SABATOBLOGGER 25. I blog che seguo

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La bionda prof: ovviamente questo è il sito di una prof (al secolo Elisabetta Belotti); una prof bionda, chiaro; che è comunque anche moglie e mamma e molto interessata al mondo femminile. Ne scrive, consiglia storie “dalla parte delle bambine”(il che mi riporta a una delle letture che per fortuna ho fatto da ragazzina, appunto quel libro, pietra miliare delle fanciulle un po’ insicure ma con un bello strato ribelle nascosto dietro la timidezza, e mi chiedo se..). Principesse non conformiste e anti-principesse. Quando parla di altre cose, in genere pur sempre libri, ma libri che raccontano di altro, per esempio di uomini, magari sportivi, mi pare prediliga sempre comunque quelli un po’ fuori dalle righe e dagli schemi, come McEnroe. Non è invece principessa né anti-principessa Rosa Parks, ma una donna che ha fatto la storia, per aver fatto la cosa giusta, nel momento giusto e nel luogo giusto. E visto che siamo (di nuovo) in estate, potranno far comodo queste letture consigliate per i bambini, anche se si riferiscono all’anno scorso, ma questi libri sono dei sempreverdi che vanno comunque bene in ogni tempo.

Un mondo a colori (Arcobaleno 66): qui abbiamo un blogger che parla di vita quotidiana, della sua Leonessa e della ormai-quasi-non-più-bambina Patitù, delle gioie e delle perdite, della scuola, delle malattie di persone care da affrontare, di distanze materiali e vicinanze di cuore, di fede vera vissuta e di false fedi proclamate opportunisticamente, di montagna e naturalmente di libri (senza i quali io non sarei probabilmente approdata qui). Tutto con molta passione e molta intensità. Qui per esempio una bella pagina di vita familiare, condivisione di una bella gita in famiglia per celebrare nel migliore dei modi la festa del papà, pranzo in una trattoria ligure con titolare “molto simpatico e cortese” (tanto per sfatare qualche mito sui miei conterranei) gelato e mare e le insenature della Riviera… cosa chiedere di più in effetti? Per chiudere con i libri, vi propongo questa recensione di Risposte nella polvere di Rosamund Lehmann, romanzo che non conosco ma sembra molto interessante.

Frank Iodice ha fatto il giornalista prima di partire per cercare altrove nuovi spunti per le sue storie. Stati Uniti, Francia, di nuovo Stati Uniti. Se non ho capito male, uno dei suoi riferimenti letterari è Jack London e su questo già siamo in sintonia.Scrive tra l’altro articoli di attualità, anche se io negli ultimi tempi soprattutto preferisco trattare e leggere del presente attraverso quello che non ha tempo e quindi vale in ogni tempo, come appunto la letteratura. Mi pare che dall’universale si possa arrivare al particolare, mentre non sino sicura del contrario. Mi ha colpito comunque il modo in cui ha raccontato dell’assassinio di Jo Cox, specie alla luce di altri post sul tema immigrazione/rifugiati, su cui mi pare particolarmente sensibile. I racconti di Frank li trovo in generale molto belli. Ho scelto Gli appunti necessari, che sembra tratto da un giallo o un romanzo/racconto di spionaggio ma mi piace in particolare per la descrizione del protagonista e il “gioco” sul nome, il nome ha sempre in sé qualcosa di affascinante, è parte di noi, ma forse saremmo gli stessi anche con un nome diverso, o se comunque dimenticassimo il nostro; o forse no. Interessante infine questa recensione che è anche una possibile lettura del concetto di miracolo e del suo rapporto con il quotidiano.

