama comunque e non vorrebbe vivere in alcun altro luogo, ma si accorge che non è la città che ricordava.

Pagina preceduta da una parte in cui un morto comincia a raccontare la sua storia, e seguita da un capitolo, che ancora non ho letto, ma in cui sarà un cane a narrare un altro pezzo della storia, e che a un certo punto dice così:

Sono un cane, e voi che non siete creature ragionevoli quanto me dite che un cane non parla. D’altra parte, sembra che diate credito a una storia in cui a parlare sono i morti e i protagonisti usano parole che non conoscono. I cani parlano, ma solo a chi sa ascoltarli.

              C’era una volta un predicatore maleducato…

Insomma, lirismo, nostalgia, ironia, e, come è scritto sulla quarta di copertina !ì”Un romanzo d’amore, una storia di intrighi e di misteri…”. Potrei forse non innamorarmene? ma ve ne parlerò ancora, sapete 🙂

Annunci

8 Pensieri su &Idquo;Citazione da Il mio Nome è Rosso di Pamuk

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...