I miei no e i miei sì

Bene, è venuto il momento di riprendere a scriverti. Perché tu sei “anche” una parte di me, forse la curiosità e l’immaginazione di cui parlava un’amica ieri, forse la gentilezza e il rispetto, forse la parte giocosa, sicuramente una parte molto profonda, con cui mi fa bene dialogare. Quando riesco a tirarle fuori, tutte queste parti, s’intende. Ma sei anche, spero, quell’uomo così tanto diverso da me, quello che cerco di conoscere sempre meglio per avere qualche risposta che non sia la mia risposta, trovare parole che non siano le mie parole, vedere quello che da sola non saprei vedere. Non c’è altro modo per me di trovare la neve che chiedevo, che poi è l’amore incontaminato, lo sguardo lieve sulle cose, l’allegria di ripercorrere le orme lasciate prima e di crearne di nuove, la perfezione dei cristalli leggeri che restano sul davanzale e danno al mondo un aspetto nuovo senza che neppure ce ne accorgiamo.

In questi ultimi giorni, dietro tutta quella frustrazione rabbiosa che era anche e soprattutto un dolore lancinante, c’era una domanda che in alcuni momenti sovrastava le altre, ed era questa: che cosa volete da me? Perché io ho dato, ho dato tanto e voglio continuare a dare perché prendermi cura è una delle mie parole chiave di questo periodo. Però prendermi cura anche di me stessa. E questo significa due cose: fare quello che sogno, quello che mi piace (e non un compromesso sbiadito) e dire dei ‘no’. Ecco, questo del saper dire no, per esempio, è una difficoltà che tu conoscevi forse meglio di quanto credessi. Quante cose dietro questa semplice parolina. Di recente ho letto qualche retroscena di quella famosa “intervista”, che era finzione, perché fatta in un telefilm da uno dei personaggi, ma era vera perché era fatta a te. L’intervista di Mindy a Robin Williams con Mork a cui tutti dicevano quanto somigliasse a Robin e Mork che continuava a dire che non gli somigliava per niente. Quanto ti sarà piaciuta questa cosa? Un sacco, credo. Ma dicono che quando parlavi, in quella “finta vera intervista”, della tua difficoltà a dire di no, tu fossi andato più in là di quanto volevi, ti fossi scoperto troppo. Beh, per come ti conosco, non era certo scoprirti troppo che avrebbe potuto farti paura. Comunque, con quella parolina anche tu avevi un rapporto difficile, a quanto pare.

No. No, non voglio un sogno a metà. No. No, non voglio compromessi. No. No, non voglio fermarmi a causa dei miei limiti. No. No, non voglio essere quello che qualcun altro vuole che io sia. Voglio che i miei siano morbidi e decisi, gentili e netti quanto i no. Sì, voglio avere coraggio. Sì, voglio fare quello in cui credo. Sì, voglio avere fiducia nelle mie capacità e in quelle degli altri. Sì, voglio essere me stessa. Me stessa, sempre. Sì, voglio di nuovo la neve. E te…

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