SABATOBLOGGER 24. I blog che seguo

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L’angolo degli scrittori il blog appartiene a un giovane studente di medicina e scrittore (questa è la frase che appare anche nella home del blog), di cui potrete in seguito scoprire che si chiama Raul Londra (potrebbe sembrare un nom de plume ma non lo è, come afferma lui stesso in questo articolo). Abbastanza fortunato o bravo da aver pubblicato due antologie di racconti e un romanzo con una (piccola, sia pure) casa editrice, ma senza riuscire a vivere di scrittura (sono talmente pochi quelli che ci riescono…). Di scrittura racconta nell’articolo che ho citato prima e in Racconti ravvicinati del quarto tipo, in cui parla di “firmacopie”, che credo sia un’idea americana di incontri con scrittori alle prime armi che cercano di farsi conoscere, tra non poche difficoltà. Spesso dà spazio anche a parole di altri sul tema. Se volete farvi un’idea però del suo lavoro di autore potete partire dai racconti, o meglio dai brani estratti, come ad esempio istinto animale.

Lazonafrank Quanto è delizioso il “motto” di presentazione di questo blog? E delizioso trovo anche, in generale, il suo modo di scrivere, anche quando parla di malinconia e pensieri tristi. Non è precisamente ironia, quella c’è, ma è qualcosa di un po’ diverso, forse, mi viene da pensare, un dialogo interiore che diventa dialogo con l’esterno, condivisione di una parte di sé che non è semplicemente raccontare delle proprie riflessioni ma qualcosa di più profondo eppure al tempo stesso di lieve. Ho scelto L’eco scarabocchiato dei miei pensieri (mi piace già dal titolo, che secondo me rende appunto l’idea di quello che dicevo). il più recente, Uno scenario d’insonnia atipico, mi ha regalato una fila di pecore che saltano diligentemente il recinto per aiutare chi le conta a poter finalmente dormire, fino a che una, la settantaseiesima, per la precisione, non si intestardisce a non voler saltare. Infine, Sleeping cat: “E come dire a Insonnia che la verità era tutta nei miei sogni?”

Fuori dalla rete  usa il blog come una terapia, per poter dire in libertà quello che nella vita quotidiana spesso si tace, per necessità, quieto vivere o altro. E’ vero che nella vita quotidiana a volte ci sentiamo in trappola. E sicuramente succede, anche se sembra strano, che alcune cose, che fanno parte di noi profondamente, sono più facili da esprimere, sia che si tratti di sfoghi, momenti di rabbia, egoismi vari  ma secondo me anche di cose più intime, nella vita di tutti i giorni finiamo per trattenerci troppo, quasi avessimo paura non solo di mandare certa gente dove merita, ma anche di tirar fuori i sentimenti che abbiamo, negativi o positivi che siano (anzi, talvolta questi ultimi anche di più). Questo post parla un po’ di questo, della fatica di essere felici, di come nascondiamo dietro giochetti, che di seduttivo ormai dovrebbero avere ben poco, la realtà delle nostre paure. E comunque anche un po’ di terapia d’urto a volte aiuta  E succede, sì, di “appropriarci” in qualche modo di certe storie di qualcun altro che ci colpiscono in modo particolare. Magari ne facciamo racconti. O semplicemente le lasciamo nella memoria, tra i tanti frammenti che ci compongono.

Letteratitudine news è il blog letterario di Massimo Maugeri, redattore di pagine culturali su riviste e giornali e scrittore. Raccoglie conversazioni, fatti, libri ed eventi e insomma, tutto ciò che è legato al mondo della letteratura e della cultura. Incontri e festival come quello di Ragusa (A Tutto Volume) che si sta svolgendo proprio in questi giorni; dialoghi con autori come questo con Salvatore Basile, autore del romanzo “Lo strano viaggio di un soggetto smarrito”, che devo dire, mi incuriosisce molto. E naturalmente premi letterari, come lo Strega (e a proposito, oggi ho letto alcune righe su un giornale, tratte da uno scritto di Nicola Lagioia, vincitore del premio nel 2015 con La Ferocia, e mi hanno fatto venire una gran voglia di leggerlo). E naturalmente il programma letterario omonimo alla radio. Un blog decisamente interessante per chi ama il mondo dei libri.

Rituali Marina Minet poetessa sarda, scrive ispirandosi alle “unquietudini che segnano e contemporaneamente arricchiscono l’anima”, quindi interrogandosi sull’esistenza, sul senso, sui sentimenti. Nel suo blog pubblica comunque non solo opere sue, ma anche molti estratti interessanti di grandi autori, più spesso, mi pare, di Simone Weil. Tra le sue poesie, dalla raccolta “Delle madri”, ho scelto questa Alle tue mani, poi invece questa a se stante, La nuca come fossa. Tra le citazioni ho scelto Se questo è un uomodi Primo Levi, conosciutissima, ma vale sempre la pena di ricordarla.

Un sasso verticale La tentazione di vivere con l’eleganza e la leggerezza, ma anche l’amore paziente, la cura che si richiede a chi voglia far stare un sasso in verticale, sfidando le leggi di gravità. Che per esempio, per un’insegnante, vuol dire sbattere la testa contro i muri (che spesso sono di gomma ma questo non migliora necessariamente la situazione); vuol dire interessarsi di cose di cui non importa a nessun altro e chiedersi chi te lo fa fare ogni tre per due ma farlo lo stesso. Vuol dire trovare, in mezzo ai non pochi motivi per avere ovunque palle che rotolano e vorticano e girano a elica, ecc., delle ragioni invece per godersi certi istanti. E certi affetti, che restano sempre dentro. Poi c’è anche il problema di chi ha mille interessi, mille cose che vorrebbe fare, mille idee, invenzioni, cose da imparare… un problema che conosco bene e che alla fine poi mi pare quasi più una benedizione che un problema, certo non si ci annoia mai 😀 . Scrive poco, l’ultimo post è del gennaio di quest’anno, ma spero che tornerà presto.

 

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