Belfiore – 6a parte – Fine!

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La stella di Betlemme è il primo o uno dei primi fiori di primavera

Anche questa volta andò per prima cosa a parlare con Stella di Primavera, per dirle che era riuscito anche nella terza prova.

Quando la Principessa vide che il giovane era riuscito in tutte quelle imprese, gli diede un bacio e gli disse:

– Hai fatto grandi cose, però adesso viene il compito più difficile di tutti, cioè sconfiggere mio padre definitivamente, altrimenti appena lui avrà quei tre preziosi oggetti, non esiterà a ucciderti. Adesso avrai bisogno del mio aiuto, poiché nulla può fermare il Re del Fuoco se non proprio le tre cose che sei andato a cercare: la Pietra della Forza contro la sua potenza invincibile, lo Scrigno della Saggezza contro i suoi poteri magici, e la Spada del Coraggio contro il tremendo terrore che è capace di ispirare in tutti gli esseri viventi. Quando ti troverai in difficoltà strofina la Pietra tre volte. Se ancora non dovesse bastare, apri lo Scrigno, e se neppure così riuscirai a sconfiggere il Re, tira fuori la Spada dalla sua elsa. E’ l’unica cosa che possa ucciderlo.

Poi Stella di Primavera indossò il suo abito che l’avvolgeva come una lieve nuvola bianca, con un ricamo di vento e piccole gocce di pioggia fresche come l’alba di un mattino di aprile, e con quell’abito andò da suo padre, perché il lieve soffio del vento e la pioggia d’aprile lo indebolissero e gli facessero dimenticare per tre giorni almeno di chiedere i tre oggetti che Belfiore era andato a cercare.

In quei tre giorni diede da mangiare a Belfiore le bacche dell’Albero della Vita, gli diede da bere acqua della Fonte di Ochran, dove anche la Pioggia andava ad abbeverarsi prima di scendere sulla terra, e lo fece dormire in un letto di foglie di quercia, per renderlo più forte.

All’alba del terzo giorno, la Principessa cantò una canzone che era una preghiera agli elementi di tutte le stagioni, perché aiutassero Belfiore a sconfiggere il Re del Fuoco:

Chiedo che tu, Pioggia gentile,
non tolga il tuo dono alla terra assetata
non la luce del Sole illumini aprile
ma il fulmine forte, la saetta spietata
Chiedo che il Sole, per oggi soltanto
dall’incantevole Luna stregato
resti nascosto, rimanga al suo fianco
Così che Belfiore, mio sposo, mio amato
dalla Notte protetto, dall’ombra fedele
non soccomba alle fiamme del fuoco crudele
E tu Vento, ribelle giocoso
non bufera ti chiedo, o uragano,
ma un alito dolce, un respiro amoroso
che l’ardore del fuoco porti lontano
soffio che le forze ritempra, e il cuore rinsalda
E che infine la Terra, facendo barriera,
il mio amore difenda dall’onda troppo calda
Così Pioggia e Sole, terra ed aria leggera,
aiutatemi a spegner del fuoco il furore
così che il mio principe sia il vincitore

 

Quando Stella di Primavera finì di cantare, il Re del Fuoco si risvegliò dal suo torpore e scoprì che erano passati tre giorni dal termine che aveva dato a Belfiore per portargli la Pietra della Forza, lo Scrigno della Saggezza e la Spada del Coraggio. Allora capì che sua figlia lo aveva ingannato, e si infuriò al punto che l’avrebbe uccisa, ma la fanciulla venne protetta dagli alberi del bosco, che la nascosero tra i loro rami, poiché grazie a lei essi continuavano a vivere e non erano distrutti dal suo malvagio padre.

Allora il Re rivolse tutta la sua collera contro Belfiore.

– Dammi subito la Pietra, lo Scrigno e la Spada – gli ordinò, minacciandolo se non avesse obbedito di tremendi castighi.

– Se volete la Pietra – disse il giovane – dovrete lottare per averla.

Il Re del Fuoco si mise a ridere, perché era molto più forte e potente di quel piccolo ragazzo, e aveva armi che il giovane non possedeva. Poteva scatenare contro di lui tutte le fiamme del suo vasto regno, e così fece.

Ma prima che una sola scintilla potesse lambire il giovane principe, il Sole si ritirò lasciando che il ragazzo si nascondesse in un’ombra scura come la notte, scrosci di Pioggia caddero in un fragore di tuoni, la Terra sollevò una barriera contro il fuoco, e quando ormai non c’era più che qualche brace senza forza, il Vento inviò il suo soffio gentile a spegnerla e allontanare ogni pericolo.

Allora il Re dovette affrontare Belfiore senz’altra arma che la propria forza, tuttavia la sua forza era immensa, e il giovane non  avrebbe mai potuto stargli a pari. Allora strofinò la pietra tre volte, e sentì dentro di sé una forza straordinaria, così grande che stava quasi per sconfiggere il malvagio sovrano.

Ma il Re conosceva i segreti della Magia Nera, e quando vide che il ragazzo stava per sopraffarlo, gli scatenò contro terribili incantesimi e le forze più malvagie che vivono sospese tra la terra e il cielo.

Belfiore allora aprì lo scrigno, e sentì la sua mente aprirsi, e il potere della saggezza farsi strada dentro di lui. Conoscendo tutti i segreti del mondo, non gli sarebbe stato difficile contrastare la magia nera del suo nemico, ma il Re aveva ancora un’ultima arma a sua disposizione, il Terrore: quel suo servo tremendo portava la sua volontà ovunque, rendeva pericolosi gli animali in preda al panico e annebbiava la mente degli uomini, conducendoli ad azioni folli e senza scopo. Per due volte il Terrore si avventò contro il ragazzo, e per due volte il ragazzo lo respinse, ma la terza volta uno spavento senza nome lo avvolse, e certamente il Re del Fuoco sarebbe riuscito ad ucciderlo, se non fosse intervenuta Stella di Primavera:

– Ricordati della Spada! – gli disse, e a sentire la voce amata della sua Principessa, Belfiore sentì tornare le sue forze, sfilò la spada dal suo fodero e riuscì infine ad uccidere il Fuoco crudele.

