SABATOBLOGGER 16 – I blog che seguo

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Evaporata (Nadia Mogni) è, riporto dalla presentazione, “un’entità contenuta dentro un corpo femminile […] capitata tra gli esseri umani”, e un po’ mi rispecchio in questo, oltre che nel suo prendere appunti dovunque capiti, possibilmente a penna, possibilmente su foglietti non fatti, in origine, per quello scopo (cioè, quaderni e fogli sì, ma nel mio caso anche il retro delle buste, i foglietti degli appuntamenti ecc.). Questo racconto, reale, purtroppo, parla di malvagità meschina e gretta contro un gatto, forse per la sola ragione che era nero. Ma è bella anche per il modo in cui lo descrive, con l’affetto discreto e quel tanto di riguardo che si deve a un essere in confidenza con le streghe. Mi ha colpito anche perché tanto, tanto tempo fa, quando ero bambina, nel giardino condominiale c’era un micetto nero. E io essendo probabilmente strega almeno per un quarto, forse di più, me ne sono innamorata subito. Mi sono anche presa la tigna, credo proprio da lui perché ce l’avevo sempre addosso, ma questo non ha cambiato le cose. In seguito però i due gatti che ho avuto sono stati rossi. Per caso, potrei dire, perché erano entrambi trovatelli. Chissà se il caso esiste o no, ancora non l’ho deciso 🙂 . Bello anche Vento zigano, che un po’ mi ricorda Chocolat (soprattutto il libro, ma anche il film). E infine questa dolcissima Se fossi lui. E poi la Piazza dello Amor Perfetto io lo so dov’è 🙂

Squarci di silenzio (Chiara Lorenzetti) scrive per “mettere piccole pietre nel cammino”, e anche nella simbiosi di cui parla, tra la mente e il luogo in cui si scrive, mi riconosco non poco. Il suo modo di scrivere, anche in prosa, è spesso molto poetico e questo mi piace, ad esempio in Come quando fuori piove, molto bello questo tempo rallentato, quel chiedere perdono alla fretta e fermarsi ad assaporare le piccole e grandi cose che sono quello che noi siamo. Essendo poi Chiara una restauratrice, la passione per il suo lavoro la porta a legare l’aspetto più “tecnico” alle storie che sono dietro un’opera d’arte, spesso estremamente affascinanti come questa sul salotto letterario di Juliette Récamier. Infine vi segnalo Tu parli con i libri perché sì, certo che parlo con i libri, credo che succeda a molti e sapete quanto io parli, con i poeti, gli scrittori, i personaggi, e lo sapete bene, anche al di fuori del mondo letterario, quanto sia importante per me immaginare dialoghi in cui “mentre parlo, parlo tra me e dispongo i miei pensieri e i miei ricordi secondo la strada tracciata dal poeta” (o chi per esso, aggiungo) e sì, “discuto, concordo, dissento, mi altero, mi innamoro, piango, declino, sospingo, condivido, amo.”

La chimica delle lettere (aure1970) un laureato in chimica industriale di un quartiere di Genova che riporta qualche lontana memoria anche a me e che scrive poesie come questa. Un, inoltre, che ogni tanto guarda la gente che passa con l’occhio di uno dei numerosissimi piccioni che stazionano ovunque e ogni tanto però si alzano pure loro in volo e scrivono, o scriverebbero, se qualcuno non lo facesse per loro, delle “cronache dal cornicione” come questa, che io definirei alquanto realistica eppure anche surreale. La chimica poi si combina con le lettere in post come questo, in cui la combinazione di forme, colori e suoni sembra l’unico appiglio per chi ha dimenticato se stesso, la propria identità, ma non la capacità di percepire la vita degli oggetti. E per spiegare questo legame misterioso, niente di meglio che citare Primo Levi…

Tuttolandia (Fulvialuna) Una persona con la testa che “vive tra nuvole e venti, tra leggende e figure mitologiche, tra storia e arte”, e a cui il cuore l’ha rubato un lupo, non potevo certo non seguirla (il lupo è uno dei miei animali preferiti).  Una sognatrice, insomma, che però quando appoggia i piedi in terra “ci resta ben salda”, e anche questa cosa la sento molto mia. Mi è piaciuto molto questo articolo, Dedicata a Melissa, delicatissimo e poi la citazione che contiene è bellissima e poi c’è tutto quell’amore per i libri che è sempre qualcosa che mi allarga il cuore e poi… beh leggetelo… 😀 . Nel post Pedigree e gru, invece (a parte che condivido l’antipatia per le esibizioni canine ecc.) c’è un bel racconto sulle gru che lega leggenda e la storia terribile di Hiroshima. E poi c’è il teatro, di cui si parla per esempio (ma non solo) qui. Molta dolcezza, un’atmosfera quasi un po’ sognante (beh, lo si era detto all’inizio) e fiabesca (a me piace anche il tag sulle musiche di Disney, hanno accompagnato anche la mia, di infanzia) sono altre caratteristiche importanti di questo blog.

