UN LEONE A COLAZIONE – Storie intorno all’adozione 7

pc5rrebni

Oggi riprende la storia del re e della regina da dove l’avevo lasciata qui un paio di puntate fa.

La saggia signora del bosco vide che il re e la regina avevano raggiunto la loro decisione, lesse nel loro cuore la determinazione e ne fu contenta.

– Adesso siete pronti ad andare a parlare con il GCCB. – disse. Il re e la regina impallidirono leggermente, che cosa strana era mai quella? La vecchia signora sorrise appena.

– Non vi spaventate, è una cosa importante ma voi siete determinati e non avete niente da temere, si tratta del Gran Consiglio dei Custodi del Bambini*. Devono accertarsi che davvero siete pronti. E’ una grande responsabilità che vi prendete. I bambini hanno diritto di non crescere da soli, hanno diritto a trovare qualcuno che tolga dalle loro spalle un po’ del peso che devono portare, che sappia ascoltarli quando vogliono parlare e tacere quando non hanno voglia di farlo, che sappia condividere le loro gioie, essere orgoglioso dei loro successi e confortarli quando qualcosa non va come vorrebbero.

– Non è questo il compito di ogni genitore? – Obiettò il re.

– Certo – disse la Signora dei Boschi – ma quando il peso di cui farsi carico è grande, a volte ci si può sentire sconfortati. E’ la vostra responsabilità far sentire ai vostri bambini che non saranno più soli, ma voi ricordatevi sempre che neanche voi sarete soli. Potrete tornare nel bosco, potrete andare dalla Strega delle Pianure o dalla Fata dei Laghi o dal Mago delle Montagne, e potrete naturalmente parlare con altri genitori, altre famiglie che nel tempo sono nate così e che hanno già vissuto quello che voi state per affrontare.

Tutto questo era abbastanza sconcertante, pensarono il re e la regina, che cosa mai poteva esserci di così difficile nell’allevare un bimbo o anche due, o tre, quando questo era quello che tutti i papà e le mamme del mondo hanno sempre fatto? Perché tutti quegli avvertimenti, quelle ammonizioni quasi allarmanti? La vecchia strega stava forse cercando di scoraggiarli? 

Quasi avesse letto loro nel pensiero, la donna sorrise di nuovo e disse: – Sono certa che ce la farete, avete tutte le capacità, oltre che il desiderio, ma il mio dovere è fare tutto il possibile perché quando la vostra famiglia crescerà, cresca nel modo migliore possibile. Tenete sempre presente che un bambino solo è solo perché ha vissuto uno strappo. Uno strappo lacerante. E io cerco di fare tutto quello che posso perché non ci siano altri strappi così dolorosi. Sapete, molti re e molte regine sono passati di qui prima di voi. Molti sono poi tornati con i loro bambini. Alcuni, quando hanno sentito dei pericoli e delle difficoltà, hanno avuto timore e sono tornati indietro. E’ necessario leggere molto bene dentro voi stessi, perché se non siete pronti, i pericoli del bosco, delle pianure, dei laghi e delle montagne potrebbero essere più forti di voi.

Il re e la regina si guardarono. Avevano le ginocchia che tramavano un poco e non avrebbero voluto dirselo, e tanto meno farlo capire alla Signora che li guardava e credevano volesse vederli impavidi, risoluti, senza tentennamenti, ma ancora una volta la saggia signora sorrise e disse: -Se siete un po’ preoccupati, questo va benissimo. Non essere troppo sicuri  di sé spinge a fare domande, a porsi dubbi, e quindi ad acquisire consapevolezza. Adesso potete riprendere la strada, è ancora lunga, il GCCB è sulle Colline del Tempo di Attesa, dovrete camminare per sette giorni e sette notti per raggiungerlo…  Andate, e quando vi sentite troppo spaventati, fate affidamento uno sull’altro e su tutti i maghi, le fate e le streghe che sono qui per aiutarvi e vedrete che tutto andrà bene.

Un po’ racconsolati, il re e la regina si avviarono allora lungo la strada che portava alle Colline… 

[segue]

* credo sia abbastanza chiaro che la saggia signora dei boschi rappresenta la psicologa/assistente sociale e il GCCB, sigla alquanto minacciosa, me ne rendo conto, raffigura il timore che accompagna l’ingresso al Tribunale per i Minorenni, perché prima di entrarci si è quasi sempre un po’ preoccupati 🙂

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