SABATOBLOGGER 19. i blog che seguo

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Soliloquio in compagnia è una persona che odia i diari ma ha trovato nel blog la sua tana del Bianconiglio, il suo rifugio. Soliloquio in compagnia, “monologhi ad alta voce, che hanno paura di rimanere soli e cercano qualcuno con cui condividersi, a cui donarsi.” Nelle sue poesie spesso mi ritrovo, stavolta ho scelto: Chiamami, cercare spazi insieme negli intervalli della vita, mi ha fatto nascere questo pensiero, almeno; Acqua perché è un elemento che anch’io ho sempre associato all’amore nei suoi vari aspetti, dal più travolgente allo specchio tranquillo che riflette il cielo; e infine Le nuvole di aprile, tenera e malinconica e secondo me molto bella.

Violeta Dyli Opinionista per caso Violeta guarda la strada con gli occhi della fotografia, cattura, insomma, scene di vita quotidiana, cose probabilmente simili a quelle che tutti noi vediamo ogni giorno ma lei le osserva con sguardo particolare, io la trovo molto brava, mi piacciono molto per esempio le immagini di Holiday, quelle di Welcome April e quelle di Happy Easter

Parlo di te ogni giorno è un uomo (tiene a precisare) che “spesso viaggia per lavoro. Scrive o trascrive appunti, considerazioni, quello che vede o che vorrebbe vedere.” (dalla presentazione). Bella la citazione di Pound che fa da motto del blog. A che punto sono della mia vita è un brevissimo dialogo, leggero e profondo, che ha per protagonisti l’attesa, una bottiglia di vino rosso, la filosofia e la vita. Il ciglio è un delicato dialogo incentrato sui desideri e gli strani modi che escogitiamo per cercare di prevedere se potranno o no avverarsi, e anche una storia di un piccolo attimo di magia tra due persone. La mattina a Tunisi, un piccolo momento con dentro tante cose.

Guido Mura è un blog, mi viene da dire, molto letterario. Nei racconti, nelle recensioni, come quella che ho scelto, di un racconto di Jack London che tutto sommato non credo che leggerò, nonostante il mio affetto per lo scrittore, ma l’ho scelto proprio come omaggio a uno degli scrittori che hanno segnato la mia adolescenza. Nelle poesie, come questi Canti per le confuse stagioni. Nelle storie del mistero, come Alberi, in cui “l’altra dimensione” ha il nome evocativo e ironicamente anche “padano” di Ultimate e il volto tutto sommato “comune” ma inquietante di un padre dedito a esperimenti particolari e morto in strane circostanze molti anni prima.

Seidicente ha un blog di poesia e racconta che per lei scrivere “è come dare una carezza a qualcuno, come scambiare un sorriso”. E’ un bisogno, cosa che capisco benissimo, ma evidentemente anche un amore, un modo di cercare e comunicare bellezza. Ho scelto Oggi come oggi, ispirata a un quadro di Kandinskji, forse perché “l’inquietudine innata per l’impossibile” è un’altra cosa in cui mi riconosco molto. Un approdo sicuro, una piccola, bella poesia in prosa, sulla fatica di lasciarsi attraversare dai ricordi e dalla vita senza riuscire a lasciarsi mai niente veramente dietro le spalle. Le sere d’autunno perché sembra un ricordo al tempo stesso doloroso e vivo.

Poetella’s Blog Altro blog conosciutissimo. Poetella, ovvero Lucia Piombo, romana, che ha imparato a camminare e a scrivere nella sua “bella, crudele città” e non ha più smesso. Scrive di poesia, musica, ricordi. Tenero questo Ci si era alzati tutti presto, memoria di quei momenti dell’infanzia in cui si vogliono allo stesso tempo più cose, far contento qualcuno, far vedere che si è stati bravi in qualcosa, ma anche, poi, lasciar andare il pesciolino prigioniero, permettergli di tornare a vivere e dedicarsi ad altro. Ai fiori, ad esempio, rose e peonie, magari, che io ho recentemente rivalutato, e alla musica. E arte, poi, come qui. Correggio e Parmigianino, dici niente. Alcune delle cose per cui a uno viene da dire che poi, tutto sommato, è una gran fortuna essere in un certo luogo in un certo momento. Esserci.

