SABATOBLOGGER 26. – I blog che seguo

2brecommended_blog_0

Alcuni aneddoti dal mio futuro. Al di là del fatto che da grande voglia fare lo scrittore americano, “plus1gmt” (nom de plume piuttosto complicato) ama sicuramente la musica (rock progressive? Ammetto la mia abissale ignoranza in fatto di classificazioni in materia), è un ex tastierista, attualmente copywriter (potete adottarlo se vi va, è certo che cura molto le parole e la scrittura). Ha una figlia e ama(va?) l’Inghilterra, cosa che approvo (tutt’ora) di cuore. Ho pensato che visto che mentre scrivo è ancora il primo di luglio, era tutto sommato opportuno scegliere questo post che mi è anche piaciuto molto, del resto anch’io riservo i miei buoni propositi per giugno più ancora che per il primo dell’anno. Il sottile piacere di fare dei buoni propositi per poi disattenderli, sapendo già che questa in realtà era l’intenzione fin dall’inizio, non ha prezzo. Poi vi suggerisco Le cose che finiscono perché… non so il perché, ma mi ha fatto venire in mente che ultimamente penso spesso che le cose più preziose sono quelle che hanno un limite, una fine, forse perché nel mio inveterato ottimismo, penso sempre alle cose che finiscono come al presupposto delle cose che iniziano.

Beati coloro che temono gli scippi Mi sento sempre molto in difficoltà quando si parla di emozioni così forti e dolorose, ma esistono e ci si fanno i conti. Con la perdita e con l’assenza, che forse sono due cose diverse, forse no, io non ne sono certa perché ho vissuto certe assenze come perdite, o forse viceversa, ma non so se è importante, è che mi commuovono Ciondolino e Casimira e il Condottiero e Gio, la mamma soldato che ha intrapreso questa faticosissima risalita per non limitarsi a sopravvivere ma riprendere a vivere e magari anche a essere felici, nonostante le gaffes, le incomprensioni di chi non può davvero entrare in quel dolore. Forse non era neanche giusto scegliere, però questi figli, questi fratelli, questa educazione sono comunque bellissimi perché sono implicano che il dolore lo si guarda in faccia, lo si rispetta prendendosi cura degli altri e magari anche di sé, perché è così che la vita si riempie, credo.

L’ordalia dell’acqua (Marco Camalleri) Dalla presentazione, che ho molto apprezzato perché denota un tipo di ironia che mi piace molto, si apprende tra l’altro che è uno scienziato (pazzo? Meglio ancora!) , appassionato di tutta la musica ma non dei neomelodici (chi sarebbero? Tipo D’Alessio? Beh, allora è comprensibile che lo si possa ascoltare solo al contrario col volume azzerato) ed è appassionato di libri (bene!), cinema (benissimo!), informatica (bene anche questo, anche se non fa per me) e buona cucina, che non significa mangiare e basta (sono d’accordo). Quindi tanta roba (dice che mancano gli acquari d’acqua dolce e i mobili antichi, ma qualcosa andava tralasciata), di cui parecchia in comune. “Nel tentativo di approfondire tutti questi campi ha maturato una inarrivabile ignoranza enciclopedica: ad oggi può affermare di non sapere nulla di quasi tutto.” Sì, decisamente non poco in comune. Mi piace molto come scrive, anhche di disordine simulato ne so qualcosa. Ho scelto No!, un no che è vita, letteratura, scelta di libertà, libertà di persona e di scrittore, scelta di conoscenza e d’amore e di  consapevolezza. Fenomenologia della puntazza, un post molto bello su (almeno) uno dei significati possibili di “integrazione” cosa giusta, Invaders perché anche se non amo gli Iron Maiden, le parole che accompagnano la canzone sono molto intense.

Testi pensanti (Dino Amenduni). Dal motto del blog si deduce che l’autore sia convinto (non a torto) che gli uomini in genere siano “nani che camminano sulle spalle di giganti”, intendendosi per giganti coloro che hanno scritto “testi pensanti”, appunto, per cui citare quei testi è un modo per rendere omaggio ai giganti che ci sostengono. Il suo blog riporta quindi prevalentemente brani tratti da grandi libri, grandi autori, ancbe se non mancano racconti più personali. Ma è proprio la caratteristica del sito quello di essere costruito sulle parole importanti dei grandi scrittori e pensatori, per cui ho scelto tre di queste citazioni: La nostalgia del mare sconfinato di Saint-Exupéry; Una bella porzione di torta di Sylvia Plath e La vera posizione morale di Roberto Rossellini.

