IL BOSCO – PARTE IV – Capitolo III – I

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I

C’era quasi riuscito.
Per qualche tempo Matteo si era detto che forse Stéphanie era stata davvero solo una parentesi, che si era preso la tipica sbandata da uomo di mezza età (dopotutto aveva superato i quarant’anni, si ripeteva spesso) con la complicità di un momento di solitudine.
Aveva ritrovato con Elisa un rapporto di amicizia molto forte, come ai tempi in cui erano ragazzini e non avevano ancora rovinato tutto con le complicazioni sentimentali. E in più erano entrambi più maturi. Lei si era addolcita molto negli ultimi tempi, e lui stesso si sentiva molto meno pignolo, molto meno rigido.
Quanto a Roby e Luca, c’erano stati momenti, durante il suo soggiorno a Marsiglia, che aveva pensato che non fosse poi così difficile fare il padre a distanza, che avrebbe potuto mantenere un buon rapporto con loro, non poi tanto diverso da quello che aveva sempre avuto, quell’affetto un po’ distante, la preoccupazione di assicurargli un futuro tranquillo, ma senza grandi capacità di coccolarli e guardarli crescere.
Da quando era tornato, le cose erano cambiate. Era come se avesse all’improvviso capito che aveva paura di perderli, e allontanarsi da loro non gli sembrava affatto così semplice, dopotutto.
Però…
Però aveva continuato a pensare a Stéphanie. All’inizio soltanto casualmente, magari perché alla radio davano una rara canzone francese, o perché si trovava sul lavoro a parlare dell’affare con la ditta di Marsiglia.
Poi aveva cominciato a pensarci ogni volta che vedeva una donna che aveva il suo colore di capelli, o usava il suo profumo, o aveva una voce simile.
Ad un certo punto, senza accorgersene, era scivolato gradualmente nel pensare a lei praticamente ogni momento della giornata. In altre parole, invece che dimenticarla, man mano che passava il tempo gli mancava di più.
Si può giudicare un uomo per le incertezze nei sentimenti? Quando ama è il momento peggiore per conoscerlo, o il migliore, quando tutti i pezzi di cui uno è fatto sono scompigliati e in disordine e poiché nessuno è sempre uguale a se stesso, si finisce sempre per scoprire una parte di lealtà dietro l’inganno, una parte di coraggio dietro la viltà. E viceversa.

Elisa preparava la cena, pasta al pesto con le patate e i fagiolini, uno di quei piatti liguri semplici e saporiti che erano la sua passione. Il profumo fresco del basilico e quello un po’ forte e aspro dell’aglio si mescolavano con il sentore più dolce dei fagiolini, in cui Elisa metteva anche, qualche volta, poco origano, “appena un’idea” come diceva lei. Le piaceva cantare quando cucinava, e anche adesso stava cantando, una canzone che lui non conosceva. Roby attaccò d’improvviso a cantare insieme a lei. Matteo pensò che lei era bellissima, e che l’aveva perduta, chissà quanto tempo prima. Aveva perduto, con lei, anche quell’amore così innocente, così perfetto, e non sapeva come e quando era accaduto. L’aveva amata tanto, perdutamente, completamente, eppure con quella costante, invincibile paura che tutto potesse un giorno finire, che lei potesse smettere di amarlo, o che quello che entrambi sentivano potesse avere un termine, una scadenza. L’aveva amata volendo fortemente amarla per tutta la vita, e le aveva dato tutto quello che aveva da dare, ma non era mai riuscito dividere la felicità di averla accanto dal dolore anticipato, o forse presagito, perché, adesso se ne rendeva conto, si era sempre comportato, in fondo, come se sapesse che non sarebbe durata. Non aveva mai, neppure per un istante, smesso di interrogarsi su quello che sarebbe accaduto, e avere il pensiero sempre rivolto a qualche oscuro timore per il futuro aveva annacquato il suo amore e la sua vita presente.
E adesso, con Stéphanie, sarebbe riuscito a non avere paura? Sarebbe riuscito a godersi pienamente ogni istante con lei, non pensando a tutti i modi in cui avrebbe potuto perderla, ma a quello che poteva fare per riconquistarla ogni giorno, pago solo della bellezza di ogni singolo istante della sua presenza?

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5 Pensieri su &Idquo;IL BOSCO – PARTE IV – Capitolo III – I

  1. Matteo a quarant’anni è ancora nel pieno delle forze e il pensare sempre a Stephanie lo dimostra. però è troppo indeciso. La paura del salto della siepe, senza conoscere cosa sta dietro lo paralizza ma rischia solo di incartarsi. Perdere i figli? perdere Elisa? Di certo Elisa l’ha già persa, perché mi pare una donna sul viale del tramonto ma forse ha bisogno di una sferzata, tipo Andrea. I figli? Sono troppo defilati per capire le loro reazioni

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