Leggere, riflettere, scrivere (lallaerre) si interessa di cultura, ama i libri che facciano pensare, la musica, la fotografia. Le sue poesie sembrano in effetti quasi brevi riflessioni, immagini della mente, ispirate forse da uno sguardo o da un istante, un oggetto o qualche riga di un libro. Ho scelto Guarda perché sembra un invito prezioso a fermarsi, a non avere fretta, a scegliere le parole e i pensieri con cura, non solo per coprire il silenzio con il rumore. Ho immaginato, perché il freddo che uno immagina è altrettanto vero di quello “oggettivo” e le mani hanno allora altrettanto bisogno di essere scaldate. L’eco, perché a farsi eco di un riflesso si rischia sempre di perdersi.

Due dita nel cuore (Denise D’Angelilli). Questo è un vero e proprio blog, un diario online in cui riversare racconti delle proprie giornate, emozioni, pensieri di una giovane donna di ventisei anni (forse oggi ventisette o quasi), che se ne sente dieci di più, ha i capelli rossi, veste di nero e va ai concerti. Quando muore uno famoso l’ho inserita perché è stata scritta il 12 agosto del 2014 e quasi tutti ormai capirete la ragione anche solo da questo. Ci sono persone che scrivono, in modo molto diverso da come lo farei e lo faccio io, ma dicono quello che io vorrei dire e che dico. Per esempio, in quel post (ok, al di lù dell’opinione completamente diversa che abbiamo su un certo film). Ma anche in Quanto è difficile essere donna perché è proprio così anche per me, nel femminismo non mi rispecchio, nella rabbia per tutte le volte che “essere donna” diventa un difetto, un po’ sì (ma anche quando “essere uomo” diventa un difetto, a pensarci). In  Ma perché non scrivi più invece si esprime uno stato d’animo che io ho conosciuto molto bene, anche se oggi lo sento distante, ma lo capisco ancora. Almeno, credo.

Trame di pensieri si fa un po’ fatica a trovarla, in mezzo alle parole degli altri e alla musica, che certo, tutto quello che scriviamo parla di noi, anche le citazioni, però vale la pena di esplorare e alla fine resta molto tra le mani. Ehi, per esempio, richiamo a un pescatore di stelle, perché si volti ad ascoltare il vento e il bisbigliare delle voci che raccontano le storie di un luogo. Oppure la descrizione della Pintadera, un reperto archeologico dai molti significati e che rimanda a sua volta ad altre cose, tra memoria e presente. Infine L’oggi, attesa trasformata in luce.

Ombreflessuose Mi dispiace che il momento di parlare di questo blog sia arrivato proprio ora che Mistral attraversa un periodo in cui la malinconia diventa predominante al punto di inghiottire tante cose, forse persino la scrittura. Eppure nella sua malinconia io vedo intensità e colore, come nelle fotografie che posta, questi cieli irrequieti, in continuo movimento, fiori e neve. A volte, anche solo un fiore, un pensiero, una parola… forse è il tempo giusto. Forse la luce si trova poi dove meno ce lo si aspetta. Basta a volte una Sera maliziosacambiare serratura al cuore, riscaldarlo con un po’ di ironia gentile che lasci andare il tormento con una valigia e pane e vino per il viaggio. L’ultimo post che ho scelto è Invidio questo pensiero che mi sfugge, perché dopotutto i nostri pensieri sono la cosa più alata che abbiamo, veloci più degli uccelli e addirittura della luce.

Punta fine (Romeo Raja) Romeo lo conosco dai tempi del forum di scrittura a cui partecipavo in tempi ahimè ormai lontanucci. Scrive in maniera disincantata, senza credere fino in fondo nell’importanza della (sua) poesia, eppure, per quanto parlasse qui di un blog appena nato che “ancora sfuggiva al suo amore”, da allora sono passati un paio d’anni e forse oggi potrebbe aver conquistato quell’affetto, essersi avvicinato all’idea che anche i suoi scritti possano prima o poi essere ripescati “per un motivo qualsiasi, in un momento qualsiasi”, che forse proprio per quello smette di essere “qualsiasi”. Ci-vile mi pare l’espressione di rabbia e dolore che ci coglie per quelle persone che non “contano” e che dunque possono essere calpestate senza che quasi gli altri se ne accorgano. Scrivere.i e File dritte mi sembrano due modi di pensare alle poesie, che forse non salvano il mondo, ma sono comunque qualcosa che rompe le file, che è nato sciolto come i papaveri mischiati alle righe ordinate del grano.

