UN LEONE A COLAZIONE – Storie intorno all’adozione

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Ieri c’è stata, come direbbe Montalbano, una bella sciarratina, una lite coi fiocchi, tema: la fiducia. Argh. Noi (papà e mamma) convinti nella maniera più assoluta che il nostro Bertucciapiccola avesse combinato una marachella e lui, che aveva avuto una giornataccia, ha reagito male. Prima i conti con un razzismo neanche troppo velato che ogni tanto salta fuori nei momenti meno opportuni (non che ci siano momenti opportuni); e poi questa “accusa” che lo ha spinto a una reazione per noi “eccessiva”, ma frutto evidentemente di un sovraccarico di emozioni. E qui entrano in gioco un sacco di cose, almeno due particolarmente importanti: la prima, appunto, è la fiducia, che è un tasto delicatissimo, per me fondamentale e di una complessità di cui ci si rende conto quando ci si deve avere a che fare in concreto. Perché gli adolescenti combinano cose di cui poi si vergognano, hanno segreti che non vogliono raccontare, dicono piccole bugie per le ragioni più impensate e a volte senza ragione, o almeno così sembra, e poi però stanno malissimo se sentono il venir meno di quella fiducia. La fiducia, dico io, bisogna conquistarsela e però in certi casi, quando è stata tradita, bisogna anche che qualcuno ti aiuti a costruirla perché solo così, poi, puoi imparare a non tradirla a tua volta. E quando si tratta di credere o non credere, verità o non verità, si cammina sempre un po’ sulle uova.

La seconda cosa che a me personalmente mette in difficoltà è la gestione delle crisi, che ci stanno tutte, e ne parliamo per fortuna, però c’è sempre il momento che ti trovi lì e le cose vanno in crescendo, si crea una spirale di tensione che non sempre si riesce a interrompere al momento giusto. E forse è in quello che consiste l’autorevolezza. Non l’urlo, non il pretendere un rispetto formale dovuto al ruolo, ma la capacità di contenere, smorzare, tranquillizzare, stemperare le situazioni. Senza giustificare, ma aspettando di essere più calmi tutti per parlarne con altri toni. Tante volte, sdrammatizzare rende più credibili e non il contrario, almeno, questo vedo che succede nei rapporti con la Bertuccia. Non è facile perché intervengono fattori come il nostro stesso nervosismo magari dovuto alle nostre, di giornatacce, la stanchezza, a volte però anche l’orgoglio, un bisogno di essere “riconosciuti” e ubbiditi che raramente ha effetti positivi (forse mai). Leggerezza, parola magica, apparentemente facile, in realtà non tanto. Ma ha tanti di quegli effetti positivi, che vale la pena comunque continuare testardamente a cercare di applicarla…

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4 Pensieri su &Idquo;UN LEONE A COLAZIONE – Storie intorno all’adozione

  1. piccoli problemi crescono. Dalle mie parti i vecchi dicono: figli piccoli guai piccoli, figli grandi guai grandi. Dunque, goditi i problemi piccoli e preparati agli altri.

    • Anche dalle mie parti lo dicono, ma la Bertuccia è ormai un adolescente fatto e finito e alle crisi di identità e domande esistenziali di quell’età (oltre che alla ribellione e alla ricerca di autonomia) aggiunge una particolare sensibilità, un’intelligenza notevole, l’essere cresciuto prima del tempo e il buco nero che sono i suoi primi anni di vita. In realtà molti dicono che quando questo tipo di crisi si presenta abbastanza presto e con forza, poi dura di meno. Io faccio affidamento su questo… 🙂

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