Dodicirighe (curi) Dice poco di sé nella presentazione (di più equivarrebbe a straparlare) 🙂 scrive in dodici righe a causa di un lancio di dadi, quindi per sorte e per scelta. In dodici righe comunque racchiude una notevole quantità di emozioni, incontri, rotture, innamoramenti subitanei e amori cresciuti a poco a poco, quindi traspare notevole sensibilità e romanticismo, come in questa Capirò sull’anima gemella. Molti ricordi e sentimenti di affetto familiare, anche, come in questo post sui nonni, e le memorie qui assumono un tono malinconico e molto delicato. Quello che mi pare di aver notato anche in quest’altro post In cinque in macchina è che vengono fuori, nei post sugli affetti familiari, le cose più concrete, la pasta scotta, Isoradio, il carretto coi dadi, la borsa frigo sul sedile davanti. Le emozioni, qui, passano attraverso i dettagli e questo le rende più vive e intense.

Lucia Lorenzon Mi appare, dalla sua stessa descrizione, come una donna molto forte con una vita difficile da sempre, ma una gran voglia di lottare. La scrittura e la fotografia sembrano aiutarla molto e questo lo capisco bene. Crea belle immagini con Picsart, tra le quali vi propongo queste come esempio, perché a me piacciono molto il bianco e il nero in questo tipo di combinazioni. Comunque sono tutte creazioni molto particolari e alcune incantevoli. In Il posto del cuore c’è una delicata riflessione, immaginando le parole per dire a un bambino che sì, il cuore ha un suo posto e non si muove, eppure al tempo stesso si sposta, si ammacca, può persino essere posto nelle mani di qualcun altro. Infine vi propongo Veniamo tutti dalle stelle, perché per le stelle ho un debole anch’io (anche se la canzone no, non l’ho mai amata. Ma le citazioni sono una più bella dell’altra).

Il mondo delle parole (ehipenny) una giovane blogger con idee molto chiare, direi: “Quanto più scrivi, tanto più migliori, quanto più leggi, tanto più ti diverti”, e non posso che essere d’accordo. Scrive, dunque, racconti, poesie, considerazioni sulla vita, piccole frasi, magari a commento di un’immagine, a volte anche molto acute, quasi aforismi. Anche le domande che (si e ci) rivolge non sono banali, come questa Cielo o abisso (per inciso, io temo molto l’acqua alta, però il mare è tutto quello che lei descrive, profondità, oscurità e trasparenza, vita, inganno e purezza. E il luogo da cui guardare il cielo. D’altra parte, però, anche dal cielo si può guardare il mare. Io non saprei rispondere…). Di Viaggio in automobile mi piace la descrizione di una scena familiare che contiene tante cose, sensazioni, pensieri e osservazioni di paesaggi che si fondono in un momento quotidiano ma importante. Infine, in questa Lettera a un’amica per i suoi diciotto anni, c’è molto di quello che spesso forma un’amicizia: le differenze che poi sono complementarità, il caso e il trovarsi nel momento giusto, le cose da imparare l’una dall’altra e l’andarsi incontro riuscendo a non perdere se stessi.

My Best Damn Things (Bloom2489) Bianca è una studentessa, ha scelto il nome del blog in base a una canzone che ama e che rappresenta il suo stile: scrivere delle cose che vede, osserva, ascolta e pensa e che rappresentano anche solo una piccola parte di lei, e scrivendo scoprire magari anche qualcosa di più su di sé. Ancora una volta, sento in questo una vicinanza, anche per me è molto così. Il primo post che vi propongo riguarda Il portiere, figura quanto mai affascinante. In realtà dovrebbe trattarsi del primo di una serie di “cronache dal condominio”, ma è indubbio che il portiere costituisca una “figura mitologica” capace di ispirare più di altre (a parte essere senz’altro utile, spesso, come in questo caso, in maniera un po’ spazientita ma quasi affettuosa). Il mio lato romantico (che non è uno dei più nascosti) non poteva non innamorarsi di questa Storia d’amore davvero incredibile, e anche della citazione che l’accompagna in cui pure mi riconosco molto. E anche in queste Notti bianche, l’amore sognato, la capacità di immaginare e i rischi che vi sono connessi.

