Ritorno

 

Ritorno qui, la mia bocca trema e io ormai
riconosco i segni, lacrime di pietra e fuoco
ché se in una sciarpa ci puoi racchiudere il tuo mondo
e aprire porte inaspettate, come in un gioco
di prestigio, oggi dei tuoi pensieri farai le mie parole
parole che spremono il mio cuore goccia a goccia
e le mani, le mani,
incendio, brividi di lava, un viaggio con ali di silenzio
quando con le dita seguo quel tremante percorso
che da qualche luogo mi porta le stelle sulle labbra,
e sulla pista i segni di un atterraggio di fortuna.
In questo selvatico e dolce disordine fiorisco,
sei la mia patria, l’unico luogo che io chiami casa
e il cielo, il cielo
se basta un volo di rondini a immaginarsi il cielo,
d’un filo d’erba ne farò città e alberi e colline
mi basterà una minuscola perla d’acqua a farne il mare
con tutti i suoi coralli e i pesci, i granchi e i loro scogli
e i granelli di sabbia li metterò in tasca e ne farò ricordi
poi prenderò tutto ciò che ho immaginato, e ne farò vita
e il pane, il pane
a mangiarlo è un po’ come costruirsi l’amore a morsi,
sentirne il gusto, indovinare un viaggio dalla terra
sotto le scarpe e guardando la cartina, perché ad ogni passo
verso un altrove più lontano, un altro passo ti riporti indietro;
e dal modo in cui cammini capire il colore dei tuoi occhi
perché tu possa ritrovare la tua musica in fondo alla mia voce
fino al prossimo ritorno.

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