8 marzo, forse

E’ che poi qualcosa dell’8 marzo io forse la volevo dire. Dico forse perché oscillo sempre un po’. Mi piacciono alcuni approcci nei post di altri blog e penso che certe cose non saprei dirle meglio. Ma le giornate celebrative mi lasciano sempre un po’ perplessa. Cosa vogliono le donne? Come sono le donne? Di cosa parlano le donne? Di cosa hanno paura le donne? Quali film guardano le donne? Quale musica ascoltano? E la domanda più importante di tutte: cosa comprano le donne?

E io che ne so? Non sono “le donne” sono una persona, nata casualmente di sesso femminile, complessa come ogni essere umano, sì, anche gli uomini, o almeno, molti di loro. E allora così, condivido questo pensierino della sera, alla fine di una giornata triste e difficile per motivi che non c’entrano niente con la festa della donna. Nella consapevolezza che certo, c’è molta strada da fare per considerare ogni essere umano come persona avente diritto al rispetto e alla dignità, per riconoscere a ognuno i suoi meriti e demeriti, professionali e non, indipendentemente dal suo sesso e da molte altre cose con cui creiamo i nostri cataloghi. 

No, auguri no. Non è di auguri che abbiamo bisogno, uomini o donne che siamo, abbiamo bisogno di essere riconosciuti, non incasellati. Abbiamo bisogno di sentirci bene nel nostro corpo e nella nostra anima, abbiamo bisogno di vivere la vita fino in fondo, lasciandoci toccare da tutto quello che può toccarci, abbiamo bisogno di trovare il nostro aquilone e seguirlo, di qualche pensiero felice, che il lieto fine delle fiabe non sarà detto che si avveri, ma i pensieri felici possiamo costruirli solo noi, ci vuole amore e fatica ma si può fare.

Non auguri, ma mi piacerebbe un mondo in cui ciascuno fosse impegnato a trovare il suo senso, i suoi sogni, la sua vita, senza giudicare e meno ancora calpestare quelli degli altri. Rispetto, appunto, da lì parte tutto. Per tutti.

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30 Pensieri su &Idquo;8 marzo, forse

    • Non so, sono incerta, forse non è del tutto inutile, se può indurre ogni donna a riflettere su sé stessa, e ogni uomo anche. Si passa anche da questo, per superare secoli di discriminazione che indubbiamente ci sono stati. Oggi possiamo finalmente sperare che il sesso sia una delle cose che possono costituire l’identità di una persona, non l’unica, né quella da cui far dipendere una serie di considerazioni su come dovresti essere, come dovresti comportarti e cosa dovrebbe piacerti 🙂

  1. Un modo diverso per ricordare che non esiste un giorno per parlare di un argomento – nel nostro caso di donne – ma tutti i giorni sono utile per parlare di quello o di questo argomento.

  2. Dici bene, sogniamo un mondo dove ognuno conti per ciò che vale, per le idee che ha, per le azioni che compie. Indipendentemente che sia uomo, donna, bianco, nero, giovane, vecchio, ricco, povero, bello, brutto…

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