SABATOBLOGGER 20. I blog che seguo

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Tra sottosuolo e sole (Antonio di Leta). Prima di tutto si viene a sapere, dalla presentazione, che Antonio è un mancino, laureato in legge e non fa l’avvocato. Bene, sono già tre cose che abbiamo in comune… un’altra è, naturalmente, l’idea di voler dare in qualche modo ai libri uno spazio nella propria vita. Fantastico se si tratta del lavoro, ma va bene anche scriverne su un blog, leggerli e raccontarli. E Antonio mi sembra che li racconti molto bene. Il suo sistema è quello di lasciar parlare inizialmente l’autore, o meglio, il libro stesso, ed esprimere successivamente il suo punto di vista, con un’analisi attenta e da profondo conoscitore, la passione e la vastità della cultura emergono da ogni suo scritto. Ho scelto  Il senso delle cose, di Richard Feynman perché coltivo sempre l’ambizione di leggere libri scientifici scritti da grandi divulgatori e Feynman è uno dei primi della lista, nel caso riesca finalmente a mettere in atto il progetto. “Questo gioco misterioso” (M. Yourcenar sull’amore) l’ho scelto invece perché Le Memorie di Adriano credo sia davvero il libro più bello che io abbia letto nella vita, o se non altro un libro stupendo. Il nostro comune amico, Charles Dickens, infine, perché Dickens è un altro autore che ho molto amato e devo riprendere a leggere.

Whatever (John  Scalzi). John Scalzi è uno scrittore di fantascienza credo piuttosto noto in America, è stato anche presidente degli Scrittori Americani di Fantascienza e Fantasy. Essendo un genere che pratico poco come lettrice, mi sono anche chiesta cosa mai mi avesse spinto, all’epoca, a seguire il suo blog. La rubrica mi è servita, qui come per altri, a ritrovare una possibile risposta. In questo caso, il fatto che si tratti di una persona che parla di libri (non solo dei suoi), di gatti, famiglia e sentimenti (i suoi, sì, di solito), di film, di scrittura e letteratura e cultura in genere in inglese e in modo piacevole, interessante we con una discreta dose di ironia e – ancora meglio – autoironia. Ho apprezzato ad esempio questi articoli sul rapporto (assai discusso al momento) tra scienza e materie umanistiche, o sul rapporto tra scrittori ed ego Writers and Ego e Stem and Steam (science and humanities) (in generale se volete dare un’occhiata a una delle sue “Settimane delle Domande dei Lettori, trovate un comodo riepilogo qui, l’ho trovata un’idea simpatica e ben sviluppata). Come terzo post ho scelto la recensione di Batman v. Superman, perché è un film che credo interessi agli appassionati di fantascienza. Come ho detto, però, potete trovare anche fotografie dei gatti e dei bipedi di casa, degli acquisti librari dell’autore, altri scrittori che parlano dei propri libri, qualcosa sulle elezioni americane… c’è da sbizzarrirsi insomma 🙂

Di isotopi radioattivi, cimeli e qualche amenità L’autrice si è data il nome di “ridente afasia”, dal che penso già si capisca lo spirito. C’è chi parlerebbe di pensieri liberi, di isintività nella scrittura, di ironia, quella ròba lì (dai tre titoli inseriti avrete già capito che tutti i post sono ròba di qualcosa). ròba di verde mi sembra uno scritto sulla solitudine e la mancanza di respiro, perché il verde è tante cose ma prima di tutto, forse respiro, e capacità di fermarsi sui sogni ma non fermarsi ai sogni; ròba di tornare riguarda la mancanza e come trovare una voce o un gesto che possa esprimerla, un modo per raccontarla e custodirla; ròba di pioggia è il racconto, secondo me splendido, di una particolare “disciplina delle lacrime”, che diventa al tempo stesso un’osmosi “primitiva” e dunque anche “viscerale”, tra le proprie emozioni e le espressioni “anche più violente e inaspettate” della natura.

Nebbia e risaie (Stefano Re) lavora in una società metalmeccanica, leggo dalla presentazione, e mi viene da pensare che forse è altrettanto frequente il caso di chi scrive perché vive nel mondo dei libri o comunque delle parole, e di chi scrive perché vive in un mondo del tutto diverso e lontano. Scrive poesie e racconti brevi. Mi hanno colpito i versi di Non c’è più tempo, in cui leggo l’eterno interrogarsi sul senso e sul nostro essere o meno, in qualche modo, artefici di quello che ci accade, registi della nostra vita o semplici comparse, burattini o “cicatrici forse di uno strappo”, un verso che ho trovato molto bello. Il sigaro, un’altra poesia, mi verrebbe da dire che rappresenti “il gesto finito, esatto” della reciproca incomprensione; La statua dorata è invece un breve racconto quasi rodariano sugli errori e la loro capacità, in un certo senso, sovversiva.

