SABATOBLOGGER 28. I blog che seguo

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Piero Pontrelli è tanto che non  scrive e a me personalmente manca, spero sempre che riprenda, almeno ogni tanto. Riflettere attraverso la musica e il cinema, fermarsi ogni tanto, anche rubando momenti alla vita quotidiana, guardarsi anche un po’ dentro e magari condividere stati d’animo serve anche ad affrontare le cose con maggiore tranquillità. Poi ci sono i racconti, come Abbracciami, per esempio, su una ritrovata consapevolezza e dignità di chi ha accettato troppo, e sulla pena di chi, per non aver saputo apprezzare ciò che aveva, si è ritrovato a perdere ogni illusione. Dove tutto ebbe inizio sono pensieri sulla fragilità e la forza dell’amore, ispirati da Una palabra di Carlos Varela. E ancora con la musica si chiude l’ultimo post del blog, una breve poesia sulle note di Moonlight Serenade. Questa citazione vale quindi anche come un arrivederci, a presto se possibile, e comunque a quando il bisogno di scrivere tornerà. Perché è raro che chi ha provato una volta la bellezza della scrittura possa poi dimenticarla.

Brevi pensieri di poco conto (Enoughthoughts), intanto scrive molto bene. Si presenta unicamente con una frase di Calvino, Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto. Intendendo, immagino, che quello che vale la pena di sapere, è ciò che si racconta, attraverso i propri scritti appunto. Lo capisco, direi che è già un elemento che ci accomuna. E certo vale la pena di passeggiare tra gli scritti di questo blog. Bella la Virgola. Il segno, anche, ma io intendo il post 🙂 . Mi piace tantissimo questa cosa di iniziare con la virgola, e altrettanto bello è ciò che quella virgola rappresenta, qualcosa che separa ma spinge anche oltre, non congiunge ma lascia presagire una congiunzione possibile. Molto intensa First date, l’affettuoso, partecipe racconto dei preparativi per un incontro importante e del dolore dato, forse senza neanche saperlo, senza neanche accorgersene, da chi non sa osservare abbastanza da vicino, amare nei dettagli. Si sente molto, qui, la capacità di cogliere, con brevi tratti, emozioni, pensieri, frammenti di vita. Persone colte in un momento di dolore o di felicità che può essere il preludio di qualcosa di duraturo oppure lasciare subito spazio ad altro, che racchiudono parti profonde di sé in un oggetto. Così è per l’ombrello di Viola in Be a Storm, o per la macchina fotografica di Alice in Her Little World. Un luogo ricco, da esplorare in lungo e in largo.

Insomnia Lux Mentis (Marta), come dice il titolo del blog, scrive pensieri e racconti  che sorgono prevalentemente di notte. In effetti credo sia un’esperienza comune a molti, a me senz’altro. Il silenzio, la quiete, l’affollarsi di pensieri che magari di giorno sono tenuti a bada, non so cosa sia. Lux dice che non pensa sia insonnia, nel suo caso. Nel mio non lo è sicuramente. Quasi sempre I sleep like a log (dormo come un masso, diciamo). E’ un fatto però che in quello spazio temporale tra il momento in cui si spegne la luce e quello in cui ci si addormenta nascono spesso le idee migliori. Anzi, bisognerebbe avere sempre a portata di mano un quadernino, un blocco per gli appunti (qualche volta, se mi ricordo, ne tengo in effetti uno sul comodino), perché succede che le immagini più belle, le frasi più rotonde, i pensieri significativi più perfetti nella loro forma e sostanza svaniscano poi al mattino come se non fossero mai esistiti. Tornando a Lux, ho trovato La pianta, un bel modo di raccontare di quelle ferite che lasciano segni nel cuore. Un altro bel pezzo è Essere è e non può non essere, quella sensazione di quando si ha qualcosa di molto intenso, molto forte da dire e si ha paura, paura di condividerlo, paura persino di maneggiarlo, perché certe emozioni vanno trattate con cura e specialmente poi quando le si mette nero su bianco. Anche se poi, a volte, lasciarsi un po’ andare è la soluzione migliore. Per la scrittura e per tutto il resto. Infine sono andata tra i racconti, non sono tanti (purtroppo), ma sono molto particolari, ho scelto Goldfish, è distopico e inquietante ma fascinoso.

