Di poesie, risate e stelle

Oggi pesano i passi e pesano le parole. Faccio fatica a mettere un piede avanti all’altro, anche solo ad alzarmi dalla sedia, e faccio fatica a mettere un pensiero avanti all’altro, anche solo a dargli un senso. Che se li mettessi tutti in fila, i pensieri, e anche i passi che ho fatto nella mia vita, non avrei bisogno di guardare il cielo da lontano, per cercare la stella in cui abiti e sentirla ridere, perché tutti quei pensieri e quei passi mi ci porterebbero, fin lassù, direttamente lì sopra.

Ho bisogno di tutta questa forza adesso, per riordinare, tagliare e incollare, girare frasi, migliorare, abbreviare, anche, la cosa più difficile. Come si fa sempre quando si scrive. Per fare in modo, senza perdere nulla di quello che si vuole dire, che anche gli altri possano entrarci, che sentano le tue emozioni come le loro, che avvertano esattamente lo stato d’animo in cui eri quando hai scritto.

Sembra strano, ma è un lavoro di cesello, questo. E non mi basta, a volte, sentire la tua musica dentro, non mi basta la forza. Scrivere è la mia forza, quante volte l’ho detto, la mia energia vitale viene in buona parte da lì. Ma quello che dà se lo riprende anche indietro. Riempie e svuota di continuo sempre la stessa botte, appaga e sfianca, placa e rimescola fino a non poterne più. E io a volte non so se ce la faccio.

Le stelle poi non sempre ridono. A volte bisogna lasciare anche che piangano. Bisogna provarci, a prenderle in mano. Forse, se ci si prova, ci si arriva. Non ne sono sicura, ma bisogna provarci. Tenere le mani a coppa, accarezzarle come gattini fino a che smettono. Poi brilleranno di più, torneranno anche a ridere, forse. Spero. Del resto sappiamo così poco di noi, figuriamoci delle stelle. Ma se la natura ci ha dato la capacità di scrivere, di fare poesia, di usare il nostro corpo e i nostri sentimenti per farne arte, a qualcosa deve pur servire. Anche se il prezzo sembra alto. Ma forse costerebbe ancora di più non farlo.

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26 Pensieri su &Idquo;Di poesie, risate e stelle

  1. «Quando la notte guarderai il cielo, poiché io abiterò in una di esse, e riderò in una di esse, per te sarà come se ridessero tutte le stelle. Avrai stelle che sapranno ridere!» Mi hai fatto ricordare questo passo del Piccolo Principe… è vero non sempre le stelle ci riportano il sorriso, ma nei momenti di tristezza si deve trovare la forza per ricordare cosa ci ha fatto ridere un tempo e ridere di nuovo. Perchè il ricordo, consolatorio o meno, racconta un momento della nostra vita che, anche se passato, abbiamo potuto vivere con certe persone accanto…è già questa è stata una fortuna. Io spero che vi possiate rincontrare un giorno nella vostra stella.

    • Te l’ho fatto ricordare, perché io ho scritto con quel brano prima nella memoria e poi sotto gli occhi. L’ho cercato e interpretato a modo mio. Questa cosa delle stelle che ridono è estremamente importante per me, un po’ la amo, un po’ è un colpo al cuore…
      E’ un momento molto particolare questo, sotto tanti aspetti, e forza ne ho tanta, anche di ridere, spesso, però a volte sfianca. Come scrivere, appunto. E’ bellissimo e magico scrivere di ciò che si ama, ma a volte può essere anche durissimo. Poi la magia torna. Questo lo so. grazie…

  2. Non ti scrivo nulla di speciale perchè so che quando subentrano certi momenti e certi pensieri, qualsiasi cosa dica l’altro si finisce comunque per sentirsi ancora più incompresi… Se lo accetti, ti invio un abbraccio “contenitivo”

    • Lo accetto eccome, grazie! In realtà a volte a me fanno bene anche le parole, dipende, ma comunque sono momenti, spesso poi sono seguiti da momenti di energia e forza rinnovata. Adoro scrivere, lo faccio quando sto bene e quando sto meno bene. Anche quando è una fatica immane. Alla fine, nonostante tutto dà più di quello che prende, molto di più, anche quando non sembra. Grazie ancora, davvero

      • Comprendo perfettamente l’iter… l’andirivieni di fatiche ed energie e il potere taumaturgico della scrittura. Sono generalmente una persona aperta agli altri, metto spesso da parte me stessa… ma quando mi capitano i momenti come quello da te descritto ho la sensibilità così attivata che tutto può farmi male, anche una virgola… che è niente in un discorso mi ferisce… di conseguenza non voglio fare agli altri ciò che non voglio sia fatto a me 🙂

  3. bello, dolente e comunicativo questo brano. Ci sento tutta la potenza e l’impotenza della scrittura.
    “..senza perdere nulla di quello che si vuole dire, che anche gli altri possano entrarci, che sentano le tue emozioni come le loro,..”
    cruciale questo passaggio, lo condivido in pieno.
    ml

  4. senti… e di nuovo rimango ebete e a leggerti e a sentire quel vuoto nella pancia di quando scrivi queste cose… di quando scrivi di te… e mi commuovo, e mi rispecchio, non nella scrittura ovviamente, ma nelle sensazioni, che ti assicuro riesci a passare benissimo!

  5. senti… e di nuovo rimango ebete e a leggerti e a sentire quel vuoto nella pancia di quando scrivi queste cose… di quando scrivi di te… e mi commuovo, e mi rispecchio, non nella scrittura ovviamente, ma nelle sensazioni, che ti assicuro riesci a passare benissimo!

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