LA LETTRICE DELLA DOMENICA – Le commedie di Oscar Wilde

Wilde - Le Commedie

L’importanza di chiamarsi Ernesto – ­Il ventaglio di Lady Windermere­ – Una donna senza importanza – ­Un marito ideale Un modo apparentemente leggero di mettere a nudo le ipocrisie e i luoghi comuni, un’ironia a volte caustica, più spesso benevola ma comunque pungente. Qua e là, qualche nota autobiografica, qualche riflessione più amara sparsa con tanta casualità che quasi non ci se ne accorge. Non è la risata che vi seppellirà, ma il sorriso di un uomo capace di guardare con l’occhio disincantato dell’anticonformista la società di cui pure, in qualche modo, fa parte egli stesso. Il sorriso che smaschera l’ipocrisia senza moralismi, eppure con un’etica profondissima nonostante le apparenze, o forse proprio per quelle. Perché solo i superficiali non giudicano dalle apparenze…
In italiano, purtroppo, si perdono in buona parte i fuochi d’artificio che Wilde è capace di fare con la lingua, che padroneggia splendidamente, destrutturandola e ricomponendola come in un caleidoscopio per mettere a nudo, ancora una volta, le frasi fatte che creano società artefatte.

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22 Pensieri su &Idquo;LA LETTRICE DELLA DOMENICA – Le commedie di Oscar Wilde

  1. Mi piacerebbe essere in grado di leggere in lingua originale, ma purtroppo l’unica volta che ci ho provato (The Great Gatsby) ho lasciato perdere, troppo difficile per me. Il mio inglese va bene per viaggiare e per lavorare, per scrivere delle email e leggere documenti tecnici, ma non è sufficiente per la letteratura.

    • Ci vuole pazienza e una buona dose di testa dura. Ai primi tentativi anch’io stavo per arrendermi. Forse l’unica è arrivarci per gradi, cominciando dai libri ridotti, con le note ecc. A un certo punto ti accorgi che il piacere supera la difficoltà (lo dico da traduttrice anche se non di libri). Comunque questa versione in italiano non è male. Solo che è proprio impossibile rendere certe sfumature, già il titolo “The Importance of being Earnest” è intraducibile, perché gioca col nome Ernest e l’aggettivo “serio”, coscienzioso (più ancora che onesto, usato a volte per cercare di avvicinarsi all’assonanza). In una traduzione ho visto che avevano usato il nome “Fedele”, per poter mantenere i vari giochi di parole ed equivoci e non era una brutta idea. Ma una traduzione bella dovrà per forza spostare i giochi linguistici, inventare altre immagini e altre metafore e qualcosa si perde per forza. Anche se è comunque possibile godersi un bel libro per fortuna 🙂

      • Conosco questo testo di Wild, l’ho studiato al liceo. Al tempo avevano cercato di farmi leggere in inglese Mrs. Dalloway della Woolf, ma io da buono studente furbacchione mi sono letto la versione in italiano (e ho odiato anche quella). Pensa che all’orale della maturità mi hanno chiesto se mi era piaciuto il libro. Io da buon furbacchione ho risposto: “if I must be sincere not too much” e qui il commissario ha fatto una faccia strana, ma poi ho proseguito: “but I found it very interesting under a psychological point of view” è così ho fatto anche l’intellettuale 😉

      • Ma nooo, ho odiato anch’io la Woolf. Forse perchè me l’hanno fatta leggere a scuola ed ero troppo giovane e crudo, ma non credo: lo stesso anno per italiano mi hanno fatto leggere Vittorini e quello mi ha appassionato… Penso che sia questione di feeling

      • Sì, scusa, avevo visto che anche tu la odi, intendevo che perdo punti in generale come “lettrice forte”, ma sono d’accordo con te, ci sono scrittori che proprio non appassionano e anche se puoi magari riconoscerne la grandezza, manca il feeling 🙂

      • Gulliver se devo dirti la verità non credo sia facilissimo, tieni conto che è del Settecento. A meno che non trovi una bella versione adattata (ma dev’essere fatta bene però, non saprei al momento cosa consigliarti, se vuoi provo a informarmi), forse non è il migliore per iniziare . In generale secondo me se trovi delle edizioni per studenti di inglese, magari anche avanzati… sfoglia qualche pagina, vedi se riesce ad affascinarti nonostante la riduzione… Altrimenti forse meglio l’italiano 🙂

  2. I suoi aforismi li leggiamo in ogni dove, a volte ci fanno sorridere, spesso ci fanno pensare e dimostrano quanto lo scrittore sia stato abile con la lingua. Lessi tempo fa Il ritratto di Dorian Gray, poi diciamo che l’ho più ascoltato (a teatro) che letto.
    Ciao
    buona domenica sera,
    Marirò

  3. Wilde in originale è davvero una spettacolo, ma anche in italiano (a patto di avere in mano una buona traduzione) si riesce a intuire la sua genialità.
    “The importance of being Earnest” l’ho visto anche recitato a teatro, in lingua. Vedere la trama che si svela sulla scena davanti ai miei occhi è stato molto intenso.

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