La barchetta di legno

Foto dal web

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La strada è ferma, sempre ferma, come una roccia, non è mica come quei nastri o quelle strane scale, in certi negozi, che si muovono e tu sei su un gradino e a un certo punto sparisce e non sai dove va a finire. A me non piacciono quelle scale lì, ho sempre paura che prima o poi mi risucchiano, invece una strada non ti risucchia mai, ci puoi contare, non ti tradisce, non scappa, proprio come le rocce, sta lì ferma e ti aspetta, però non è proprio come una roccia, c’è qualcosa in più, perché una roccia sta ferma e basta, ci puoi andare sopra ma non ti porta da nessuna parte, invece la strada sta ferma però ti porta anche, la strada è viaggio, ti cammina intorno, ti costruisce il mondo intorno.

Mi piace un sacco viaggiare, e di posti ne ho visti tanti, sono stato anche su un aereo, una volta quando ero bambino, me lo ricordo, c’era ancora mio papà e mia mamma e siamo andati in uno di quei posti col nome complicato che non lo so dire, però era in America, che è un paese grandissimo che ho visto tantissime volte alla TV.

Quello è stato il viaggio più bello, anche se lo so che è stato un sacco di tempo fa. Io lo so che il tempo passa, lo so che adesso non sono più un bambino, anche se non tutti se ne accorgono e certi pensano che ancora sono piccolo. Io lo so cos’è il tempo, è solo che non lo so misurare. Se mi dici domani, o tra un mese, non so cosa vuoi dire. Però se mi dicono che tra cinque minuti si mangia lo so che passa pochissimo tempo e poi finalmente mi danno la colazione, se è mattina, oppure il pranzo e poi, quando viene buio, la cena. Si mangia bene qui. A me piace molto anche mangiare, quasi come viaggiare, però viaggiare mi piace di più, perché il cibo poi finisce subito, invece un viaggio posso anche non farlo finire mai, oppure quando finisce lo faccio ricominciare subito, come quello in America, che ogni volta mi immagino che rivedo quella città bellissima, tutte le luci, le persone, le case, e quindi sono di nuovo in viaggio, oppure vado in Africa con gli elefanti e in India in mezzo alle tigri e in Australia che ci sono i canguri, i canguri sono i più simpatici di tutti.

Io credo che forse tanto tempo fa quei viaggi li ho fatti davvero, e qualche volta la mia testa se li riprende indietro, ma qualche volta me li restituisce e il viaggio ricomincia tutto daccapo, come se non lo avevo mai fatto prima. Non ne sono sicuro però non credo che sono sempre stato qui dentro, con queste persone vestite di bianco. Quando c’era mio papà e mia mamma i bianchi, come li chiamo io, non c’erano mica, mi sa. Però non sono cattivi, mi lasciano viaggiare, anzi, mi hanno regalato una barchetta, e tantissime volte andiamo in un grande giardino che da solo non ci so mica andare però quando mi ci portano sono felice perché c’è un fiume e un lago. Sono piccolissimi sì, però io con la barchetta posso andare dove voglio, anche lontanissimo.
La gente mi guarda strano, ma a me non me ne importa tanto. Ho più viaggi nella testa di quelli di tutti loro messi insieme, e con questa barchetta di legno, giorno per giorno li sto facendo tutti. Tanto più lontano di questo giardino, con le mie gambe non mi ci lasciano mica andare. E allora ci vado con la mia barchetta di legno. Non lo so però perché mi guardano così. Io non credo che a viaggiare con una barchetta di legno si può far male a nessuno, no?

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8 Pensieri su &Idquo;La barchetta di legno

    • Tu non sai quanto bene fai tu a me con questi commenti. No sbaglio, lo sai come sai cosa vuol dire scrivere, perché lo si fa e quanto bene può fare a chi scrive e se ci si riesce anche a chi legge. Quanto tu ci riesca, un po’ l’ho detto già nel commento al tuo ultimo post, ma diciamo che puoi prenderlo per scontato, anche se ci fosse solo la stellina, tu sai che da me vuol dire “leggerti fa bene” 🙂

      • Eh noooo eh questo era un complimento per la tua scrittura sempre pacata, onesta, carica di buoni sentimenti, che dà un senso profondo di apparteneneza al tuo nickname che richiama nln a caso il Poeta dell’amore. E devi prendere e incassare senza rispedire nulla al mittente. Qui siamo in casa tua e i complimenti son tutti per te 😘….

      • Guarda che mica volevo farti arrabbiare, non era uno scambio di carinerie, ho detto quello che penso. Quello che intendo è che si scrive spesso (almeno, per me è così) perché si hanno dentro delle emozioni talmente intense che anche quando sono belle, se non potessimo esprimerle questo diventerebbe un dolore. E d’altra parte, anche quando si scrive di cose dolorose, queste emozioni possono portare bellezza nonostante tutto. A chi le esprime e forse anche a chi le legge. Se questo succede come sai io ne sono felicissima e quindi i complimenti me li prendo tutti.
        Anche se preferivo il commento precedente che qui mi fai sembrare una via di mezzo tra De Amicis e Gigi D’Alessio, scrittura onesta, buoni sentimenti, ahò… 😛 😛 😛

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