Virginiamanda è una veneta che – mi pare – viaggia sempre, senza mai sapere prima se lo farà o no, e se lo farà per diletto, per amore o per forza, ma comunque impara sempre tanto dovunque vada o resti, che è una gran bella cosa – sempre secondo me. Così insomma, ho vagabondato (intempestivamente) come al mio solito, ma in questo caso dovrebbe essere ancora più giustificato. In realtà è difficile scegliere qualcosa perché dopotutto si tratta di cronache quotidiane, tutte scritte bene e con ironia, di una persona che vive un po’ qui e un po’ là. Ho scelto i tre post, quindi, del tutto arbitrariamente come e più delle altre volte. Il primo è sulle cose che non si dicono mai anche se fa bene dirle. No, mi sa che il lato romantico sta prendendo decisamente il sopravvento in me questa settimana, ma non c’è dubbio che in una coppia le piccole attenzioni diventano questione di sopravvivenza. Un altro, Parto, in occasione di un trasferimento (uno dei tanti) riflette anche sulla logica e l’ordine che si vorrebbero nella vita e che alla fine non sono mai quelli che ti aspetti (che poi, forse, non è sempre un male). E il terzo, La ragazza con il pianoforte, perché anche a me sembra che succeda sempre così, che la bellezza si manifesti all’improvviso, un po’ per caso, magari proprio mentre uno ha voglia di lamentarsi di tutto e di tutti, e invece…

Il blog di Silvia Cavalieri L’ultimo di oggi è un blog di poesia, l’unico, questa volta, in cui sia davvero presente solo questa forma di scrittura. Spesso si tratta di versi molto malinconici, anche venati di nostalgia, e sapete che per la malinconia io ho un debole, però mi piace anche tanto qualche tocco di colore, morbido come una frittella e profumato come i fiori e magari allegro in quel modo venato di ironia come in questa Sofficità. Qui in Il mio studio invece, la serata davanti alla tv a guardare paesi lontani mentre il giorno finisce, trasmette tutto il senso di solitudine di cui si parla, e di quei rimpianti che molti di noi provano, anche quando durante il giorno viviamo forse il migliore dei presenti possibili. Il lungomare ha in sé l’idea di qualcosa di amato, a cui si resta legati anche quando si ci stacca. Il ritorno, quando c’è, non è mai uguale perché siamo noi a cambiare, e forse il viaggio resta solo nella nostra memoria e nei nostri desideri. In qualche modo si torna sempre e in un altro senso non si torna mai.

Già si notava in una delle scorse puntate, come il mio andare in ordine cronologico, a seconda cioè del momento in cui ho iniziato a seguire i vari blog, ne metta insieme, secondo nessi un po’ misteriosi, alcuni che sembrano diversissimi tra loro, ma io penso sempre che in noi ci sono tante tessere di colori diversi a comporci. Buon viaggio e a sabato prossimo 🙂

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26 Pensieri su &Idquo;SABATOBLOGGER 16 – I blog che seguo

  1. Le poesie di Silvia sono una certezza 😀 Complimenti per questa iniziativa lodevole, la trovo molto interessante e anche di intrattenimento (Sabatoblogger sa molto di programma radiofonico o trasmissione televisiva preferita che si segue sempre una volta a settimana). In più, permette di scoprire e conoscere nuovi autori, nuovi mondi e altri modi di scrivere. Fico!
    Ps. Tra l’altro ho scoperto che alcuni dei blog che segui sono gli stessi a cui sono iscritto anche io… gira che ti rigira “tutto il mondo è paese” Hahaha! O meglio, magari siamo affini nel seguire spunti interessanti e blogger meritevoli;)

    • Il mondo dei blog è vastissimo ma al tempo stesso abbastanza piccolo…. un po’ come il nostro mondo cosiddetto “reale” 😀
      Si finisce sempre per trovarsi, presto o tardi, quando c’è qualcosa in comune, anche poco, perché è vero, è bello conoscere anche altri mondi e altri modi di scrivere.
      Grazie moltissimo 🙂
      Alexandra

  2. Grazie per le bellissime parole che hai per me e il mio blog.
    Noto che riesci a cogliere ogni sfumatura deilogger che segui, alcuni li condivido e posso dire davvero che la tua “analisi” è perfetta. Con garbo e intelligenza.

  3. Che descrizione elegante, ti ringrazio e complimenti per questa tua rubrica… Interessante! Una bella occasione per conoscere nuovi blogger, a colpo d’occhio 🙂 Di me hai scelto tre post che rappresentano bene il mood che cerco di trasmettere scrivendo, grazie!

  4. Ti ringrazio davvero molto per le parole spese per me tra l’altro molto “centrate”. Bellissima questa iniziativa di presentare i blog che segui anche se me ne accorgo solo ora.
    Rimedero’ leggendo le precedenti pubblicazioni.
    Grazie ancora. Buona serata.

  5. Arrivare a casa stremata da un sabato lavorativo (occasionale perché sono disoccupata) e trovare questa sorpresa è come essere accolta da un caldo abbraccio che lenisce tante malinconie accumulate in questi momenti difficili. Un piccolo grazie da un cuore che hai saputo cogliere con una sensibilità davvero profonda. Mi hai regalato una gioia. 😀

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