Nuovo Liebster

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A questo Liebster partecipo molto volentieri, e ringrazio tanto Ilaria di Me and my books per la graditissima nomina (in ritardo come al solito) perché le domande questa volta riguardano molto i libri e sono comunque tutte molto diverse da quelle a cui avevo risposto in precedenza qui e .qui. Non solo, ma mi sono presa la libertà di aggiungere due domande (le ultime due in fondo) che sono state fatte a Ilaria e che lei non ha messo ma a cui comunque volevo rispondere, per mio personale capriccio 😀

Queste le domande:

Quando hai iniziato a tenere il blog e cosa ti ha spinto?

Ho iniziato a marzo 2013 (infatti ho festeggiato da poco il compleblog). Ho sempre scritto (tra l’altro in precedenza anni fa partecipavo a un forum di scrittura e ho anche tenuto, secoli fa, un altro blog su Splinder, sempre con lo stesso nome) e la molla è stata questa, in origine. Però dopo un paio di articoli l’avevo abbandonato, non so perché, faceva parte di quelle cose a cui pensavo ogni tanto di tornare ma poi non lo facevo mai. Nell’agosto 2014 ho ripreso dopo la morte di Robin Williams e non ho più smesso. Pura e semplice questione di sopravvivenza.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Penso di continuare ancora un po’ con le rubriche che sto tenendo quasi giornalmente, finché riesco, probabilmente dovrò rallentare un po’ per un altro paio di progetti che non c’entrano col blog, uno è un libro, l’altro riguarda invece la mia professione. Penso che in linea di massima il blog resterà quello che è: racconti, poesie, Robin Williams, recensioni di libri, cinema, Robin Williams, pensieri, ogni tanto chiacchiere varie… Robin Williams… 🙂

Qual è la parte più difficile di avere un blog?

Sicuramente in passato avrei detto il tempo, ma in realtà no, il tempo lo si trova facilmente quando diventa importante. Non sono sicura che ci sia una parte più difficile, se non quella legata alla scrittura. A volte non si sa cosa dire, a volte si ha troppo da dire e non si riesce a gestirlo, a volte fa male, a volte allontana anche un po’ dalle altre persone, richiede silenzio e solitudine, però una volta che si è detto quello che c’era da dire, forse aiuta a tornare alle cose di tutti i giorni con maggiore energia e serenità (non sempre, ma a volte)

Qual è il momento in cui torneresti in questo istante?

A costo di apparire sentimentale, direi il momento in cui abbiamo visto i nostri figli per la prima volta

E il luogo?

Il Brasile (visto che li abbiamo conosciuti là)

Cos’è successo per te di speciale nel 2006?

In quell’anno a dire la verità niente di particolare. Mi ero sposata l’anno prima, avevamo presentato la domanda di adozione ed eravamo in pieno iter per l’idoneità, la scelta dell’ente da cui farci assistere per l’adozione internazionale, ecc. ecc.

Prendi il primo libro che ti viene in mente. Aprilo a pagina 110 e scrivi la terza frase che trovi a partire dall’alto

“Vittorio aveva colto il fil rouge che legava me e il romanziere inglese [Aldous Huxley], la necessità di vivere ogni cosa come le vene vivono del sangue, ed essere disposti a pagare qualunque prezzo per grattare via la caligine di parvenze che incrosta il nostro stare al mondo”

Quale libro hai preso? Parlamene un poco.

E’ il libro che sto leggendo in questo momento, e neanche a farlo apposta la frase tiportata (che è veramente la terza a pagina 110) è quella da cui è stato tratto il titolo, cioè appunto “Come le vene vivono del sangue”, di Gaia De Pascale. E’ il racconto della vita della poetessa Antonia Pozzi, raccontata in prima persona. Una biografia romanzata, potrei definirla, ma è prima di tutto un libro bellissimo. Avevo già intenzione di postare un estratto. A pagina 110 non c’ero ancora arrivata ma è tutto significativo, tocca il cuore.

C’è un autore contemporaneo che ti interessa particolarmente?

A istinto il primo che mi viene in mente è sempre Björn Larsson, autore di un libro per me eccezionale che è La vera storia del pirata Long John Silver, che ho citato in più di un’occasione, un altro romanzo che mi è entrato dentro fin nel profondo. e l’autore è una persona estremamente interessante, gran viaggiatore, navigatore, parla varie lingue… ho avuto la fortuna di sentirlo parlare una volta e posso dire che è un gran narratore anche a voce!

Se la tua vita dovesse essere un libro, che libro sceglieresti?

Penso a un libro di viaggi, metaforici e non, mi sento sempre in movimento verso qualcosa, a volte una meta ben definita, altre volte semplicemente una ricerca, un’esplorazione per cui si parte solo per il gusto di partire (beh, il nome del blog è indicativo 😀 ) Se devo indicare un libro in particolare, ne indico tre 😀 : Genova Città Narrata, un ritratto composito, scritto da autori non solo del mondo letterario, “un atto d’amore per una delle città più belle, difficili e geniali del nostro paese” (dalla quarta di copertina, ma condivido lettera per lettera); L’infinito viaggiare di Claudio Magris (ecco, un altro contemporaneo che amo molto), e Viaggiare e non partire, di Andrea Bocconi.

Hai qualche suggerimento da dare al mio blog?

No, non direi, mi piace così, è ben caratterizzato, vivo e interessante.

Descrivi il tuo blog con una musica

Stevie Wonder, You Are the Sunshine of my Life

Qual è il luogo più bello in cui tu sia mai stato?

In realtà in tutti i posti in cui sono andata ho lasciato un pezzo di cuore, l’Andalusia, la Scozia, Londra, Parigi, ma c’è un luogo che proprio mi è rimasto impresso e non solo perché eravamo in viaggio di nozze, non solo perché la Norvegia ha un cielo che cambia in continuazione, non solo per gli alberi da frutto che crescevano inattesi… un po’ per tutto questo, un po’ per quel qualcosa di indefinibile che rende un luogo il tuo luogo d’elezione, ecco, questo per me è il Fiordo di Hardanger

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Foto presa da qui

Sapete che non nomino altri blog, specialmente da quando ho iniziato la rubrica del sabato, nata per non trascurare nessuno e anche perché  non so mai a chi fa piacere e a chi no 🙂

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3 Pensieri su &Idquo;Nuovo Liebster

  1. Pingback: Grazie (Liebster) | intempestivoviandante's Blog

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