Momenti (Drimer) Momenti, occasioni, domande della vita a cui dare una risposta sperando che sia quella giusta, perché non lo si può sapere prima. Ma viaggiare (in senso reale e forse anche in altri sensi) è quasi sicuramente una delle risposte giuste. Viaggi, ritorni, immagini e musica compongono questo blog, che io da viandante non potevo non seguire. In momenti dell’anima, per esempio, tutti questi elementi sono presenti, immagini ad accompagnare un libro, un brano di Yanni (compositore che non conoscevo) dei proverbi che sembrano piuttosto aforismi, nel senso migliore del termine, frammenti di esperienze. A viaggiare poi si rischia anche di strabagnarsi ma va bene così, fa parte del gioco, e la canzone (Catapult) è bella, la voce di Jack Savoretti notevole, basta poco a riprendersi. Poi si riparte, o si ritorna, anche se qualcuno dice di non andare via non ci si può fermare. Molto blues, qui, ed è un genere che io amo molto.

Vivo da sola (Bia) Un blog classico, nel senso di un vero e proprio diario online, un “giornale di bordo” in cui si parla di piccoli e grandi avvenimenti, momenti di gioia e di perdita, quello che accade nella vita. Bia dice di sé che è “un’inguaribile ottimista” (io mi sforzo costantemente di esserlo, spesso ci riesco, diciamo che è un ottimismo della volontà), che crede nelle persone istintivamente e concede sempre il beneficio del dubbio (io fatico a lasciarmi andare però sì, tendo anche a credere nelle persone), insicura (ecco, quello anch’io, tanto, diciamo che fatico ad affidarmi ad altre persone per insicurezza più che per diffidenza) e poi aggiunge “Non sono ancora sicura di aver scelto la mia strada. Ma quella su cui sto camminando ora mi piace, pertanto andrò avanti ancora un po’” e in questo sì, mi ci rispecchio assolutamente. A leggere questo sognare è gratis mi viene da pensare che più che di ottimismo (spesso associato, sia pure erroneamente, a una sora di ingenuità infantile), parlerei di atteggiamento positivo. e questo, secondo me, è proprio quello che aiuta a superare le difficoltà. Un incontro inatteso, coincidenze (sapete quanto alcune coincidenze siano per me essenziali, nonostante la mia razionalità), una giornata regalata, un viaggio tanto sospirato. Le piccole grandi cose con cui cerchiamo di costruire, giorno dopo giorno, (il più possibile) la vita che vogliamo.

Hotel del Disinganno “Mi stupisce tutto, anche il più piccolo dettaglio, per la sua carica enorme di assurdità.” dice l’autore (Carlo Congia). Si riferisce alle cose che accadono, o meglio, a quelle che sono accadute, e che cerca di comprendere. Io mi riconosco nel cercare di capire ma ancor più nello stupore. Credo che lo stupore sia un’emozione estremamente positiva. Non ti lascia abituare, disinnesca la noia e la passiva accettazione delle cose “frequenti” scambiandole per “normali”. Forse poi non ci sono particolari conseguenze, non si cambia il mondo con lo stupore (per quanto…), però ecco, stupirsi ha un senso di per sé, credo. E quindi propenderei a pensare che non sia inutile il viaggio e forse nemmeno i “rifiuti” che restano impigliati nella zattera. Vi propongo Il canarino, breve racconto di un’anima ingiallita, di gabbie e di desideri di volo proiettati altrove; Abbagli, che definirei come “allegria amara”;  e Di uno strano viaggiatore perché mi ha colpito questa idea di sdoppiarsi, essere al tempo stesso la persona che va lontano e quella che resta. Ci sono molte altre cose belle, spesso amare (beh, il titolo del blog qualcosa lascia intuire), ma belle.

I Discutibili è un social blog in perpetuo mutamento,  una ideale libreria, nel migliore dei mondi che potremmo immaginare (m.d.m.c.p.i.), dove le persone possono entrare “per confrontarsi, discutere, fare politica, fare salotto, bere un cicchetto, gozzovigliare.”. “Non giudizi, ma critiche; non solo opinioni ma anche dati; non laghi pacati ma fiumi irrequieti; non aragoste e aperitivi con la punta delle dita ma mani nel fango e parole non scontate.” Si scrive di attualità, scienza (neuronalia), letteratura, arte, cinema, musica  (terza pagina)… Tra i post ho scelto Ancora un giorno, di redpoz, una bellissima non-recensione di un reportage che non ho ancora letto ma che è sicuramente bellissimo, di Ryszard Kapuscinski, il quale a sua volta è una di quelle persone che, ecco, se ci fosse una possibilità di incontro in qualche luogo Altrove, non mi dispiacerebbe poter ascoltare. Sono certa che racconterebbe in modo trascinante. Questo su Lisbona (in alcuni romanzi e in alcune pelliccle) di Monsieur Verdoux l’ho scelto invece soprattutto perché un altro per cui ho un debole è Antonio Tabucchi. E poi c’è la rubrica del peggio del nostro peggio di gaberricci, che nei giorni scorsi mi ero ripromessa di recuperare, sono riuscita a farlo almeno in parte e fatelo anche voi che ne  vale la pena.

