29. The Secret Agent

http://www.tantifilm.net/guarda/lagente-segreto-the-secret-agent-1996-streaming/

Tratto da un romanzo di Conrad, questo film di Christopher Hampton è in generale sconsigliatissimo dalla critica. Beh, devo dire, quasi anche da me. Quasi, perché di sconsigliarlo proprio del tutto  non me la sento. E’ un film dalle atmosfere estremamente cupe, è ambientato nella Londra di fine ‘800 (anzi, come diceva Ebert, quasi tutto in un angolo particolare di Londra) e sembra che qualunque film che si svolge in quella città e in quell’epoca debba per forza avere un’atmosfera cupa. Ok, questo è un film di spionaggio, più o meno, quindi ci sta.

Io non me ne intendo di spionaggio, devo dire. Però ai miei occhi di profana mi pare che questo sia piuttosto un tragico girotondo tra una finta rivendita di giornali porno che copre una finta collaborazione con gli zaristi russi, che copre una finta collaborazione con gli anarchici, che copre una (altrettanto finta, mi parrebbe) collaborazione con un ispettore capo della polizia britannica. Chi gira in tondo è il signor Verloc (mai chiamato per nome da nessuno), uno sconclusionatissimo agente che sembra una caricatura (ma non dovrebbe esserlo). Una brava persona, poveraccio, non fosse che si trova a essere un tipo un po’ insulso catapultato in giochi decisamente più grandi di lui e abbastanza portato, comunque, a usare il prossimo quando gli serve per cercare di salvare la pelle e i suoi interessi. E’ interpretato, peraltro benissimo, da Bob Hoskins. Il cast, del resto, è la cosa migliore (l’unica cosa buona?) del film. C’è Gerard Dépardieu (l’anarchico Ossipon), con una sessantina di chili e di anni in meno, che non guasta per niente. C’è Patricia Arquette (che io però non amo e che ha una voce, non so se in questo film in particolare o se è proprio la sua, così da bambina da non credersi), che fa Winnie, moglie del povero Verloc. C’è Christian Bale che fa Stevie, il fratello di Winnie, ragazzo buono di cuore ma con un evidente ritardo mentale (secondo me lui è davvero bravissimo). E poi c’è il Professore. Un Robin Williams quasi irriconoscibile e all’epoca inedito (tenete conto che non erano ancora usciti né One Hour Photo, né Insomnia), neanche citato tra gli interpreti (sul motivo non ho ancora notizie certe). Il personaggio forse più simile a questo (benché comunque diverso) che ho trovato finora è lo psichiatra in disarmo di Dead Again. Simile nel senso di quasi altrettanto inquietante. Perché in questo film Robin Williams riesce ad essere davvero, davvero inquietante. Un  venditore di esplosivi con tendenze “naziste” (l’epoca è precedente ma il quadro caratteriale è quello), votato alla distruzione e all’autodistruzione, senza nessuno scrupolo, nessun interesse per le conseguenze delle sue azioni, nessuna pietà per i deboli e che contrappone alla forza soggetta ai vincoli della morale, dipendente dalla vita e quindi soggetta a inibizioni, vulnerabile, una forza che non ha limiti, quella della morte. Riuscite a immaginarlo? Beh, io posso ormai immaginarlo fare qualunque cosa. Il fatto è che è bravo. Così bravo che adesso io per riprendermi avrei bisogno di guardarmi un altro film 🙂

Quote

The Professor: Pull yourself together. Remorse is for the weak and weakness is the source of all evil on this Earth. There’s a time coming – and it’s gonna be sooner rather than later – when this will be understood by governments and individuals: that there can be no progress and no solutions until you make a rational decision to exterminate the weak

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12 Pensieri su &Idquo;29. The Secret Agent

  1. Adoro Robin Williams, ma solo quello de L’attimo fuggente, Mrs. Doubtfire, La leggenda del re pescatore, Will Hunting… A proposito, hai visto Vita da camper? Un film molto leggero e divertente, senza tanti significati profondi, ma io lo adoro!

    • Ancora no perché li sto vedendo tutti (o rivedendo, per la maggior parte) in ordine ma RV (Vita da camper) non l’avevo visto. Questo che ho recensito come hai visto è il numero 29 e siamo meno che a metà della sua sterminata cinematografia 🙂
      Io lo adoro a prescindere ma per me è proprio un amore viscerale, una passione senza limiti e una identificazione, un rispecchiarmi in lui in tutto quello che posso. Sto scrivendo un libro su di lui perché questo è l’unico modo che conosco per poter raccontare in modo allo stesso tempo la sua vita e quello che ha fatto in modo sufficientemente “obiettivo” senza perdere la parte emotiva che per me è fortissima. Tutto quello che ha fatto è significativo a suo modo, a parte “forse” un paio di cose, che aveva fatto (diceva) per bisogno di soldi, ma su circa un’ottantina di film credo che di poco significativi ce ne siano veramente pochissimi. Anche quelli meno noti sono scoperte continue. Per me è una fonte di meraviglia infinita… 🙂

    • P-S. se vuoi vedere un film leggero, divertente, senza significati profondi che io adoro ti consiglio “Club Paradise”. C’è anche Peter O’Toole che prende in giro sé stesso. Io lo trovo delizioso e il personaggio interpretato da Robin Williams è uno dei più scanzonati, irriverenti, seduttori, irresistibili guasconi che io abbia visto in vita mia 🙂

      • Lo guarderò senz’altro!
        P.S. Io RV l’ho adorato perchè ho viaggiato parecchio in camper (anche negli USA) e ho rivisto in quel film alcune esperienze e alcune caratteristiche inconfondibili degli americani e dell’open air, oltre al rapporto con i figli adolescenti, che come dicevamo qalche giorno fa… è quanto meno tempestoso

      • Arriverà il suo momento, ma ne ho altri 29 da recensire prima di quello! Ha lasciato dietro di sé una quantità di cose che una persona normale non riuscirebbe a fare in due vite… 🙂
        Comunque alla prima occasione lo prendo e me lo guardo, anche prima della recensione 🙂
        Sul rapporto coi figli adolescenti non aggiungo niente… se non che era uno dei temi di alcuni spettacoli (e interviste, che più o meno è lo stesso) dal vivo di Robin Williams. La sua imitazione del teenager mi ha sempre fatto morire 🙂

  2. Questo tuo post mi sembra la sintesi stessa del rischio insito nel racconto. premetto che non conosco il film. Tu da parte tua premetti che lo sconsigli quasi. Dopodichè lo racconti in maniera tale da fare venire voglia di vederlo…come la mettiamo?

    • Ehm… E’ già successo e probabilmente ci sono due ragioni. La prima è che posso anche non aver amato particolarmente un certo film, ma se ne parlo è perché comunque qualcosa mi ha dato, tendo a ignorare del tutto quelli che non mi hanno detto assolutamente nulla. La seconda ragione… forse puoi desumerla dal commento precedente. Quando parlo di Robin Williams (e ne parlo molto, questo è il ventinovesimo film che recensisco a cui lui abbia partecipato) credo che prevalga decisamente la mia parte emotiva. Ha fatto cose sicuramente molto più significative, ma posso dirti questo. In ogni suo film, spettacolo, intervista o altro a cui abbia partecipato, lui c’è sempre dentro, profondamente dentro. E dove c’è lui, mi ci sento sempre un po’ anch’io. 🙂
      Grazie, lo prendo come un complimento comunque, il fatto di averti fatto venir voglia di vederlo 🙂

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