Tersite (Francesca) è anticonvenzionale già nella scelta di uesto personaggio così poco amato dell’Iliade, brutto, goffo, sgraziato e “vile”, nel senso di uno che non è più di tanto disposto a farsi ammazzare per la speranza di un bottino che del resto non si vede. Mai avuto in simpatia Ulisse io, anzi, veramente l’ho sempre considerato uno dei personaggi meno simpatici della storia. Ma in effetti al povero Tersite non avevo dedicato molti pensieri, e sì che per i disertori e i renitenti alla leva ho una spiccata simpatia. Anzi, ero convinta che fosse una spia e un traditore. Insomma., già dal primo impatto ho capito che Francesca è una persona che approfondisce moltissimo, che non si ferma alle verità accettate da tutti e che ha un debole per i vinti, soprattutto poi se a sconfiggerli sono personaggi con una forza incomparabilmente superiore (il che già di per sé dovrebbe far propendere per dare a questi ultimi figuri dei vigliacchi, se non avessero un genio poetico dalla loro parte). Una tomba per le lucciole è solo l’ultima recensione in ordine di tempo di una persona appassionata di cinema e molto competente. Racconta film e libri in maniera splendida, come Fahrenheit 451, un libro che da tempo voglio leggere, questo articolo mi ha catturata al punto che sarei uscita sul momento per comprarlo immediatamente e leggerlo con priorità assoluta (solo che non sono in città, ma lo farò al più presto). Il terzo post che vi propongo è La morte della farfalla perché ho amato Citati visceralmente, anche se da un po’ non lo leggo (ed è un’altra voce della mia personale wish list).

Alidada (Uno spicchio di cielo) è una blogger esperta: ha iniziato nel 2001 ed è una ex “splinderiana” (come me!). E’ una professoressa (di matematica se ho ben capito) ed è toscana ma non vi dico altro e vi lascio il piacere tra l’altro di scoprire da dove deriva il nome del blog. L’amore che supera la forza di gravità è un post su Chagall, pittore che mi è molto caro, e racconta brevemente due quadri che “parlano” dell’amore dell’artista per la moglie Bella. Dubbi perenni è una bella lettera indirizzata a una studentessa (non so se reale, immagino in ogni caso ispirata alla realtà), da parte di una professoressa, appunto, che si interroga su severità, rispetto delle regole, scuola formativa, e così via, alla ricerca di un difficile equilibrio che per molti di noi è una specie di araba fenice, ma ci troviamo sempre a farci i conti, come insegnanti, come genitori, come studenti… La mitica 500 infine ha un oggetto facilmente intuibile: l’auto di Alidada era una Cinquecento rossa, mitica quasi quanto la Ferrari dello stesso colore, e il post ha il sapore gustosamente nostalgico di un passato rimpianto sì ma con ironia, e forse neanche troppo. La Cinquecento forse un po’ di più, ma che s’ha da fare… le cose cambiano.

Tutto il mondo a teatro (dimmibarbie) è una regista teatrale che ha fatto del teatro, mi viene da dire, la sua ragione di vita. Il blog è dedicato a quello e al mondo che lo circonda, compresa la letteratura, il cinema, l’arte, la poesia, la danza. Ma tutto è vissuto all’ombra del teatro, del quale Barbara cerca di recuperare la sacralità, la natura di rito, con tutto quello che ne consegue in termini di purificazione, sacrificio, ricerca profonda, gioco, certo, anche, ma un gioco che confina con la vita nel senso più proprio del termine. In Per amor del teatro è ad esempio Pessoa a dirci quanto nel cammino alla ricerca di noi stessi e della verità, il teatro (l’arte in generale, si potrebbe dire) è al tempo stesso gioia del canto e dolore che quel canto illumina / mostrandolo meglioIl teatro è meraviglia, incanto, trasforma il nero della paura in colore, grazie alla partecipazione totale di chi recita: voce, gesto, emozioni, corpo, anima. Vi lascio con la “mirabile lezione di teatro” dell’Amleto, non è la mia opera preferita di Shakespeare, forse proprio perché troppo filosofica, eppure, come in ogni cosa scritta dal Bardo, esistono molti strati e leggerla, ascoltarla, rifletterci sopra è sempre fonte inesauribile di scoperte.

