UN LEONE A COLAZIONE 14 – Storie intorno all’adozione

pc5rrebni

Stasera mi sa che sarà una puntata mini perché sono stravolta… Vi dicevo la volta scorso che volevo parlare dell’ansia da prestazione scolastica… è una brutta bestiaccia quella. La scuola è un impegno grande per i ragazzi, ma per i genitori quasi di più. I genitori devono far fronte alle richieste degli insegnanti. Per i quali spesso i genitori sono comunque in torto a prescindere. Se il materiale scolastico non è in ordine, se i compiti non sono stati fatti, se i bambini non sono autonomi (no, scusate, ma se devono essere autonomi, allora la responsabilità di zaini e compiti… eh…). Ammetto (e mi cospargo il capo di cenere) che sono stata una di quelle mamme che aiutava tantissimo i ragazzi nei compiti, il grande fino a tutte le medie, il piccolo fino a tutte le elementari. Addirittura rientrando a volte nella nefasta categoria dei genitori che quasi quasi fanno i compiti “al posto” dei loro figli e poi aspettano trepidanti il voto per vedere se sono stati abbastanza bravi (i genitori, non i figli). Errori di gioventù. Nella maggior parte dei casi preoccuparsi dei compiti e della scuola in genere nuoce gravemente alla salute dei genitori, dei figli e del rapporto tra loro. Inizialmente, e sempre che abbiate moooolta pazienza, potete pensare certo di star loro vicino in maniera abbastanza assidua. Ma la parola d’ordine è quasi sempre “gradualmente ridurre”. Se proprio non è possibile, meglio chiedere a qualcuno esterno di affiancarli. Adesso sono arrivata quasi sull’orlo dell’eccesso opposto. Tra un po’ smetterò anche di chiedere se li hanno fatti, i compiti. Bisogna davvero aiutarli a imparare a fare da soli. Credo tra l’altro che questo valga un po’ per tutti i figli, ma i ragazzi adottivi hanno mediamente poca fiducia in sè stessi, e quella fiducia va alimentata credendo fortemente nella loro capacità di fare da soli. I voti, poi, sono l’ultima preoccupazione, vi diranno in tanti, e avranno ragione. In genere, il “rendimento scolastico” tende a essere discontinuo nella migliore delle ipotesi. Quando i ragazzi sono sereni e tranquilli, le cose a scuola tenderanno a migliorare. Ma è un percorso lungo lungo e molto accidentato. Di solito. Non farsi troppe paturnie aiuta. Se la caveranno, se crediamo in loro 🙂

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14 Pensieri su &Idquo;UN LEONE A COLAZIONE 14 – Storie intorno all’adozione

  1. Tutto vero, a meno che la scuola non sia macroscopicamente carente. A volte una spiegazione della mamma, data col sorriso, può produrre in cinque minuti un risultato migliore di ore e ore di appoggio esterno: uno spunto per il tema, dato mentre insieme si sparecchia la tavola del pranzo, un’addizione qua, una divisione là, tutto senza drammi. Non credo che sia una scorciatoia così pericolosa, forse il bambino che ha poca fiducia in se stesso, aiutato a colmare i suoi dubbi, recupererà anche l’autostima.Io sono una mamma, ma senza esperienza di adozione, forse sbaglio, ma ho voluto dare lo stesso il mio piccolo contributo. Apprezzo molto questo blog e lo leggo sempre, perché è pieno di buon senso. Anche i figli naturali hanno un sacco di problemi di fiducia, quelli più dotati nello studio, paradossalmente, soffrono più di quelli “nella media” perché non sopportano il fallimento e finiscono per competere con se stessi e vanno sempre lodati e incoraggiati:… Insomma, fare i genitori non è mai facile, ma per niente! 🙂

