SABATOBLOGGER 23. I blog che seguo

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Cinemanometro (Lupokattivo) Qui ovviamente si parla di cinema. Senza trame, senza spoiler, con passione. Troverete “estenuanti maratone, ore e ore di tempo passato a guardare tutto il guardabile ed anche l’inguardabile perche’ alla fine e’ bello cosi’“. Ora io dovrò pur confessare che i “film di fantascienza, horror, mostri vecchi e nuovi, zombie, alieni, navi spaziali, cavalieri, maghi, armature e castelli, cult e culture, vampiri e lupi mannari, flop e blob, pianeti sperduti, figli di godzilla e padri da un altro mondo” non è che proprio siano il mio genere… no aspettate, cavalieri, maghi armature e castelli anche sì. E qualche alieno, pure. Non molti. Ma se si parla di “cose viste da noi umani”, allora ci sta dentro tutto. Ho scelto tre film vicini al mio mondo, o almeno, un po’ meno lontani di quanto lo sia l’horror: Capitan Harlock è un vecchio amore di gioventù; Lo Hobbit – La desolazione di Smaug perché almeno ho idea di che cosa si parla e potrebbe persino venirmi voglia di vederlo; come terzo avrei scelto Frozen, solo che ovviamente non è il Frozen, delicato cartone per bambini, visto con  a cui pensavo io e allora per rimanere su qualcosa che non mi sia del tutto oscuro, vado con Star Wars – Il risveglio della forza, chissà che prima o poi non mi tocchi di guardare pure quello (ah! cosa non si fa per le nuove generazioni…)

Basta un sorriso “Non si scrive solo per gli altri, si scrive per far risuonare nel proprio cuore pensieri volati già via, e lo si fa dando agli altri la possibilità di ritrovarli nei loro. Non si scrive direttamente per qualcuno, si scrive per regalare un pezzo di anima in cambio di emozioni, per far cadere il peso del silenzio della voce…” Parole che potrei sottoscrivere dalla prima all’ultima, queste di Serena. Non è sempre facile sorridere, ma scrivere può essere a volte un modo per farlo, per alleggerire i momenti pesanti e illuminare ancira di più quelli felici. Qui in La poesia sfugge trovate alcune liriche d’autore, tutte molto note, tutte bellissime. Mentre la pioggia è trovare l’infinito nelle piccole cose, goccia a goccia. Un salto in volo è un piccolo viaggio, su un aeroplano di carta o su un cavallo alato o chissà, perché anche il modo di volare non è mai uguale, basta anche un piccolo salto, anche solo fino ai rami di un albero tra i quali ballare.

Tutto sulla Germania (Raffaele) questo blog è il sogno di un ragazzo (ha da poco compiuto diciannove anni), il cui scopo è condividere l’amore per un Paese in cui viaggiare attraverso la scrittura, le fotografie, gli oggetti, i personaggi, le storie e la Storia. Questo su Biberach è un esempio di articoli sul territorio tedesco, tra quelli che a me personalmente interessano di più.Qui, in La partita di calcio che fermò la Grande Guerra, un episodio storico di cui avevo sentito parlare, ma non poi così noto, forse, una tregua spontanea (e che anzi, portò in seguito a una feroce repressione) tra ragazzi inglesi e tedeschi che per una notte, la vigilia di Natale dimenticarono per un poco di essere soldati nemici, improvvisarono una partita di pallone e si scambiarono biglietti e regali, prima che i bombardamenti distruggessero quel piccolo sogno di cui, se non altro, non si è persa del tutto la memoria. Chiudo con una nota gastronomica, che è anche, al momento, il post più recente del blog, questa invitante Torta della Foresta Nera per festeggiare il compleanno di Raffaele nel modo evidentemente a lui più congeniale! La pausa dalla scrittura dovrebbe essere dovuta alla preparazione degli esami di maturità, ma ormai dovremmo essere agli sgoccioli e quindi come dire… diamoci dentro che siamo in dirittura d’arrivo!

L’inevitabile (Tommaso Papais) Educatore, musicoterapista, improvvisatore, musicante, compositore, cuoco, corridore nei boschi, nuotatore, apneista, pantofolaro… insomma una persona con un bel po’ di interessi e anche un po’ contraddittoria che male non fa mai. L’inevitabile scrivere versi l’ho scelto perché come forse avrete capito, amo ogni possibile angolatura dalla quale si possa in qualche modo spiegare quello che spinge a scrivere o a usare le parole con amore, comunque. E mi pare che Tommaso ami le parole quanto la musica, il ritmo, le immagini, tutto quello di cui siamo fatti e con cui costruiamo ciò che vogliamo essere. Voce per Michél e In nome tuo che sono due canti urlati, non so se d’amore o di dolore o entrambe le cose, come spesso succede.