Scrivedendo è il blog di un autore (Ricky) appassionato di giornalismo e guidato da curiosità e passione, e dall’esigenza di riflettere su quello che lo circonda cercando l’originalità ma senza trascurare di informarsi da altre fonti. Voi sapete che più di ogni altra cosa io non resisto alle recensioni e comunque ai luoghi, articoli, post, qualunque cosa dove si parli di libri e di autori. Per cui propongo America perduta di Bill Bryson (autore di cui ricordo la Breve storia di quasi tutto, che non ho letto ma di cui so di aver sentito parlare bene da qualcuno di cui tengo il parere in alta considerazione, tipo mia madre, forse); Norman Mailer era un tipo bizzarro e forse non uno di quegli autori che avrei voluto conoscere di persona, ma ho letto Il nudo e il morto e credo che sia effettivamente un grande libro, mi è rimasto molto impresso.Intendiamoci, trovate anche articoli sul basket, la classificazione degli alberghi in Italia, il Brexit e altri vari argomenti a cui potete essere interessati. Ma io ho deciso di restare sui libri e per motivi che molti di voi conoscono ho optato per Neruda.

A piedi scalzi (Musa) Nella pagina di presentazione dice tra l’altro: “Ho aperto questo blog. Non ne conoscevo le potenzialità, forse nemmeno adesso, ho iniziato per tentativi, errori grafici e stilistici. […] Dare a se stessi la possibilità di sperimentarsi. […] L’importante è appassionarsi. […]. Appassionarsi è tutto, lasciarsi coinvolgere, crederci. Sperimento. Confido nelle parole, possono dare risposte, altri punti di vista…” Non potrei essere più d’accordo. Ho incontrato una signora molto bella mi ha colpito perché mi sembra che unisca capacità di osservazione, di descrizione di un personaggio e di una situazione tutto sommato non inusuale, come quella di chi riversa il proprio bisogno di essere ascoltato sul primo sconosciuto che sia disposto a fermarsi ad ascoltare, e una capacità di “scendere” nelle emozioni senza definirle. Grandi speranze, recensione emotiva, mi riporta a un altro degli autori che hanno accompagnato la mia infanzia e adolescenza, ossia naturalmente Dickens. Infine ho letto la I parte di questo racconto, Il sesso dei colori e sembra interessante.

Uova di gatto Il titolo è delizioso, non vi pare? Come questa storia del Gatto che non è proprio una presentazione, ma una specie. Diciamo una introduzione in forma di racconto, un modo di parlare di sé indirettamente attraverso una storia che è forse immaginazione, forse no come tutte le storie che si scrivono. La poesia come Proserpina parla di Alda Merini, delle citazioni a sproposito, di come si fa a “trovare” la primavera (e la poesia) attraverso la morte e di come il processo di creazione della poesia coinvolga la mente e la vita, la carne e le fiamme. Sapete quanto mi affascini la mitologia, quindi non potevo non citare questo “omaggio” a Medea, una delle possibili, innumerevoli riletture, ché i classici hanno questo di bello, ognuno di trova dentro un pezzo di sé. In qualunque testo direte voi, ed è vero, ma io penso che forse – forse – nei classici, sembra strano, ma succede un po’ di più (e per classici non intendo solo i libri antichissimi, eh! Tutti quei libri che durano più dello spazio in prima fila nelle librerie e continuano ad essere letti anche quando non sono più in vista). Zefira è un brevissimo racconto curioso, poeticamente estroso, mi ricorda, non so bene perché, forse per solo per via del capitano, o del suo essere stravagante, Le tredici vite del capitano orso blu, e se ancora non sapete quanto ami pazzamente quel libro, è ora che lo sappiate, e se non lo avete letto, fatelo perché è la cosa più inverosimile, folle, buffa e meravigliosa che possa capitarvi di incontrare nei vostri vagabondaggi letterari.

 

Annunci

8 Pensieri su &Idquo;SABATOBLOGGER 26. – I blog che seguo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...