24. In Search of Dr. Seuss

 

Mi sono un po’ innamorata, io, delle storie del Dr. Seuss, le ho scoperte quando cercavo materiale per i miei bimbi, per l’inglese e le consiglio caldamente se qualcuno volesse iniziare presto, si può cominciare quando si leggono insieme i primi libri cartonati, le prime storielle magari in rima, sono fatte proprio per i bimbi piccini ma sono divertenti anche per i genitori, garantisco.

Sono rime come queste, ad esempio, la storia del Gatto nel Cappello (The Cat in the Hat) :

The sun did not shine. It was too wet to play / So we sat in the house / All that cold, cold, wet day…

So all we could do was to

Sit!

Sit!

Sit!

Sit!

And we did not like it. Not one little bit.

And then

Something went BUMP!

How that bump made us jump!

We looked! Then we saw him step in on the mat!

We looked! And we saw him! The Cat in The Hat!

And he said to us, “Why do you sit there like that?”

Poi ci sono i libri delle lettere, dei numeri, il libro dei pensieri (“Oh, the thinks you can think!” e quello dei luoghi (“Oh, the Places You’ll Go“) e Horton Hears a Who, un amore, uno per l’altro.

Così quando, poco dopo aver incontrato queste storie, ho scoperto anche che Robin Williams aveva partecipato a un film che raccontava del Dr. Seuss, chi era lui, chi erano i suoi personaggi, da dove erano nati, da dove venivano le sue storie, bè, ovvio che non potevo perdermelo. In realtà il dvd ancora non mi è arrivato (ma sono fiduciosa), però c’è un link, qui, film in inglese sottotitolato in portoghese:

In Search of Dr. Seuss

La parte di Robin Williams è proprio la lettura di The Cat in the Hat, parte molto (troppo) piccola (dal minuto 51:20 al minuto 56:20) ma importante. E la biografia del “dottore” è interessante ed è raccontata dai suoi stessi personaggi per incuriosire anche i bambini. A un certo punto si dice che, lasciata Oxford (senza laurearsi), si mette in viaggio per l’Europa e acquista “una nuova filosofia di vita”, decidendo che “la maggior parte degli adulti prende la vita troppo seriamente” e giurando di “mantenere una visione infantile sulla vita”, guardare il mondo senza tararlo sulla base delle pressioni sociali, lasciare piena libertà all’immaginazione, reagire spontaneamente, farsi delle belle risate. Si dice anche che quando si trattava del Dr. Seuss “niente poteva essere qualunque cosa, o qualcosa, o tutto”. E naturalmente si usano le risate per parlare di cose importanti, per scompigliare le carte, per ribadire la libertà individuale anche nelle situazioni più difficili, per far scintille. Ma quanto avevano in comune questo Dr. Seuss e Robin Williams?!!!

🙂

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11 Pensieri su &Idquo;24. In Search of Dr. Seuss

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