49. Robots

(Trovato, per fortuna mia e degli altri familiari coinvolti!)

Mel Brooks, Ewan McGregor, Halle Berry, Paul Giamatti, Jay Leno, Dianne Wiest, e Robin Williams, of course. Sono solo alcune delle voci scomodate per dar vita a Robots, giusto quelle più note, e penso che due o tre varrebbero da sole la visione del film in inglese (voglio dire, Robin Williams a parte).

La trama, diciamolo subito, è considerata un po’ deboluccia. Ma chi mai va a vedere un lungometraggio a cartoni animati per la trama? Anche i migliori, quelli più rivoluzionari, non hanno solitamente nella trama il loro punto di forza. E’ chiaro che Robots non è Aladdinquello era una specie di miracolo irripetibile (200 minuti di invenzioni del Genio che non hanno potuto essere inserite nel film e sono state in seguito pubblicate a parte, diconsi 200 minuti), e comunque anche in Aladdin, non direi certo che la trama fosse indimenticabile. Ma davvero, a me non viene in mente alcun cartone animato, anche tra i più famosi, in cui fosse quella la parte importante. Sono sempre le invenzioni a fare la differenza. Le invenzioni e gli effetti visivi, che qui non mancano.

Allora, liberiamoci della trama, bastano un paio di righe: Rodney Copperbottom (Ewan McGregor), giovane robot assemblato, idealista e sognatore, parte per realizzare il suo desiderio di lavorare nella fabbrica che è il suo mito da sempre, il cui titolare Bigweld (Mel Brooks), è un punto di riferimento per tutti i robot. Lungo la strada incontra l’amore (Cappy, Halle Berry) e vari amici scombinati, a rischio rottamazione, tra cui Fender (Robin Williams). Dovranno combattere contro un gruppo di cattivi che hanno conquistato la fabbrica e vogliono dominare il mondo dei robot (più o meno). Non dico come va a finire perché non voglio togliere la suspence 😀

No, però il mondo robotico è qualcosa di incredibile. Dal “parto” del piccolo robot al fornaio che vende panini d’acciaio (in italiano viene persino la rima!), al rilevatore di metalli che (ovviamente!) suona al passaggio del robot che ci mette sopra uno per uno tutti i propri pezzi, a tutte le adorabili rivisitazioni delle esperienze che ognuno di noi ha fatto crescendo (i microfoni stile altoparlante della stazione sono buffissimi, per dirne una). Visivamente a me sembra straordinario. Non che me ne intenda, ma non lo dico solo io e comunque lascia un’impressione anche guardandolo sul piccolo schermo, di colore, di “ritmo” delle scene, di studio degli spazi, da far girare la testa. La madre di Ratchet il “cattivo” sembra decisamente ispirata a Lady Macbeth e la fonderia pare un luogo mitologico, l’antro di Efesto, nelle viscere dell’Etna. Ci sono scene stupende.

E poi lui, Robin, con quella voce prodigiosa, può anche dire “put your head between your legs“, e diventa musica. Ha partecipato a un buon numero di cartoni animati, ma vorrei che ne avesse fatti cento volte tanto. Qui escono fuori in tutta la loro magnificenza l’eccesso, la dolcezza, quella parte bambina conservata con cura, accudita e arricchita dai mille suoni trovati lungo la strada e riprodotti con maestria ineguagliabile, la capacità di divertirsi da pazzi con un uso intelligente di qualsiasi cosa, l’invenzione di insulti elaborati che potrebbe ricordare certe sfide in cui si usavano le parole al posto della spada (l’attore che interpretava Rufio in Hook disse che il “duello di insulti” tra lui e Peter Pan era stato a tutti gli effetti una tenzone poetica). Ecco, Robin era, è, un poeta, tra le tante altre cose, e questo lo si intuisce, a guardar bene, anche quando sembra quanto di più lontano.

Bigweld: We never shut that gate, Tim. Shutting that gate means shutting out fresh ideas. […] So remember, whether a ‘bot is made of new parts, old parts or spare parts, you can shine no matter what you’re made of.

Non teniamo mai chiuso il cancello, Tim. Sarebbe come sbattere la porta in faccia alle nuove idee. […] Ricorda, che tu sia un robot composto da pezzi nuovi, vecchi o di ricambio, di qualsiasi cosa tu sia fatto, puoi sempre brillare.

Fender:   Inside of you, there’s a fashion model just waiting to throw up.

