UN LEONE A COLAZIONE 24. – Storie intorno all’adozione. 24

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Oggi ho letto un po’ di testi che parlano di adozione. Adozione e scuola, adozione e multiculturalità, adozione e apprendimento, tutte cose di cui abbiamo parlato e credo parleremo ancora. Poi, in un articolo che parlava di adozione e identità, del diritto degli adulti adottati di cercare i propri genitori, dei limiti di questo diritto, delle tante emozioni coinvolte, ho trovato questo testo di Michel Quoist, sacerdote e scrittore francese, che mi è sembrato molto bello e ho pensato che forse per questa sera era proprio quello che cercavo.

Ascoltami ancora, si dice infatti che dalla bocca dei bambini viene la verità ; se sono un bambino sfuggito dal carnaio notturno , trattenuto da un filo d’ amore lanciato da chissà dove. Se sono un bambino caduto dal nido,abbandonato da padre e madre, rapiti o mortalmente feriti alle sbarre della loro gabbia. Se sono un bambino nudo, senza panni d’amore o con panni imprestati, ma col diritto di vivere, perchè sono vivo. E se nello stesso istante persone innamorate piangono davanti a una culla vuota, consumati nel desiderio di accarezzare un bambino. Se sono ricchi di amore che ritengono sprecato, e vogliono gratuitamente donarlo, perchè cresca e fiorisca ciò che non hanno piantato. Allora voglio che vengano silenziosamente a chiedermi se desidero adottarli come miei genitori. Ma non voglio dei fanatici del bambino, come collezionisti d’arte che cercano il pezzo raro che manca alla loro vetrina. Non voglio clienti che hanno fatto l’ordinazione e, pagata la fattura reclamano il loro bebè prefabbricato. Perchè non sono fatto per salvare genitori dalle membra amputate, ma loro sono stati fatti, misterioso percorso, magnifico progetto, per salvare dei bambini dal cuore malato, forse anche condannato. E sarà come addormentarci l’un l’altro. Io berrò il latte di cui ignoravo il sapore, ascolterò musiche sconosciute, imparerò nuove canzoni, sulle vostre dita, sulle vostre labbra genitori adottati, decifrerò lentamente l’alfabeto della tenerezza. E l’amore sconosciuto per me prenderà il volo alla luce dei vostri occhi. Voi innesterete le vostre vite sulla mia crescita e grazie a voi io rinascerò una seconda volta. Cosi sarò ricco di quattro genitori, due lo saranno della mia carne e due del mio cuore e della mia carne cresciuta. Voi non giudicherete i miei genitori sconosciuti, li ringrazierete e mi aiuterete a rispettarli . Perchè dovrò riuscire lo so,ad amarli nell’ombra, se un giorno vorrò poterli amare nella luce. E se in una sera di tempesta, adolescente focoso, impacciato di me stesso, io vi rimprovererò di avermi accolto, non vi addolorate, ma amatemi ancor di più : lo sapete, perchè un innesto prenda ci vuole una ferita e, chiusa la ferita, rimane la cicatrice. Ma io sogno. Io sogno perchè non sono che un bambino in viaggio, lontano dalla terra ferma, la mia parola è muta e li canto senza musica. Ciò che vi dico piano non potrò urlarlo, se non il giorno in cui, avendomi voi adottato, mi avreste messo in cuore tanto amore e autentica libertà, sulle mie labbra parole sufficienti, perchè possa dire : papà, mamma, io vi scelgo e vi adotto allora saprete che il vostro amore è dono, e che è riuscito”.

(Michel Quoist – dal testo “Parlami d’amore”)

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13 Pensieri su &Idquo;UN LEONE A COLAZIONE 24. – Storie intorno all’adozione. 24

  1. Bellissimo questo pezzo e utile, perché con delicatezza mette in luce tanti aspetti importanti dell’adozione. Ho sempre pensato che sia davvero difficile e delicato spiegare a questi uccellini caduti dal nido tutto ciò che è legato alla loro nascita. Come trovare i tempi e le parole giuste? Come alimentare la loro fiducia nella vita e nell’amore?

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