Nerdy Book Club Di questo dirò poco perché è proprio un blog per nerd, e nerd con una passione peculiar come è quella per i libri per bambini e ragazzi, per giunta inglesi o americani. Si condivide l’amore per i libri, si raccomandano titoli, si racconta la propria storia di lettori, scrittori o il modo in cui è nato l’interesse per la lettura o per un autore o per un singolo libro. Per cui non vi indicherò tre post in questo cas e dirò soltanto, se siete quel tipo di nerd, quello è il luogo che fa per voi. E se poi magari siete attratti dalle copertine e dalle illustrazioni, allora… 🙂

Federica Aceto è una traduttrice letteraria (traduce narrativa prevalentemente, e un po’ di saggistica). Parla naturalmente del suo lavoro, vi sarà facile trovare tutti i libri che ha tradotto o revisionato, ma soprattutto parla della genesi di ciascuno, del rapporto di un traduttore con i propri errori e in generale con le proprie traduzioni, perché è matematico che qualunque traduttore, vedendo il “proprio” libro stampato si troverà a un certo punto a dire “ma perché qui ho tradotto così?”. E lo dico da traduttrice tecnica, che però ha amato molto in passato, nel tempo libero, tradurre altro, per passione, per curiosità, per capire fin dove sarei potuta arrivare. E ancora adesso mi diletto quando posso a tradurre i miei scritti. Quindi ancora una volta non vi propongo articoli particolari. Se vi incuriosisce quel mondo, se volete capire qualcosa di più di cosa significhi, per esempio, “autore invisibile” o “tradurre/tradire”, questo è un buon punto di partenza.

Nomadruss Nomadruss è un viaggiatore (e wilderness guide) e un fotografo: queste parole riassumono il suo blog, il cui nome completo in effetti è Nomadruss in Words and Photos. Ancora una volta, ha unsenso segnalarvi dei post? Ma forse qui sì, giusto per darvi un’idea. Yellowstone in two views, per esempio, comprende arcobaleni, bisonti, tramonti pazzeschi, alci, ma questa mangrovia forse è ancora più bella e queste immagini delle Everglades poi penso che vi faranno voglia di preparare una valigia e mettervi in  viaggio nel giro di un paio d’ore al massimo, per dire.

Ancora un altro me (Daniele Barbieri) Con l’ultimo blog torniamo alle poesie. Genere di scrittura di cui, dice l’autore, secondo me molto giustamente, andiamo un po’ orgogliosi, ma ce ne vergogniamo anche un po’. In realtà, il motivo per cui, secondo lui, ne andiamo orgogliosi, potrebbe anche essere quello per cui ce ne vergogniamo. E magari viceversa. Ma siamo in molti ad avere questa esigenza di trovare una mediazione tra il “mettere a nudo” le nostre emozioni e mantenere una certa distanza tra ciò che si è e ciò che si mostra, distanza diversa, naturalmente, per ciascuno e forse anche per la stessa persona, da una volta all’altra. Ho scelto queste tre: OrfeoDel resto, albeggia Ad occhi stretti; avrei potuto in realtà indicarvene molte altre, forse quasi tutte, è un tipo di poesia che amo molto.

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28 Pensieri su &Idquo;SABATOBLOGGER 19. i blog che seguo

  1. É stata una bella sorpresa oggi , trovare anche il mio blog nella tua rubrica settimanale di SabatoBlogger che leggo sempre con curiosità perché mi hai fatto conoscere tanti bei blog che non conoscevo . Sono onorata per le righe che hai scritto del mio blog . Grazie di cuore . Buon fine settimana 💕

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