C’è un fotomodello in te che non vede l’ora di sbocciare (il gioco di parole si perde ma insomma…)

Fender:  If you can make it here, you can make it everywhere. And if you can’t make it here, welcome to the club

Fender: Se ce la fai qui, puoi farcela ovunque (ovviamente il testo inglese è una citazione di New York, New York), e se non ce la fai, benvenuto nel club.

Fender:  Stick with me kid, I know this city as the back of my hand [looks at the back of his hand], hey, that’s new.

Conosco la città come il palmo della mia mano. Ehi, ma è nuova.

Fender: [Scottish accent] We’ve come to rescue our friend, you evil bag of bolts, and you shall be defeated by the very outmodes that you scorn and detest!

Siamo qui per salvare il nostro amico, vecchio ammasso di bulloni. E adesso verrai sconfitta da quei modelli obsoleti che tanto detesti e disprezzi. (e anche questa, poi, è una citazione nascosta da Anne Bronte).

 Che bel film, che incantevole, sorprendente, buffo, tenero modo per passare una serata deliziosa!

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15 Pensieri su &Idquo;49. Robots

    • Hai ragione, la trama è un viaggio. Fatto di sguardi, incontri, bellezza e pericoli, sogni e paure come tutti i viaggi.
      Su Robin non aggiungo niente, credo non sia necessario…
      Una cosa non ho capito, perché abbiano tradotto “evil bag of bolts” con “vecchio ammasso” invece che “malvagio”, che a parte il senso mi sembrerebbe più vicino anche allo spirito originale, al tipo di ironia. Sarà questione di ritmo della frase, non mi intendo per nulla di doppiaggio e della relativa traduzione ma credo che non sia per niente facile. Però ogni tanto ci sono scelte che trovo curiose.
      Bacio a te 🙂
      Ale

      • Io ho preso la frase dai sottotitoli in italiano che ho inserito per l’occasione, però è vero che i sottotitoli non sempre coincidono perfettamente con il parlato. “Vecchia caldaia” non è male, anche se resto dell’idea che si perda lo stile “parodia-highlander” dell’originale, ma forse non era rirproducibile, senza l’accento scozzese 😀

      • Credo che l’espressione “vecchio ammasso” sia più immediata all’ascolto di “malvagio”.
        La parola “evil” in inglese è più vicina maligno che a malvagio, che invece deriva dal tardo latino malifatius «che ha cattivo fato».
        Bacio
        Sid

      • sì, ma nell’uso corrente, malvagio è la traduzione più “naturale”, maligno non ce lo vedrei, oddio, per quanto, forse, a pensarci… ma non se sono certa. Sicuramente comunque “vecchia caldaia” rende meglio, e poi “maligna caldaia” o “malvagia caldaia” sarebbero state fuori luogo. Ribadisco, compito difficile quello di chi traduce i dialoghi per il doppiaggio! 🙂

    • Io lo adoro, ma sono di parte. Già fin dai tempi in cui ho raccontato “Popeye”, il suo primo film, lo avevo detto: se Robin Williams interpretasse una scatola di spinaci, io lo amerei ugualmente (e sarebbe una scatola di spinaci incomparabile, senza confronto con qualunque altra) 😀
      Secondo me anche alcune delle battute di Robots potevano essere sue (lui improvvisava spesso anche nei film)
      In italiano la voce era un’altra, ma il film è comunque bello, concordo 🙂
      Grazie e benvenuta 🙂

      • La voce in italiano è di Facchinetti e a me non ha fatto impazzire sinceramente, compararsi con Robin w. è impossibile…solo Bisio forse poteva, infatti doppia Syd di L’Era Glaciale ed è fantastico!

      • Sì, Bisio in Syd non mi dispiaceva…
        Ma Robin per me è magia, incanto e meraviglia, i sentimenti che provo per lui sono smisurati come i suoi talenti e non posso paragonarlo a nessun altro neanche lontanamente 🙂

  1. Me lo ricordo, credo di averlo registrato in un vecchio VHS. Mi è sempre piaciuto molto, in primo luogo perché è davvero divertente, poi per le trovate geniali, alcune delle quali hai ricordato anche tu nell’articolo. Ora, tra l’altro, ho la conferma del motivo per cui Fender è doppiato in italiano dal “doppiatore ufficiale” di Robin Williams…

  2. Pingback: L’elenco promesso – III parte (e ultima, per adesso) | intempestivoviandante's Blog

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