Imma(r)gine (Elina Miticocchio) Una persona in cammino per trovarsi, che è sicuramente un aspetto nel quale sento una somiglianza. Finestre-parole l’ho scelto perché mi fa pensare che siano finestre le immagini, dalle quali nascono piccoli accenni di poesia, brevi frasi che a loro volta sono finestre, finestre sulle illustrazioni alle quali si ispirano, finestre sulle emozioni che sfociano in pensieri e forse anche finestre sul mondo, perché le parole spesso lo sono, piccoli coni di luce a illuminare angoli, prospettive possibili e sempre diverse. Immagino è il tempo di parole lievi e luminose; e infine Piccole storie – forse, anche questo è un piccolo quadretto, o piuttosto un ricamo, forse di ricordi, comunque di cose piccole, in apparenza, ma preziose.

Ricomincio dalla fine (Mimi) Un blog autobiografico, tra ricordi e cronache, tra passato e presente, tra un sogno finito e una voglia di far nascere qualcosa d’altro , da quella fine, un “mondo nuovo”. Il mazzolino è la piccola, dolce storia di un viaggio da cui non si vorrebbe ritornare, un viaggio breve e denso di luce, un viaggio cortissimo e immenso; La lettera verde è il racconto di un incontro mancato, di colori che non erano quelli giusti, come forse non era giusto il momento, o forse il momento era giusto ma quello che è rimasto nella borsetta era qualcosa che doveva restare lì e non doveva essere data; 10/03 infine è una richiesta di luce, di una voce, almeno, che racconti, nel buio, della luce e ne faccia rivivere almeno una traccia, quando si cerca di camminare a memoria in un bosco così fitto da non lasciar passare neanche un barlume.

Distratta ha un luogo che è prima di tutto il luogo dove mostra le sue creazioni, un “laboratorio artigianale di tempere, stracci, pensieri & parole”. Perché i fili e le trame, dopotutto, hanno a che fare con il cucire in senso stretto, pratico, con la stoffa e il ricamo, ma anche con le parole che diventano frasi e poi racconti. Creare, trasformare, plasmare. Il legno, per esempio. Ma ancora una volta, sono azioni che si possono ben riferire anche allo scrivere. Lavorare con le mani e lavorare con la mente e il cuore è sempre un viaggiare con la fantasia. Le sue borse per esempio denotano molto gusto per abbinamento di forme e colori, un amore per ciò che è pratico e bello. Tra le poesie ho scelto Sogni miei (lo sapete che sono una sognatrice…). L’ultimo post, Distrattamente racconta pensieri in cui mi rispecchio, in qualche modo.

Kalosf Kalosf è un ispiratore, e dopo averlo tanto citato per l’utilizzo delle sue splendide immagini da parte di altri, arriviamo infine a parlare direttamente di lui, del suo “tentativo di vedere il mondo attraverso la luce”. Della magia di fotografie che sono, siano ritoccate o meno, sguardi originali, punti di vista insoliti, giochi di luci, ombre e colori, ma giochi molto seri, nei quali tanto l’istinto quanto la ragione sembrano avere un ruolo, e nei quali entra tanto il mondo esterno quanto quello interiore. Tutte bellissime le immagini create appositamente per gli abbinamenti con i partecipanti di quel fantastico mondo di racconti di lettura che è Kavvingrinus. Nel mio solito modo arbitrario io ho scelto tre fotografie tra quelle (tante) che mi hanno colpito di più, fermo restando che sono più o meno tutte pazzesche: ombreoltre e infine senza morire… una bella combinazione di immagini e parole. Poi Kalosf ha dato di me una delle definizioni più indovinate, attente e belle che abbia mai sentito, mi è rimasta impressa e gli sono particolarmente grata 🙂

Il sasso nello stagno (Angela Greco) è un blog che vuole restituire all’arte (in senso ampio) lo spazio che spesso non le si concede, tutti presi come siamo dalle cose “utili”. Già il titolo, tratto da una citazione del libro La grammatica della fantasia di Rodari, che ho amato quanto le sue favole e le filastrocche (cioè immensamente) basterebbe a rendermelo caro. Prevalentemente si tratta di poesie d’autore, anche se Angela scrive a sua volta versi molto belli. Ho scelto questa dedica a Genova (che per chi ancora non lo sapesse, è la mia città amatissima) di Dino Campana tra i “sassi di poesia”;  per i “sassi d’arte” questa Annunciazione di Beato Angelico, pittore che amo molto. Tra i “sassi sonori”, infine, questa canzone di Vecchioni che adoro, La stazione di Zima. Vale senz’altro la pena di leggere i commenti alle opere pubblicate, sempre molto precisi, attenti e appassionati.

 

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19 Pensieri su &Idquo;SABATOBLOGGER 20. I blog che seguo

  1. È bello che tu scriva proprio adesso di kalosf… Il motivo lo comprenderai tra qualche giorno… Ma è proprio bello.. Grazie… Grazie per le parole che hai usato e per come hai descritto questo spazio fatto di emozioni… Grazie…

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