Conserviamo la poesia (Yoklux) (dalla presentazione): un contenitore aperto di poesia, musica, società e politica… in “giringiro” per i libri e la rete… un tentativo (disperato? non credo) di conservare la poesia e la bellezza. E’ prevalentemente, dunque, un blog che raccoglie parole, quasi sempre – ma non sempre – poetiche, di autori noti e meno noti. Marina Cvetaieva, Attilio Bertolucci, Walt Whitman, Luzi, Carver, Jim Morrison… ce n’è un po’ per tutti i gusti insomma, e poi c’è anche di più, che si trova appunto giringirando tra altri blog e altre parole. Sicché potrete da qui partire alla scoperta di nuovi mondi. Ho scelto senza titolo di Cristina Bove, poesia ironica sulla difficoltà di essere sempre forti; Il vento meridiano di Fosca Sensi, brevi pensieri poetici e molto veri, in dormiveglia sulla spiaggia e Ordine delle cose di Morfea, quando la notte e le parole danno peso al corpo e alle cose.

Raffrag’s Una Tantum Raffaele Ragone, chimico, come risulta dal curriculum (che confesso, ho scorso un po’ di sfuggita) e poeta; a me che ho una mente del tutto umanistica e un po’ me ne dispiace, affascina sempre chi riesce a coniugare scienze e lettere. Una rivisitazione in chiave poetica dei principi della termodinamica, per esempio, di cui parla nel suo ultimo post in occasione di una serata dedicata al tema, a me incuriosisce in sé, così sono andata a vedermi i precedenti, tutti mi sono piaciuti ma in particolare il secondo principio enunciato n. 2, con il suo dilemma del tempo, da cui sono poi arrivata alla Nascita di Cronos. Ci sono naturalmente molti altri itinerari possibili, sarà comunque sicuramente un bel percorso!

Caffè Letterario è “un punto d’incontro di blogger”, gestito da due amministratori ma gli scritti provengono anche da altri. In effetti tra gli autori (si pubblica su invito, per chi fosse interessato basta proporsi nella pagina “about”) troverete probabilmente qualcuno che conoscete. Vi propongo L’anno dei passamontagna gialli, di Colfavoredellenebbie, sorta di spiritoso amarcord, ricordi teneri e sorridenti; questo No! di Marco Camalleri, un no che contiene una vita e l’idea, così la leggo io almeno, che l’essenza di una persona non va spiegata ma vissuta; e infine Il cantastorie di Lady Nadia, deliziosa filastrocca un po’ rodariana su un sassolino che vive ogni sorta di avventure, compresa quella di trovare un cantastorie che racconta le sue vicissitudini! Mi spiace non aver potuto sceglierne una per ogni autore ma vi lascio il piacere di esplorare 🙂

Pensieri diretti (dv8888) Informativa, intelligenza artificiale e business intelligence, dialoghi surrealialberi (anzi, per la precisione, un albero, un post secondo me strepitoso), automobili, crittografia, cattiverie, una certa versatilità, insomma. Per questo lo seguo, nonostante gli interessi comuni non siano forse a prima vista moltissimi (o magari proprio per questo). Nelle info Daniele si presenta, anche se premette che non ha poi tanta importanza chi sia e dove abiti, avendo sì il corpo qui, ma la mente nel futuro. Sono quello che provo, sento, sono quello che faccio, aggiunge, e mi ci riconosco un bel po’!

Ri-verso Un menestrello, dice di sé, che si diletta ad intessere sentimenti e frasi, conscio che nessuna parola potrà contenerci, mai (e su questo sento in parte di concordare e in parte di dissentire, ma è abbastanza normale, considerato che mi trovo spesso in disaccordo con me stessa). A parte questi brevi cenni che compaiono nel profilo, ha una presentazione secondo me stupenda, riporto soltanto una frase, quell’aforisma “proprio” che ha scelto come motto, insieme umoristico e profondo: “Cogli l’attimo, ma quando lo fai, coglilo con tutta la radice, altrimenti muore”. Ho scelto Ci sono giorni in cui capita: di poiane, grovigli neri, di tempeste e di ciò che a malapena si sente e s’intravede, ma è ciò che potrà portare sollievo; Delle mie parole non so di quali avrai memoria, perché a volte effettivamente non sono tanto le parole a contare, quanto i luoghi e i momenti nei quali e dai quali nascono; infine E’ una crisalide, la luna, stanotte. A me comunque sembrano tutte bellissime!

Trent’Anni e Qualcosa (Giulia Calli) Il nome del blog a quanto pare nasce da una svolta, una svolta capitata anche a me in modo abbastanza simile: dopo i trent’anni tanto di quello che si era prima scompare e lascia spazio a qualcosa che non è del tutto diverso ma in  parte si, e non è una parte di scarsa importanza. “Allo scoccare dei 30 la pelle ha iniziato a tirare e squarciarsi e, come in una delle peggiori puntate dei Visitors, un nuovo essere ha reclamato il suo spazio.” per dirla con le parole di Giulia. E quello riempire uno zaino e andare a esplorare il mondo, anche se non tanto quanto vorrei, un po’ ho ricominciato a farlo, e come lei se sono ben accompagnata me ne rallegro, altrimenti cammino benissimo da sola. Piaciuta questa recensione/riflessione in cui credo possa rispecchiarsi chiunque sia in conflitto tra ciò che spinge a restare e ciò che spinge a partire. Qui trovate qualche spunto interessante per vedere Barcellona quando avete poco tempo, senza la sindrome del “devo vedere tutto”. E infine ho scelto questa storia di amicizie che è anche una storia di viaggi, le due cose sono strettamente intrecciate.

Come sempre, buon vagabondaggio! 🙂

 

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