Vento in fiamme

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E’ come questo vento in fiamme, che parla e tu ascolti a mezza voce
immaginandoti spiga tra le spighe che si piegano al soffio, è giocoforza,
e però distratte, liberamente scompigliate in infinite direzioni, incuranti
dello spaventapasseri che spalanca le braccia invano, contorniato
dal cicaleccio delle gazze e dai passeri impudichi, ché avere i semi morsi
da stormi d’uccelli è cento volte meglio dello spietato taglio della falce,
e la grazia dello stelo sta nell’arrendersi alla leggerezza dei papaveri.
Chiederò perle di rugiada per il silenzio di queste notti grandi,
tremerò allo scintillio tenero degli astri sul fiume che mi benedice i fianchi
alla libellula che mi aleggia a fior di labbra, all’oro liquido e caldo dei fondali,
come il frutto consacrato sul ramo
che si sporge in uno sfiorare d’acqua e fronde.
A piedi nudi correrò sul greto, e il freddo bruciante avvolgerà le mie caviglie
perché meglio mi scuota la tempesta, il brivido impetuoso della pioggia;
poi ci accoglierà la carezza dell’erba, come un punto fermo nell’uragano,
questa luna di topazio e le stelle rincantucciate tra le nostre dita
e l’abbraccio tiepido dei corpi che usano il cielo come un manto.
Non ci vuole poi molto, un’altra vita appena, per distinguere i silenzi,
solo un’altra vita e basta.
Oggi ti capisco dal respiro.

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23 Pensieri su &Idquo;Vento in fiamme

  1. Ahhhhhhh liberatorio leggerlo 😀 Stupendo stupendo stupendo… davvero ammirato. Lo so che tu sei anche altro, e so anche benissimo che sei più quello che non scrivi, ma fatti dire che quando mi affaccio e trovo questi pezzi qui per me non c’è storia su tutto il resto che scrivi! E’ come passare dalla cima di un albero al soffitto di una nuvola… BRAVA!

    • Attento alle frequentazioni, stai diventando concentrico 😀
      Grazie. Le “poesie” sono sempre il modo più libero per me di esprimere le mie emozioni, niente regole o metrica, solo la musica che ho dentro e sono felice che anche altri la sentano 🙂

      • Ma sai mica tanto niente metrica, tu ce l’hai dentro! Ho provato a contare e se tieni conto delle sinalefe stai sempre intorno alle 23/24 sillabe, e l’accento quasi sempre sulla penultima… pensavo fosse studiata la cosa! ANcor più ammirato che ti sia uscita spontanea…

      • Tu mangi le sinalefe a colazione al mattino? Io preferisco i biscotti 😀
        Sai che uno dei ricordi della mia infanzia che ancora ogni tanto mi tormentano è un infausto tentativo di ginnastica ritmica a cui devono avermi iscritto non so neanche quando (e credo sia durato pochissimo). La voce di quella maestra che “starnazzava” (non so se avesse davvero una voce così sgradevole, la memoria qui potrebbe essere un po’ “colorata”) “segui il ritmo, devi seguire il ritmo, vai a tempo con le altre”.
        E io ancora adesso non riesco a sentirlo, il ritmo. Dicono che sia intonata ma questo benedetto ritmo non manca anche quando canto.
        Forse è andato tutto lì, è rimasto nel cuore e fa capolino nelle poesie (che chiamo tali solo per comodità, nulla avendo mai imparato di tot-sillabi e figure retoriche varie) 🙂

  2. oh ale! ma che bello! e pure lasciarsi avvolgere da quel vento a volte è cosi piacevole!
    e cosa c’è di piu intimo e spettacoloso che capirsi addirittura da un respiro…….
    e ma poi non sono un’esperta ma è così musicale!

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