Il vestito dei giorni migliori

Quando l’amore è un colpo forte, l’urto di un tram notturno, ti sbreccia come la porcellana, ti spezza come vetro, come un sorriso lasciato uscire troppo presto e non riconosciuto.
Vorrei essere il vento sui tuoi fianchi che ti scompiglia le lacrime mentre guardi a ritroso i passi fatti e dici “siamo lontani da casa”, ma anche “vuol dire che ne abbiamo fatta di strada”, io ho il vestito dei giorni migliori, quello di quando penso che Dio potrebbe anche esserci, pur se magari non ci guarda, essendo impegnato a creare un paradiso in cui sia la conoscenza la meta irraggiungibile ed eterna, e a studiare la miglior livrea per un insetto sconosciuto del Madagascar. La mia preghiera d’acqua scende in gocce sulle vele, piccole ali di mare, stormi di virgole bianche all’orizzonte.
Mentre guardo il quadro incompleto delle mie parole, penso che sei l’altra storia, il pezzo mancante, le ultime note della sinfonia incompiuta. Niente basta mai, quando scrivo di te, non ho ancora finito di metter giù l’ultimo verso di una poesia, l’ultima riga di uno scritto, e già riprende la lotta tra le note scomposte di una musica spettinata e l’inutile tentativo di riordinare le idee in qualcosa di definitivo, di assoluto, qualcosa che possa sentire fino in fondo mio, l’espressione intera e inalterabile di una me che sia l’unica me possibile.
Ma certo che è assurdo, quando tutto cambia da un momento all’altro, la posizione delle vele, quella delle virgole in mezzo a una frase, i pensieri, i colori e le forme del cielo, l’onda dei miei capelli, nulla resta uguale tranne il desiderio impossibile, il vuoto che non si riempie, il vento che non s’acquieta.
Quanto silenzio, questa sera, tra le stelle che non ridono. Forse non dormono neppure, si riscaldano appena l’una con l’altra, ché ancora rabbrividiscono all’aria delle notti di primavera e allora stanno vicine, ma senza parlare, neppure un bisbiglio, quanto silenzio. Il vento si affatica invano, agita, divelle, sradica, ma niente, nessun rumore. Le vele si muovono, le virgole si spostano, alberi e tetti cadono, tutto in silenzio.
Fino a quando si alza un canto di nostalgia e viaggio, di pianto e riso e d’amore, e questa carezza del mare ti conduce vicino e lontano, dove sei sempre stato, dove sarai sempre, dove posso sentirti e tutto torna a suonare, senza disturbare il silenzio, solo riempiendolo di te, del tuo sorriso che è solo un accenno increspato, e basta a illuminare il cammino come fosse già arrivato il giorno. Tutto riprende la sua voce, il suo posto, la sua anima. Io sono qui, lo sai.

La colonna sonora di questo scritto è questa. Smile, Una canzone famosissima, che già ho amato sempre molto:

Prima di quella però ho sentito To Where You Are, e pensato che sembrava… ho cercato le parole e ripensato ancora che sì, sembrava proprio che fosse stata scritta per… l’ho tradotta come so, temo di non essere bravissima con le canzoni. Ma è l’insieme di voce, musica e parole che mi ha commosso profondamente, sentendo sia questa che l’altra

 

Who can say for certain
Maybe you’re still here
I feel you all around me
Your memory’s so clear

Deep in the stillness
I can hear you speak
You’re still an inspiration
Can it be
That you are mine
Forever love
And you are watching over me from up above

Fly me up to where you are
Beyond the distant star
I wish upon tonight
To see you smile
If only for awhile to know you’re there
A breath away’s not far
To where you are

Are you gently sleeping
Here inside my dream
And isn’t faith believing
All power can’t be seen

As my heart holds you
Just one beat away
I cherish all you gave me everyday
‘Cause you are my
Forever love
Watching me from up above

And I believe
That angels breathe
And that love will live on and never leave

Fly me up
To where you are
Beyond the distant star
I wish upon tonight
To see you smile
If only for awhile
To know you’re there
A breath away’s not far
To where you are

I know you’re there
A breath away’s not far
To where you are

 

Chi può dirlo con certezza
forse sei ancora qui
ti sento tutt’intorno a me
il tuo ricordo è così chiaro

Nella quiete profonda
posso sentirti parlare
sei ancora un’ispirazione
potrebbe essere
che tu sia mio
amore per sempre
e che mi stia guardando da lassù

Fammi volare fino a dove sei
al di là della stella lontana
il mio desiderio stanotte
è di vederti sorridere
anche solo un istante per sapere che ci sei
non c’è che la distanza di un respiro
da qui a dove tu sei

Stai dormendo dolcemente
qui dentro il mio sogno?
e la fede non è forse credere
che non tutta l’energia si veda?

Mentre il mio cuore ti tiene
alla distanza di un battito soltanto
mi prendo cura di ciò che ogni giorno mi hai dato
perché sei il mio
amore per sempre
che mi guarda da lassù

E io credo
che gli angeli respirano
e che l’amore vivrà per sempre e non si perderà mai
fammi volare fino a dove sei
al di là della stella lontana
il mio desiderio stanotte
è di vederti sorridere
anche solo un istante per sapere che ci sei
non c’è che la breve distanza di un respiro
da qui a dove tu sei

So che ci sei
non c’è che la distanza di un respiro
fino a dove sei

Mi viene sempre un po’ da chiedere scusa, quando posto qualcosa di così platealmente sentimentale. Ma la musica è una delle poche cose che mi permettano, qualche volta, di superare il confine del mio radicato scetticismo e lasciare spazio ai desideri più intimi. 

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16 Pensieri su &Idquo;Il vestito dei giorni migliori

  1. Qualcuno, su questa piattaforma di bellissime anime, chiese se è giusto o meno pubblicare il dolore, o la sofferenza o checchessia di personale e a volte intimo. Le riposte furono tantissime, nessuna giusta,nessuna sbagliata. In questo caso penso, come Silvia, che abbia fatto benissimo. Per tantissimi motivi. Per darti modo di espellere questa sofferenza, fosse anche solo per un po, per dare a noi la possibilità di leggere bellissime righe seppur malinconiche. Per farci capire, forse, che le belle anime esistono ancora e che ci son persone che fanno sì che queste scrivano di abbandoni. Purtroppo
    Ti abbraccio, bellissima persona.

    • Il dubbio non è tanto sul parlare di me, delle mie emozioni, anche malinconiche, no, di quello non ho timore, anzi. E’ il “come”, in particolare quella canzone così esplicita, che penso qualcuno potrebbe definire “strappalacrime” (a me le lacrime sono venute ma io “sono” sentimentale). Grazie di cuore anche a te e ricambio l’abbraccio, mi hanno fatto davvero piacere le vostre parole 🙂

  2. Un pezzo struggente e di una bellezza rara. Parole che paiono pescate da un vaso di vetro di un antico droghiere… applausi a piene mani. Quando parli del tuo Amore sei sempre Alta!

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