48. The Big White

The Big White

The Big White inizia, continua e finisce con la neve. Lo introduce una musica melodica e dolcemente ossessiva, come la donna che, appunto, corre nella neve fino a che cade a faccia in giù.
Potrebbe essere un thriller, in realtà è una commedia. Nera. Abbastanza ma poi non troppo. Con uno spiccato senso del macabro (beh, specialmente all’inizio), e più di uno sconfinamento nel grottesco. Sufficientemente scorretta. Sarcastica, più che ironica. Buffa, cinica ma anche qui, mica poi così tanto. E ancora una volta, l’ho apprezzata di più rivedendola che guardandola la prima volta (peraltro potrebbe centrare anche il fatto che non capivo tutte le battute del dialogo – ho il dvd in inglese senza sottotitoli, cosa di per sé curiosa).
Come si scopre subito (niente spoiler qui), la donna-nella-neve è Margaret (Holly Hunter, bravissima secondo me), la moglie di Paul Barnell, un agente di viaggi onesto e dotato di molte qualità ma non troppo fortunato negli affari. Margaret è, come si diceva, dolce ma con una mente un po’ vacillante, e non è la prima volta che viene riportata a casa in stato confusionale.
Con Paul, Robin Williams torna a interpretare uno di quegli uomini più che normali alle prese con le piccole e grandi difficoltà quotidiane che chiunque può prima o poi sperimentare, tentando di giostrarsi tra il sempre più scarso senso della realtà della moglie molto amata, i problemi sul lavoro, e di riflesso quindi anche l’ormai cronica mancanza di denaro. Uomini che poi, in circostanze particolarmente complicate, tirano fuori risorse inattese, un po’ come il Joey di Cadillac Man, film per altri versi diversissimo.
Paul aveva anche un fratello, ormai scomparso da oltre cinque anni. Poco dopo aver cercato senza successo di riscuotere la relativa assicurazione (senza un corpo che ne provi la morte, il tempo trascorso non è sufficiente), Paul trova un cadavere apparentemente abbandonato in un cassonetto della spazzatura, e nella sua disperazione tenta di giocare il tutto per tutto, facendo passare il cadavere sconosciuto per quello del fratello nel frattempo ricomparso, ahimè, solo temporaneamente.
Senonché, se credeva di essere nei guai prima, non sa in che ginepraio si sta cacciando adesso: il cadavere infatti appartiene in realtà a un tizio assassinato da due killer, alle prime armi e piuttosto scombinati ma pur sempre killer. Intanto si trova anche tallonato dall’ispettore assicurativo Ted Watters (Giovanni Ribisi di Lost in Translation), che non intende affatto credere alla sua versione dei fatti. Nel frattempo, il fratello Raymond (Woody Harrelson) ricompare per davvero… Un bel casino. Uno splendido cast (regia di Mark Mylod, che non conoscevo). Mi sono divertita e commossa e ho parteggiato doverosamente e vergognosamente per Paul e Margaret ma anche per Ted e la sua fidanzata, per Raymond e persino per i due scalcagnati killer.

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