Ancora spiragli…

Una delle scoperte più importanti che ho fatto negli ultimi tempi riguardo a Robin Williams, e grazie al Robin William’s fansite, è stata quella delle Audible Interviews, una serie di interviste che “lui” ha fatto a diversi amici e colleghi. Credo di poter immaginare poche cose più intelligenti, divertenti, colte e thought-provoking. La più recente, al momento scaricabile (per una decina di giorni) è quella a Peter Asher, musicista, produttore e manager di vari artisti della scena musicale (tra cui Randy Newman e James Taylor). Le altre includono conversazioni con Billy Crystal, Barry Levinson, Sharon Stone, Lance Armstrong, Andre Agassi, George Lucas, persino Mario Cuomo… poi diceva che non avrebbe mai potuto scrivere un’autobiografia!

Da questa scoperta, come sempre succede, ne nascono infinite altre, perché ogni intervista è una miniera di informazioni su ciò che Robin amava (o magari detestava), inclusi i suoi gusti musicali e letterari, anche se occorre una certa attenzione. Non parla molto, qui, ma quando lo fa, si fa un ottimo servizio a se stessi, ad ascoltarlo. Basta un cenno, per aprire un mondo. Conosco pochi altri capaci di racchiudere universi interi in due righe di battuta.

Parlando di musica e di spiragli nel cielo, ammetto la mia ignoranza, non avevo mai sentito parlare di Linda Ronstadt e ho colmato la lacuna proprio grazie all’intervista con Peter Asher. The most incredible voice, dice Robin, per inciso. Potevo forse non andarla a cercare? No, non potevo. La canzone citata è questa.

Avevi ragione, sai, una voce incredibile, e detto da te…

In seguito, Peter Asher ha detto questo, di Robin:

“Robin was one of the cleverest, funniest, most intellectually agile and well-read people it has ever been my privilege to call a dear friend. But beyond all of these qualities, he was the most generous man I have ever met. Materially, emotionally, professionally and personally he never hesitated to offer help of every kind to any friend in need. And he certainly knew how much we all loved him in return.”

[Robin era una delle persone più intelligenti, intellettualmente agili, divertenti e colte che io abbia avuto il privilegio di avere tra gli amici più stretti. Ma al di là di tutte queste qualità, era l’uomo più generoso che abbia mai incontrato. Non ha mai esitato a offrire aiuto di qualunque natura, materiale, emozionale, professionale e personale a un amico in difficoltà (e non solo agli amici, aggiungerei). E sicuramente sapeva quanto tutti gli volessimo bene per questo”].

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9 Pensieri su &Idquo;Ancora spiragli…

  1. RW amava Linda Ronstadt… questa è una sorpresa! Cantante country molto attiva negli anni ’70-’80 ha pubblicato alcune pregevoli hit; ha fatto anche l’attrice, fino alla scoperta della malattia (Morbo Parkinson). Forse è questa malattia che l’accomunava a RW.
    Buona domenica!
    Sid

    • Robin Williams ha scoperto di avere il Parkinson pochissimo tempo prima di uccidersi, l’intervista risale a quindici anni prima, non credo sia questa la ragione, ma ha davvero una voce strepitosa. E Robin aveva, mi sto rendendo conto, una cultura musicale vastissima (beh, una cultura vastissima in genere)

      • Hai ragione, ma per una ragione ignota ai più, credo che RW intuisse le affinità di certe persone con il suo percorso di vita: solo così si spiega la sua immensa sensibilità, umana e artisitca!
        Bacio
        Sid

      • Può essere. Ho idea che avesse un rispetto infinito per i modi di essere di chiunque, anche i più lontani dai suoi. E credo anche che gli piacessero molto le cose belle: i bei libri, la bella musica (era un appassionato di opera, anche), la pittura…

      • RW amava l’opera: effettivamente, ne L’Uomo Bicentenario, ad un certo punto, scopre un vecchio grammofono, che intona un’aria d’opera dalla Rusalka di Antonin Dvorak e si sofferma ad ascoltare incantato. Per certo, RW amava gli anime giapponesi (Ghost in the Shell) e i videogiochi (The Legend of Zelda, Warhammer 40K) 😀
        Bacio
        Sid

      • Sì, ha anche chiamato la figlia Zelda…
        Il film sì, ma poteva essere semplicemente esigenza di recitazione, invece lui aveva proprio una cultura musicale (e non solo musicale) notevole, spaziava su tutti i generi e si teneva anche aggiornato, conosceva anche diversi musicisti “nuovi” (almeno fino al 2000 ma sono quasi certa, anche dopo). Dell’opera faceva spesso alcuni cenni, pochi, senza “strafare”, ma si capiva che era un conoscitore. E so per certo che amava moltissimo Mozart e Beethoven. Oltre al rock, intendiamoci. Elvis, Sting, Bruce Springsteen, ma solo per citare quelli superfamosi 🙂

      • Questo non me lo ricordo (ho ancora molto da studiare…), sicuramente Shakespeare (altro grande amore, direi), l’Amleto se non sbaglio. Di Mozart e Beethoven e Elvis lo so perché diceva che nel paradiso come lo immaginava lui, c’erano posti in prima fila per i loro concerti. E’ l’unico paradiso in cui io possa riuscire, almeno qualche volta, a credere…

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