31. Jack

Ecco, Jack. 1996, Francis Ford Coppola. Dici niente. Eppure Jack è uno di quei film che secondo tanti Robin Williams avrebbe fatto meglio a non fare. Dicono che mostra troppo quel suo lato sentimentale che avrebbe dovuto tenere un po’ più a freno, dicono che è zuccheroso; “saccharine”, lo definiscono gli Americani.
Ma oggi a me Jack serviva. Perché ero arrabbiata, e avevo ben ragione d’esserlo (motivi di lavoro). Perché avevo anche la congiuntivite. Perché sono stanca e nervosa e irritabile e ce l’ho col mondo intero. Cioè, era così fino a poco fa. Poi ho rivisto Jack. La tenerezza, l’allegria, la commozione che mi suscita ogni volta io non le so dire. Quella bontà che amo così tanto, la bontà faticosa, non tranquilla né rassegnata, la bontà che permette di fidarsi. Nonostante tutto. E quello sguardo… Quello sguardo che raccoglie la luce di tutto ciò che ha intorno e la restituisce moltiplicata all’infinito.
Ok, la trama. Jack Powell è un bambino molto particolare. E’ nato, perfettamente sviluppato, dopo due mesi di gravidanza della mamma (Diane Lane) e continua a crescere a una velocità quattro volte la norma. Così a dieci anni ha l’aspetto fisico di un uomo di quaranta, ma la voglia di giocare di un bambino. Vorrebbe andare a scuola, stare con gli altri, ma i genitori temono che sia emarginato e possa soffrirne, così lo tengono recluso in casa con un maestro privato a fargli lezione. E sarà proprio Mr. Woodruff (Bill Cosby) a convincerli che non possono tenerlo segregato per sempre. Gli inizi in effetti non sembrano promettenti, ma Jack saprà presto farsi benvolere da tutti i compagni. Ci sono scene che proprio le risate te le tirano. La partita di pallacanestro, la pasta con i vermi, la casa sull’albero e poi…

What I want to be when I grow up? Alive.” Pensa Jack, quando l’amata maestra, Miss Marquez, dà alla classe un tema su cosa vorrebbero fare da grandi. E il discorso finale il giorno del diploma… è quasi famoso come le citazioni di Dead Poets Society (l’Attimo Fuggente). Lo ricordate? Non dico tutto, ma quelle due o tre cose che a me erano rimaste impresse da subito, e sono sempre lì. … e quando una stella cadente sfreccia nell’oscurità, rischiarando la notte con il suo bagliore, esprimete un desiderio e pensate a me… Fate che la vostra vita sia spettacolare… Io ci sono riuscito“.  

Ecco, quando guardo film come questi mi chiedo se un certo tipo di critica non abbia come missione quella di farci sentire in colpa quando ci lasciamo andare di più, quando permettiamo al cuore di avere la meglio sulla razionalità. Non dovremmo farlo? E’ poco elegante, poco chic? Io so che questo film a me arriva dritto al cuore. E sono contenta che lui lo abbia fatto, sono contenta di averlo visto stasera. Sono contenta e non sono più arrabbiata, ecco.

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16 Pensieri su &Idquo;31. Jack

      • Appunto, i sogni… a volte anche “comuni” spettatori (nel senso di non critici cinematografici) si sentono in dovere di spiegarci perché certe cose sono “esagerate”. Intendiamoci, anch’io nutro una notevole diffidenza per certi drammoni strappalacrime, anche a me l’eccesso di sentimentalismo a volte irrita. Ma questo non lo trovo eccessivo, anzi. C’è una delicatezza, una grazia nel raccontare emozioni anche “forti” che me lo fa amare moltissimo

      • dopodichè io credo che ognuno abbia diritto anche alla sua dose di “drammone”…durante il mio ritorno da un “paese molto distante” ho avuto modo di trascorrere tante ore in aereo…che film guardo? Ne scelgo uno che non sarei mai andato a vedere al cinema: “Les Miserables”…macchè…ho pianto tutto il tempo…l’ho rivisto tre volte di seguito…avevo un’imbarazzatissima e sconosciuta vicina di posto che per tutto il tempo, senza avere il coraggio di guardarmi (ne io lei) continuava a passarmi fazzolettini di carta…e appena rientrato a casa ho comprato subito il dvd…un Drammone in piena regola…ma quanto mi piace!

  1. Mi spiace che stavi inghezzata… Vabbe poi é passata!
    Beh ma c’era lui a starti vicino in questo film! Deve essere bello e lasciar un bel sapore in bocca a quel che dici! Troppo zuccheroso? Chissenefrega! Quando ci vuole ci vuole!

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