LA LETTRICE DELLA DOMENICA 12 -L’uomo che arava le acque – The Tiller of Waters

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L’uomo che arava le acque La storia di un uomo che trova rifugio nelle amate stoffe e in una follia popolata di ricordi e di sogni, da una realtà troppo dura, la guerra, la distruzione del negozio e di tutte le sue speranze, la perdita di tutte le persone amate.

“[…] ma l’hai sentito l’odore di una donna vestita di diolene, hai osservato la grana della sua pelle? Hai fatto caso a come si comporta una donna che porta biancheria intima di nailon, a come cammina, a come parla? […]
E’ la fine allora, padre?
No, è la fine solo per quelli che sono fatti come me e appartengono alla mia generazione. Sappiamo che non ci resta abbastanza tempo per capire ciò che verrà, per farcene un’idea. Perciò siamo condannati a rimpiangere il passato, e a rievocare desolatamente la bellezza di ciò che è stato. Ma non è affatto la fine per chi ha la tua età, perché voi vedrete correggere gli errori e raddrizzare i torti. Niente cessa di esistere così, per l’eternità, semplicemente perché decade […]
Cosa devo fare, allora, padre?
Nient’altro che osservare bene e a lungo il diolene, senza arrenderti all’oblio”.

Hoda Barakat, L’uomo che arava le acque, Ponte alle Grazie, Traduzione dall’arabo di Samuela Pagani

The story of a man who finds a refuge in his beloved cloths and in a madness populated by memories and dreams, from a hard reality, war, the destruction of the shop and of all his hopes, the loss of all those he loved.

[…] Have you been able to single out the odor of a woman in polyester, in Diolen? Have you seen the fabric of her skin? Have you noticed how a woman wearing nylon underwear carries herself, how she walks and speaks? […]
So it is the end, Papa?
No. It is the end of people like me, folks of my generation. We know that now we do not have enough time left to learn what will come next, to let tomorrow play in our imaginations. And so we are sentenced to a sweet nostalgia for what used to be, condemned to pondering regretfully the good things that are gone forever. No, it isn’t the end of anything for someone of your age, because you will see enough to correct the mistakes and straighten out what has gone crooked. Nothing disappears quite like that, gone forever as it begins to decay […]
What should I do, then, Papa?
Just look long and carefully at Diolen, and do not give in to forgetfulness.

(Translation by Marilyn Booth), The American University in Cairo Press

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