    • Grazie, mi fa molto piacere il tuo contributo e il tuo apprezzamento. Sono d’accordo con te, infatti dicevo, nei primi tempi specialmente, se si riesce a farlo senza drammatizzare, va benissimo aiutare i figli nei compiti (non farli al posto loro come a volte si tende a fare…) Poi certo, anche dopo, gli spunti sono importanti. A volte sono i figli stessi che chiedono il significato di una parola, un aiutino su un problema, una spiegazione su un esercizio… e ci mancherebbe che non glielo si possa dare, anzi, a me fa piacere quando chiedono e se posso essere d’aiuto. Mi piace anche, per inciso. Ma non a caso ho parlato di ansia da prestazione… è importante non investire troppe aspettative, troppe ansie e angosce. Proprio quando la scuola è più carente si cammina su ghiaccio sottile… per esempio, adesso che ho un ottimo rapporto di collaborazione con la scuola media, mi basta “essere presente” le rare volte che serve e non ho bisogno di essere sempre lì a pungolare e controllare e aiutare. Quando il rapporto non era così positivo, in certi momenti abbiamo davvero rischiato che la nostra ansia di “far fare bene le cose” ai nostri figli diventasse controproducente. In quel caso, meglio una figura esterna che non è così coinvolta e che può aiutare anche in maniera assidua senza “investire” troppo. Io ho insegnato inglese ai miei figli e ad altri bambini. Posso dirti che c’è una notevole differenza di serenità 🙂

      • Ci credo, ci credo! E capisco anche quando parli dell’ansia da prestazione… noi genitori dovremmo avere presente che il frutto del nostro “lavoro” dovrebbe essere un bambino sereno (felice è una parola grossa) e non un bambino perfetto. Bisogna sapersi dosare e allontanarsi a piccoli passi, ma sono cose difficili da farsi e richiederebbero l’esperienza che non abbiamo proprio quando ce ne sarebbe più bisogno. A posteriori è facile 🙂 siamo tutti bravi. Mi viene anche da dire che nemmeno l’esperienza è una panacea universale, perche i bambini vanno “imparati”, sono persone, quindi differenti l’uno dall’altro. Di due fratelli, uno va incoraggiato, consolato, l’altro spronato… Per tutti però l’ascolto e l’amore vanno sempre bene!

      • Nella mia esperienza, l’ascolto è fondamentale e poi c’è un esercizio da fare: visualizzarsi con gli occhi del bambino. Chiedersi, ad esempio: “che faccia ho quando lo sgrido? sembro una tigre pronta a sbranarlo o mamma orsa che lo rincorre per gioco?” A me è servito tanto, ho scoperto che ero troppo severa e sono riuscita, per fortuna, a correggere un po’ il tiro. Grazie a te, alla prossima!

      • Non è proprio mia l’idea, quando mio figlio era alle medie, la scuola diede ai genitori l’opportunità di frequentare un breve corso finalizzato alla prevenzione dell’uso di droghe: L’assistente sociale del nostro gruppo ci fece fare molti giochi di ruolo, finalizzati ad imparare ad ascoltare e ci propose molte altre belle esperienze, fra l’altro ci suggerì di chiedere ai nostri figlia quale animale assomigliavamo quando eravamo arrabbiati con loro 🙂 È un ottimo “correttore del tiro”!

  2. mia mamma si metteva spesso vicino a me e capitava mi aiutasse….. non cambierei mai sta cosa…
    ed con piccoletta abbiamo appena iniziato, anzi, ancora no e vorrò essere presente se avrà le normali difficoltà iniziali… vabbè, siam ancora al primo anno di materna, avendo tre anni…. speriam che il tempo non voli così veloce come ha fatto fino ad ora… uff!
    ciao ale!

    • Non è che io sia contro i genitori che aiutano i figli, eh, anzi! L’ho fatto, mi è piaciuto e lo rifarei! Solo che ho visto a volte genitori esageratamente ansiosi che diventavano un po’ delle piattole ed è successo anche a me. Volevo solo dire che l’ansia è sempre in agguato e di rado è una buona consigliera 😀

      • Oh ti ho letta subito…
        Si si… Non era polemica la mia… No…. Forse non si è capito! Ti stavo raccontando i miei compiti! 😁
        Tropoa ansia fa bene ai genitori e hai figli!

      • No, cara, non avevo pensato che tu fossi polemica 🙂
        Mi è parso forse anche da altri commenti che il post fosse stato letto da parte mia come un “non aiutate i figli”, invece penso che sia una cosa bella e importante, forse non era tanto chiato da quello che avevo scritto… solo senza angosce. Troppa ansia fa bene? mmh…non credo fosse quello che intendevi… 🙂

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