PATCH ADAMS

Ne ho parlato ieri in un commento. Non potevo proprio non ribloggarlo, avendolo letto poi in questo momento così “denso” per me di cose, emozioni, pensieri… Sono due citazioni da Patch Adams. Un film sempre citato come esempio dell’aspetto più sdolcinato di Robin Williams. Non vi dirò che è quello che amo di più perché non è vero (in questo momento al primo posto c’è Good Morning Vietnam, ma potrei cambiare idea domani). Però è comunque un film che amo, questo sì.

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Ogni persona che venga al ranch e necessiti di un aiuto fisico o mentale in qualunque forma è un paziente, ma nello stesso tempo, ogni persona che venga al ranch e si incarichi di prendersi cura degli altri che sia cucinare per loro, lavarli o anche semplicemente ascoltarli, ecco che diventa un medico. Uso il termine in senso lato signori, ma un medico non è qualcuno che aiuta qualcun altro? Quando il termine medico ha preso un eccezione referenziale? A che punto della storia un medico è diventato più di un fidato e dotto amico che visitava e curava gli infermi? Voi mi chiedete se esercito la medicina..se questo significa aprire la porta a chi ha bisogno, a chi è sofferente.. accudirlo, ascoltarlo e mettergli un panno freddo in fronte, finché la febbre non si abbassa, se è questo fare il medico, se è questo curare un paziente allora mi…

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11 Pensieri su &Idquo;PATCH ADAMS

    • L’elenco è tanto lungo e l’uomo così eccezionale che ho deciso di scrivere un libro su di lui. Di Patch Adams si è parlato perché quel dialogo in particolare – che avevo letto ieri mattina sul blog da cui l’ho ribloggato – è estremamente indicativo secondo di quella che era effettivamente la posizione di Robin Williams sulla vita e sulla morte, che ha ribadito in varie occasioni. E che è alla base delle mie personali ma ferme convinzioni sul suo suicidio di cui, appunto, si parlava nel commento a cui mi riferisco. Grazie del tuo passaggio, è sempre un piacere grande 🙂

    • Non ho mai ben capito perché abbia subito critiche così negative, tra l’altro proprio in America particolarmente, dove tendono a quanto so ad essere piuttosto sentimentali (chissà, forse per quello, se ne vergognano?). Come sai, è una cosa che trovo di valore inestimabile proprio questa capacità di lasciarsi andare alle emozioni senza esitare. Non l’ho mai trovato sdolcinato, secondo me si è sempre, sempre fermato un attimo prima, quasi senza eccezioni. Si ribellava già in vita a questa cosa del clown triste che non so come gli avevano affibbiato. Il clown triste, diceva, è quell’idea “di quando fai qualcosa di buffo e all’improvviso c’è quel momento di tenerezza… Qualche volta devi stare molto attento perché non diventi melenso.” Se riesci a fare questo “il clown triste, il clown malinconico, se vuoi, o il mimo malinconico seduto accanto al clown triste, sta in una scatola con una finestra, e guarda fuori”, tanto per usare le sue parole 🙂

  1. io una spiegazione alle critiche a questo film, al suo insuccesso (in america, perchè non mi risulta che da noi sia stato stroncato) me la sono data ed è una spiegazione “politica”: gli hanno dato dello sdolcinato per paura, per disinnescarlo, perchè patch adams è un personaggio rivoluzionario che cozza contro la medicina assicurativa e utilitaristica americana. Non gli potevano muovere quest’accusa e allora lo hanno colpito accusandolo di retorica melensa.

    • Il buffo è che non ci avevo mai pensato, forse perché in effetti quando è uscito (e l’ho visto e mi era piaciuto molto già allora) non ricordo di aver letto (qui in Italia) recensioni così distruttive. Adesso ripercorrendo un po’ tutte le varie cose che lo riguardano ho l’ho trovato più volte menzionato, anche negli “elogi funebri” più affettuosi, appunto come uno dei più melensi, quasi sempre, quasi da tutti, fino a diventare praticamente un luogo comune (parlo sempre dell’America, in effetti). Riflettendoci potresti davvero avere ragione. Senza parere, sempre con quell’aria mite, ha messo talmente tutto in discussione… e su questo argomento gli Americani sono forse davvero un po’ sensibili (come su quello delle armi, per dire, altra cosa su cui si è fatto qualche nemico)

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