Camminando

Aria un po’ più fresca oggi, cielo in subbuglio. Negli ultimi due giorni ho ripreso a camminare. Sto trascurando la salute e questo non va bene, ma a volte la voglia di uscire è poca e il bisogno di imbozzolarsi tanto. Anche se non  avere la patente aiuta. Avevo delle commissioni da fare e ne ho approfittato, mezz’ora all’andata, mezz’ora al ritorno, più il tempo di fare un po’ di spesa. Sono ancora un po’ raffreddata ma non sento più il petto schiacciato da una macina da mulino e non è poco. Respiro. Le spalle si allargano, la schiena è diritta, la testa alta, quasi sorrido. Le persone intorno mi guardano, non so se hanno voglia di sorridere di rimando o se si chiedono cosa avrò mai da ridere. Passo dalla Fiera del Libro, prendo qualche dvd, quando esco piove. Il tempo di comprare un ombrello d’emergenza e ha già smesso. Quando sono carica a sufficienza di pacchi per non poterlo più aprire, ricomincia. Mi viene da ridere, in altri momenti mi arrabbierei, mi è capitato di sentirmi vittima del destino cinico e baro perché mi è scivolato un piatto dalle mani o perché l’autobus che dovevo prendere tardava. Ho il diabete, due ernie, un figlio che soffre (quasi sicuramente) di fobia scolastica. Ma ho anche un marito che mi sostiene, uno splendido rapporto con la scuola, i miei figli sono comunque entrambi pieni di risorse e per la maggior parte del tempo adorabili, e l’unico problema che ho nel lavoro è il fatto che non lo amo più come un tempo e ogni tanto faccio molta fatica a concentrarmi. Ma poi passa. Penso che sono fortunata, e quindi so di esserlo. A volte mi pare che tutta la mia vita sia stata una battaglia continua, ma dopotutto è una battaglia per arrivare a una qualche forma di felicità e in questo, sono una lottatrice per natura. La mia faccia invecchia più dell’età che mi sento e non so se davvero amo tutti quei segni che in fondo sono le tracce del mio tempo. Però quel poco di trucco con cui li attenuo come posso (e neanche sempre) non è per tornare indietro, ma per recuperare quell’equilibrio tra come sono e come sembro. Nonostante tutto non sono cambiata poi tanto. Sono sempre testarda, permalosa, ipercritica, a volte vittimista. Il tutto temperato da un po’ d’autoironia appresa col tempo.  Distratta all’inverosimile, più che altro perché ho sempre dieci pensieri in una volta. Sognatrice e idealista, appassionata e curiosa di un sacco di cose, sempre di più, e con una dolcezza che cresce con gli anni e i mesi. Disordinata in tante cose, precisissima su poche, ma forse quelle importanti. Ho imparato a volermi bene un po’ di più e ad amare con una forza, un’intensità che anni fa non conoscevo. Amo e scrivo e le due cose sono inscindibili. Perché racconto tutto questo? Non so, camminavo e pensavo, credo che anche queste due cose siano inscindibili, per me. E alla fine boh, piango tanto, rido sempre più spesso, mi arrabbio un sacco e qualche volta urlo e a volte invece mi imbozzolo. Soprattutto, scrivo. Ah, e quasi dimenticavo. Sono felice.

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