L’amore è la distanza di dieci giorni: Tommaso Occhiogrosso scrive da tempo, si occupa di teatro, ha studiato e letto seriamente e si vede. Le sue sono storie, hanno in un certo senso un inizio e una fine, ma più che altro sono ritratti di persone, momenti e sensazioni, riprodotti con efficacia da pittore e da profondo osservatore. Ricordavo Un chilometro di devozione e fatica, un racconto che mi era piaciuto molto quando lo avevo letto la prima volta e mi è ri-piaciuto molto adesso, una sorta di presa di coscienza di sé attraverso una breve gita in bicicletta sotto la pioggia, un mettersi alla prova per non sfigurare non tanto di fronte agli altri, quanto di fronte a sé, appunto, dove le sensazioni dell’acqua che scende con forza si “concretizzano” e prendono corpo attraverso il disegno delle gocce di fango che diventa quasi un’istantanea di un momento che già si sa che diventerà uno di quelli che non si dimenticano nella storia della propria vita. Anche questa Il tempo non ha colpe l’ho molto apprezzata, è una storia di battiti, rintocchi, ritmi, progetti, tempo perso e ritrovato e nebbia che rivela e nasconde. Infine Il maglione calmo e assurdo, sul passato, gli errori che abbiamo fatto e che ripeteremo, scelte compiute che oggi non rifaremmo, ma forse ne faremmo altre peggiori, o forse, se le abbiamo fatte, c’era una ragione comunque, e quella ragione, giusta o sbagliata, era la nostra.

Ritagli letterari è quello che dice di essere, un blog di ritagli letterari, citazioni che diventano frammenti, di vita, di pensieri, di emozioni, di riflessioni, di idee e di contrasti. Ne viene fuori, mi pare, una certa completezza di visione della vita e delle persone, pur se è una visione che mi pare ispirata da una sorta di pessimismo cosmico. Da quella di Sciascia sulle categorie degli uomini, a quelle di McInerney, David Foster Wallace, Bukowsky, quasi tutte insistono sull’insulsaggine, la superficialità, l’insignificanza e la vacuità dell’esperienza umana e di ciò che l’umanità è, alla stessa vita viene negata ogni bellezza se non, come in  questa citazione – peraltro a mio parere di grande fascino – dal romanzo Il cardellino di Dona Tartt, in una sorta di spazio che non è vita, ma dove è situata l’arte. Per cui l’arte diventa un modo comunque di restare ma chiamandosi anche fuori, di osservare dall’esterno, un luogo anche magari molto vicino, confinante, ma pur sempre “altro”. Ci sono tuttavia delle eccezioni, come questa, almeno, io la leggo come un’eccezione e amo moltissimo le eccezioni, per questo l’ho scelta.

Un folletto in abito da sera (Lady Paperina). Del Folletto ho sempre apprezzato molto il nome (quello del blog e il “nome d’arte” dell’autrice) e il motto, perché fare origami con le parole per decorare le pagine mi sembra una definizione molto azzeccata di quello che fa chiunque scriva, per amore o per mestiere, per hobby o per passione o per necessità. Capisco molto bene quell’avidità di bambina nello sfogliare qualunque cosa, così come capisco la magia di scoprire che mettendo insieme vocali e consonanti si possono anche “creare” le proprie storie. Alcune delle sue frasi sono aforismi fulminanti e colgono molto senso in poche parole (anche se lei preferisce chiamarli “follettismi”). Uno per esempio, secondo me, è questo, Calzini spaiati; anche I segni della vita non è affatto male. Ho scelto poi una favola breve,Meraviglia! in realtà è anche questa poco più che un aforisma ma l’ho particolarmente apprezzata, forse perché sono una fan accanita del Cappellaio Matto e dello Stregatto! 🙂

Lilasmile Lila ama ridere e sorridere, l’arcobaleno, la luna, la rugiada e gli animali, e questo accostamento insolito non mi dispiace affatto. Anche se sulla semplicità non concordiamo (non credo di potermi definire una persona che ama la semplicità), per il resto abbiamo vari punti in comune. Compreso il romanticismo, anche se non ho amato molto Titanic, ma l’idea di ballare (anche da soli in casa, perché no? Anch’io sono abbastanza svitata da farlo)  e bersi una birra ascoltando musica irlandese mi sconfinfera parecchio devo dire. Altro pezzo musicale che sembra rispecchiare molto l’anima sensibile e passionale di Lila è Divenire di Ludovico Einaudi che piace molto anche a me, davvero un brano molto intenso. Chiudo con questa Attimi immortali, una composizione (di Pablo de Sarasate, apprendo sempre dal blog) creata per il ballo del flamenco ed effettivamente mi pare esprimere perfettamente quell’atmosfera sensuale, malinconica e al tempo stesso scatenata che il flamenco trasmette. E anche quella sensazione di attimi che racchiudono la felicità di una vita intera direi che sì, la capisco molto bene. La musica poi secondo me ha una capacità particolare di regalarci quei momenti.

Come sempre buon viaggio tra i blog, a sabato prossimo!

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