Abbracciami

Abbracciami,
mi ammalo di fogli bianchi, interrotti,
pallottole di carta disarmate, gettate
via in un cesto ricolmo di pensieri incompleti,
di parole strappate e riaggiustate troppe volte
che qui è tutto un cantiere in costruzione,
tutto mi commuove, della tua presenza
e dell’assenza di cui non mi do pace, che il
sismografo qui rileverebbe scosse nel terreno
non spiegabili con le ragioni della scienza.
Vorrei farmi pensiero nel tuo cuore attento
Una cosa tua, una lacrima, un respiro
Il battito del polso, dopo l’ospedale,
la prima volta, e dopo, anche la valvola nuova.
Quelle cose che non t’appartengono
mai fino in fondo, vengono da fuori
e ti entrano dentro, oppure erano in te
ed escono nel mondo a portarci un pezzo
una foglia di quel tuo albero, a cui
ancora mi aggrappo e sento le tue braccia
dietro le mie spalle e i capelli che mi si scompigliano
a un vento sconosciuto che entra
nella mia stanza di notte, a finestre chiuse.
Fa ancora caldo, l’inverno sembra lontano
s’infrange il freddo sulla barriera di fuoco
che brucia e rinnova la ferita alle mie labbra
dipinge il mio cuore con colori ad acqua
e ti chiama per nome, senza voce né fiato
lontano, terra di terra, felce di sottobosco
l’impenetrabilità cupa del dolore.
Vorrei avere il grido forte, l’irrefrenabile
angoscia dell’amante, cui hanno strappato
il compagno dalle braccia, le strida acute
che lacerano la notte raccontando
lo strazio della femmina del pettirosso
per il compagno che ha perduto.
Non questa pietra che mi grava sul petto
col peso di non averti conosciuto
anche mentre mi riscaldi il sangue
con lo scorrere di una fiamma sempreviva
che non so più se delle lacrime è la cura o la ragione.
Se ho tessuto una tela di polvere
restituiscimi la notte, che sai che non son fatta
per la quiete immobile del tempo
ma per questo compenetrarsi di mani e corpi e voci
di dolore e gocce d’acqua e navi senza timone
ma con un oceano ad aspettarle, aperto
largo di braccia, azzurro, senza traccia di confini
e sai che ogni cosa è tua, il dolore, la nave e
l’oceano e le braccia e le mani e il tempo.
Tu prendi tutto, amore, che tutto t’appartiene,
la fiamma e il gelo, la neve e la mimosa
il mio canto, per quel che vale,
e questo vento, che non si ferma
– Se non per un istante breve, nell’incanto dei tuoi occhi.

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21 Pensieri su &Idquo;Abbracciami

  1. Da impazzire… la ho letta col fiato corto. Quelle interruzioni Singhiozzanti spezzano i polmoni… non me l’aspettavo viandante. Non che tu non scriva bene… ma di solito ti sento più fredda e distaccata anche quando parli di emozioni
    Questo pezzo mi è parso uscirti proprio dal cuore. …

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