Tutto quello che serve

Credimi, che so delle lame di coltello, lucenti mezzi di tortura, puntate dritte nella carne, conosco le corde intrecciate con le lacrime ed il sangue per impiccare il dolore all’albero più alto, mi costa ogni sguaiato lutto nazionale, l’imbiancarsi dei sepolcri tra i templi bruciati, l’aquila che stride e vaga nel suo cielo infliggendo la più atroce morte a vendetta della vita, quando si gioca a palla con le teste altrui, per poi infilzarle ai pali delle nostre porte Scee.
Non è che io non veda le donne con gli abiti stracciati e niente più futuro nello sguardo, non è che mi sia ignoto come giochino i bambini, a volte, nell’incoscienza dei cortili.
Ad ogni morte il suo ululato, l’anima persa, smarrita in labirinti solcati dalle fiamme, inferno o purgatorio poco importa, purché sia umiliato tutto ciò ch’è umano.
Nessuno può cambiare gli occhi di chi vede in un tramonto solo la fine inesorabile del giorno, l’annaspare insensato del sole in un orizzonte incerto d’acqua, tra inutili riverberi di schiuma effimera che si dimena e muore tra i tormenti, per non aver memorie da salvare.
E queste ombre che si avviluppano su alberi sterili e vuoti per assenza di desiderio, su cui la luna si posa con silenzioso orrore, non una musica a muoverne le fronde, vagano furtive per spegnere ogni residua, indomabile allegria, ogni parete illuminata, lapidando ciò che è sacro, massacrando le stelle perché il cielo a cui andranno sia un deserto e non li accompagni il grido della disillusione, il cordoglio feroce delle vittime sacrificali ma più di ogni altra cosa la crudeltà di tutto il male fatto invano, perché se pure con l’amianto proteggano il loro cuore dal fuoco di ciò che può toccarlo, non sfuggiranno ad altre oscure cose, malattie o colpi di fucile o qualunque altra penna, con cui sia scritto sulla pietra il loro addio.
Ah, potessi aver nel corpo lo stesso coraggio che accompagna nelle notti le mie storie. Io mi tengo stretta alle parole che non so se con merito mi s’intrecciano alle dita, a un ricordo solo che mi basta, ché mi hai almeno due volte salvato l’unica vita che valga la pena di salvare, intendo quella in cui ti ho amato, e ho amato gli altri in te, arrivando in ritardo per questi treni del terrore aggiunto, mantenendo quella voglia d’abbracci, mancando il prossimo volo per qualunque alba di qualunque nuova era, tenendomi stretta al tuo azzurro, che così posso ancora riconoscere il colore dell’acqua, e dipingerci la luce a piccole gocce, la poesia a piccoli versi, la vita a piccoli sorsi e un poco di felicità distratta, forse, e nient’altro, ché questo è tutto quello che serve.

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16 Pensieri su &Idquo;Tutto quello che serve

  1. Assolutamente. La vita a piccolissimi sorsi. Lo scrissi tempo fa a proposito dei pregiudizi, che sono nettare di conoscenza collettiva, attraverso cui riusciamo a prendere brevi sorsate di questa vita che, altrimenti, senza un pizzico di follia, sarebbe solo orrore di luna e “annaspare insensato del sole in un orizzonte incerto d’acqua, tra inutili riverberi di schiuma effimera che si dimena e muore tra i tormenti, per non aver memorie da salvare”. Applausi con brividi. Non me ne vogliano le tue grandi passioni (Robbin WIlliams 😀 ecc), ma la mia più grande passione nei tuoi scritti sai qual è? Sei tu, quando ci sei, come qui.

      • Nooooooo ti prego era dedicata a lui! Te usare TAG no eh? ;-D Rimane fermo tutto quanto sopra commentato 😉 Ho riletto e ha tutt’altro significato, ma uguale bellezza.

      • Grazie infinite 🙂
        Allora, per scelta io metto il tag soltanto quando parlo dei film o citazioni e simili, cose esplicitamente e “pubblicamente” sue. Per il resto, non lo faccio, perché ognuno poi può leggerci ciò che gli “serve”, per così dire, e provare le proprie personali emozioni che molto probabilmente saranno legate a tutt’altro, ma io sono felice comunque di far trovare un qualcosa, qualunque cosa, in cui gli altri possano riconoscersi.
        detto questo, a parte un paio scritte molti anni fa, tutte le mie poesie e gli scritti diciamo più “intimi” (pensieri ecc., non i racconti chiaramente) sono, senza eccezione dedicati a lui. E’ un’ossessione, lo so, ma ognuno ha le sue 😀
        e questa decisamente mi serve 🙂

  2. io ho letto tanta poesia, tanta voglia di vivere, tanto desiderio di cercare quella felicità, pur minima (o “distratta”), che ti consentirà di continuare a scrivere dei pezzi molto intensi come questo. Basta un brivido… e chi scrive ha raggiunto il suo scopo

    • Sì, in fondo è per quello che si condivide. Hai letto giusto. Amare e scrivere sono i due modi migliori che conosco per trovare voglia di vivere e felicità (distratta forse perché a volte mi sento quasi “in colpa”, con tutto quello che succede… era un po’ quello che volevo dire, non è che io non conosca il male, ma scelgo di vedere anche il bene, ecco) .
      Grazie mille della tua lettura attenta e intensa 🙂

      • Finalmente si cerca anche il “bene”: i media trasmettono solo e sempre il “male”, quasi a sottolineare un gradimento collettivo verso gli spettatori di uno spettacolo troppo edulcorato. Magari c’è solo una persona che si comporta male su cento, ma si fa sempre e ovunque vedere solo quella…
        Grazie allora per il tuo scritto !

      • Io ho finito per “fuggire” un po’. Non guardo la televisione, praticamente non leggo giornali… perché mi pare che in fondo sì, ci sia una specie di compiacimento, una visione del mondo tanto falsata quanto può esserlo, all’opposto, quella delle fiabe. Sbaglierò, ma credo che la cosa più importante sia comportarsi tutti i giorni con coerenza rispetto a quello che si pensa, che si vorrebbe, che si dice (per quanto possibile, ma facendo davvero tutto, tutto il possibile). E per il resto… accettare quello che non si può cambiare, viversi tutto a fondo (questo per me è il senso di “rendere straordinaria la propria vita”) e avere meno rimpianti e meno rimorsi possibile- L’amore per la vita tutto sommato non è una scelta facile, anche se si tende a pensare il contrario. E’ una scelta da ridiscutere con sé stessi ogni giorno e che cambia man mano che si cambia…
        vabbè, ok, la smetto 🙂

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