Urlo

Non c’è niente di male negli ideali, intendiamoci. E’ che gli ideali sono astratti e io voglio… No, non credere che sia un’ingrata, voglio bene al destino, all’universo, al Grande Spirito, qualunque entità sia che mi ha dato questa cosa preziosissima, lieve ma per nulla fragile che è l’avere una stella guida, la tua stella, perché altre non ne vorrei.

Ma ho un urlo che mi sale su a volte e si appropria di tutto il mio corpo, divento tutta urlo, solo urlo. Mi parte dai piedi, proprio dove poggiano sul suolo e spesso sento l’energia che da lì fluisce, come linfa che si diffonde dalle radici, a volte invece nasce quel grido che forse è anche energia e linfa e vita ma è pure rabbia e dolore e fatica e il peso della distanza tra quello che c’è e quello che vorrei. E dai piedi sale, le gambe, lo stomaco, il petto, la gola, e mica sempre ci riesco, io, a trasformare l’urlo in qualcosa che non faccia troppo male a me e agli altri.

M’incammino su questa strada che ogni giorno scelgo ancora, ancora e sempre, e potrei anche decidere di andarci in bicicletta, così, solo per assomigliarti anche in questo. Potrei avere un libro in mano, quanti ne avrai letti tu, si capiva sai, da piccole cose, anche se su questo, metterti in mostra non ti è mai piaciuto, ma se uno vuole le cose le vede lo stesso, chissà se apprezzavi Mark Twain. Potrei portarmi dietro una canzone, forse una musica che ami anche tu, perché le so, non tutte, ma alcune penso di poterle almeno indovinare e altre le so con certezza. Ma non il tuo odore sulla pelle, non posso portarmi dietro quello, né la sottile gioia di averti a cena e sgridarti dolcemente perché mangi troppo o troppo poco, o perché sei troppo lento a finire, e non ho più voglia di aspettare, amore mio.

Vorrei discutere del libro che tu hai già finito e io ho appena iniziato, del telefilm che abbiamo visto insieme ieri sera, e litigare su qualcosa. Se ti avessi vicino non credo, sai, che ti darei sempre ragione, anche se spero che sarei comunque capace di ascoltarti, perché anche se ci stai insieme giorno per giorno e gli parli della lista della spesa e del rubinetto che perde e della mattinata dei bambini a scuola, se uno è straordinario mica puoi fare a meno di rendertene conto. Qualche volta forse saremmo anche arrabbiati, ma dopo un po’ cominceremmo a ridere tanto da dimenticarcene.

E il tuo viso… sì, lo so che lo conosco a memoria lo stesso, ma vorrei accarezzarti ogni ruga, per ricordarle tutte, e vorrei che mi raccontassi la storia di ciascuna, e che raccontassi un po’ alla volta la storia di tutto, per vedere il mondo nelle tue parole. E vorrei che cantassi, per me, perché lo sai che la tua voce è il colore sulle finestre quando fuori è buio. Le tue mani, ugualmente le conosco, e tutto il resto anche, quasi come se… ma vorrei impararti ogni giorno un po’ di più, non lasciare spazio all’immaginazione, perché non ce ne sarebbe bisogno. Se solo mi guardassi, guardassi realmente me e solo me, gli occhi nei miei, potrei imparare davvero a volare.

Le mie mani sono sempre le stesse, quelle con cui tenevo le tue, nel sogno, e tu stringevi le mie dita quasi fosse la tenerezza dei rami di ciliegio a reggere i boccioli, e c’era così tanto, tutto quello che vorrei darti e non posso e che a volte allora diventa urlo. Ho queste parole serrate in gola come voglie mai sopite e sogni che si realizzano, qualche volta, a modo loro, come se non fossero altro che piccole deviazioni da una strada maestra che comunque s’intravede e procede e ci attende dietro il prossimo tornante.

Ma è proprio quel tornante che a volte sembra così lontano e così difficile da superare che persino il grido ti muore nella gola e vorresti solo poter dire abbracciami, tienimi stretta, che in fondo non voglio davvero urlare, sai. Soltanto amarti. Amarti e basta.

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19 Pensieri su &Idquo;Urlo

      • Nei confronti dell’uomo che ho scelto come mio ideale (e so di aver scelto molto bene 🙂 ) non potrei mai provare rabbia. Tenerezza, ammirazione, stima incondizionata e varie altre cose, ma nessuna negativa. La rabbia, se c’è (si forse un po’, ma più che altro una punta di dolore), è solo perché in fondo dentro di me so che avrei voluto che non fosse solo un ideale, ma certe cose non si possono cambiare…

  1. Santo cielo! … Che pugno allo stomaco mi hai dato…
    ogni tua parola è arrivata dove doveva… non so se sia pura ispirazione o esperienza, ma sei arrivata come un treno! Bella pagina, molto.

    • Grazie infinite, davvero un bellissimo commento, mi rende felice (spero che il pugno non sia stato troppo forte 🙂 ) . Diciamo… ispirato da qualcosa che ho molto fortemente dentro, poi uso la scrittura per riuscire in qualche modo a distaccarmi, a uscire da me stessa, senza perdere nulla delle emozioni, per quanto possibile. Condividerle in qualche modo mi sembra che mi aiuti a sentirle quasi di più, e al tempo stesso, a unire un po’ meglio mente e cuore, istinto e ragione… ci provo almeno 🙂

  2. Esiste un filo che lega i cuori, come il binario di un treno che viaggia verso un luogo indefinibile, nel nucleo stesso del nostro pulsare. Il filo attraversa lo spazio materiale. Il treno viaggia di notte, e porta messaggi sussurrati in sogno, sbaragliando tutte le leggi della scienza. Ci sono dialoghi che non finiscono mai.

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