Così finalmente tutto tornò a posto: l’uomo-drago tornò uomo completamente, e si riprese la sua sposa, la Principessa delle Rose; il Principe Belfiore tornò a casa con la sua bella e dolce Stella di Primavera, e trovò che i suoi fratelli erano già lì che lo aspettavano; nel suo palazzo e in tutto il paese era tornata la serenità, e il vecchio re lo accolse con le lacrime agli occhi per la gioia.

Tutto il paese proclamò che Belfiore avrebbe dovuto essere re, e Stella di Primavera regina, e così fu deciso: quando fu tempo, Belfiore divenne sovrano del suo paese, e la sua saggia sposa fu regina. Pietro fu nominato Ciambellano e Giovanni Ambasciatore, e così furono tutti felici per tanto e tanto tempo.

FINE

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41 Pensieri su &Idquo;Belfiore – 6a parte – Fine!

      • Non mi provocare! In primis ti devi accattare dieci copie di Abele… in secundis devi fare dieci recensioni… in tertiis io recensisco Belfiore ma occhio che sono molto scassascatole eh… 😈 (in realtà di Belfiore non si può che parlar bene ma era così per restare nel personaggio cattivone tipo serpente davanti al camino 😂)

      • Allora:
        in primis devi sapere che ho scritto altre due fiabe, lunghe quanto e più di questa e nell’ebook inserirei anche quelle
        in secundis dieci recensioni io te le faccio anche ma mica scrivo su dieci riviste letterarie diverse (magari) chettenefai poi, le appendi in studio tipo titoli di merito post lauream (in questo caso post publicationem?) 🙂
        in tertiis ok, però vedi tu, perché poi nella MIA recensione del TUO libro potrei fare IO la serpentessa (e guarda che in questo le principesse sono braverrime) 😀

  1. Il coraggio delle scelte giuste, per quanto scomode e pericolose, ci dà la forza per continuare a lottare, perché il nostro animo non venga fermato da nessun mostro e la nostra vita non venga sprecata.

  2. Volevo chiederti anch’io la pubblicazione ma sono arrivata tardi…
    Comunque rinforzo tutto quello che è stato scritto prima: che ne dici, per Natale 🎄? Ce la fai? Così lo mettiamo sotto l’ albero…
    Bellissima, complimenti.
    Nel solco della tradizione ma con diversi elementi originali, una fiaba moderna e antica insieme, finalmente con una principessa come coprotagonista che non si rassegna supinamente ma partecipa alla propria salvezza. Arianna sarà abbandonata ma lei no: vivrà felice e contenta perché avrà conquistato la propria felicità…
    Oooops, scusa, stavo deviando 😁
    Ciao Sandra, e pensaci davvero: merita
    Un bacio, fatti viva 😍

    • Ti ringrazio, bellissime parole, l’unica cosa che ti chiedo è… non chiamarmi Sandra… 😦
      E’ irragionevole, lo so, ma da sempre sono Ale, o Alex, e proprio Sandra non me lo “sento addosso” 🙂
      Ci penso, il tempo non è tanto e io non ho proprio idea da dove si inizia, magari mi faccio dare qualche dritta da Avvo, se la smette di fare il serpente accanto al camino 😀

      • In effetti non ti avrei mai chiamata così, e mi faceva strano: tu non sei Sandra, non ti si addice per niente…
        Però mi pareva di averti sentita presentarti così con Ice …
        Le ragazze dicono che comincio ad essere sordastra, e forse hanno ragione.
        Chiedo scusa, prometto, non lo faccio più
        Ale è molto minimale, Alex ha una bella personalità… Chi sei, tu?

      • Chi sono io… bella domanda… Chi sono, da dove vengo e soprattutto dove sto andando? 😀
        A parte gli scherzi, a volte l’una, a volte l’altra, a volte entrambe. Ho amiche che chiamano Ale da sempre, in famiglia sono prevalentemente Alex, a me piacciono entrambi, va un po’ secondo l’istinto di chi mi chiama. La mia personalità probabilmente è abbastanza multiforme 😀

      • Si, è vero, hai molte sfaccettature, secondo me.
        Credo però prevalgano una grande umanità e una grande tenerezza vero tutto il creato, in senso qusi francescano, direi…
        Alex, io ti chiamerei Alex perchè la x finale sottolinea la forza interiore e l’apertura verso gli altri; la x è anche il segno del chiasmo, cioè il ricondurre all’ordine le cose che appaiono diverse e separate.
        …. Oddio, per essere mattina presto son messa bene!

      • … insomma, francescana e apollinea… argh, una bella responsabilità 🙂
        Anche perché a me sembra a volte piuttosto di portare il caos dove prima c’era l’ordine, ma ok, prendo il complimento e porto a casa, grazie, poi ci penso 🙂
        La mattina presto è il momento migliore per essere messi così, no? 😀

      • Secondo me con Amazon potresti farcela benissimo, anche perchè hai dalla tua la conoscenza dell’inglese.
        Ho guardato e quasi quasi ci riesco anch’io che sono totalmente asinella
        Dai, fallo, magari con qualche immagine 🙂

  3. No, c’è modo di farlo gratis, se non ho capito male…
    Vai sul sito di Anzarullo, è un mito, spiega tutto… Poi mi dici, che volevo farlo anch’io con un paio di lavori pronti da secoli 🙂

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