Eco del vento (Laura): abbiamo molti lati in comune con Laura, dall’essere una continua contraddizione, al cervello in perpetuo lavorio, all’avere un’anima bambina in un corpo che “sta crescendo”, l’amore per l’ironia, l’incanto nei confronti dell’altrui genialità, la vena logorroica e polemica (anche per quanto mi riguarda forse mi illudo che nei miei scritti non si noti troppo), anche un po’ di imprevedibilità e un lato un po’ sfuggente, mi sa, e anche altro, forse (non il colore rosa; sì il rosso e il bianco e i pois neri e la musica ecc. ecc…). Il motivo per cui il blog si chiama così lo trovate in questo post che io ho trovato splendido, e in cui ho letto tra l’altro una frase che mi ha colpito molto, chi semina nel vento farà fiorire il cielo. La trovo una magnifica sintesi del senso della poesia, della scrittura, della musica, dell’arte. Tutte cose seminate nel vento, tutte cose meravigliosamente inutili, che non servono a nient’altro se non a far fiorire il cielo. A una ricerca che ho fatto non è chiaro se si tratti di un proverbio utilizzato poi da quello che vene definito “il poeta dei graffiti”, Ivan Tresoldi, o se sia invece proprio una frase da lui creata. In ogni caso, sono contenta di averla scoperta! Altro bel post è questo sulle paroleQuesto infine è il post con cui è tornata a scrivere dopo un periodo di pausa. Lo suggerisco perché mi piace e anche come augurio che il ritorno duri a lungo!

Lupetta above all nessuna presentazione ma post molto personali, intimi, persino quando citano parole di altri, come quelle di Qualcuno con cui correre di Grossman (un altro che devo, devo, devo leggere!!!). Lupetta sa che ci si può incantare per gli incontri con le persone, e augura e si augura questo incanto (che è un bellissimo augurio, in effetti). Lupetta sa che questo breve dialogo, Alice e il Bianconiglio, da Alice nel Paese delle Meraviglie (che dico la verità, io non ricordavo), breve come un aforisma, ma tutt’altro che superficiale, dice il vero: cioè che le persone possono ferirci solo nella misura in cui noi glielo lasciamo fare. In realtà, poi, una presentazione c’è, nel primo post che ha scritto, giusto l’anno scorso. La scrittura per lei è liberatoria e al tempo stesso ha il fascino di ciò che da forma ai pensieri (oh, come la capisco), anche se il lavoro e il trantran quotidiano rischiano di farcene allontanare (sì, capisco sempre di più, ma no, rinunciare alla scrittura in questi casi è come rinunciare a una parte di sé, non si può). La storia di Alice poi prosegue qui con un  post ispirato al dialogo di cui sopra: è una storia di domande, di pensieri introspettivi, di voglia di guardarsi dentro e comprendere a fondo l’origine degli errori per non ripeterli, e al tempo stesso ritrovare leggerezza. Una storia che mi sembra quasi familiare. Sarà per questo che anch’io amo tanto Alice?

E poi… poi c’è Mela. Mela ossia La Mela sBacata, anticonvenzionale già nell’uso delle maiuscole, perché il suo non è un baco ma uno sBaco, quello che la scuote e la emoziona e regala a noi bellissimi articoli in cui rispecchiare sentimenti, dubbi, insicurezze, anche se forse a volte sono intensi da far male. Chi scrive per necessità lo sa, è un dono di cui a volte si vorrebbe poter fare a meno, ma poi in realtà se davvero si potesse scegliere la quiete, la tranquillità, chissà se si rinuncerebbe a quel qualcosa che scompiglia cuore, mente e vita. Mela dice di essere permalosa e nevrotica (eh…), perfezionista, paziente e fragile (eh… di nuovo). Insomma, ci somigliamo in un po’ di cose anche qui, ma in realtà a parte qualche lato del carattere, è un’affinità diversa che ci lega, forse la continua ricerca di equilibrio, appunto, tra inquietudine e ricerca di serenità, tra testa, cuore, pancia, bisogno di vivere le cose a fondo e voglia di leggerezza (mai superficialità), tra razionalità e quella sorta di bisogno di lasciare una porta aperta al possibile e all’impossibile. Insomma, Mela è Mela, ha una sensibilità particolare e io sono molto felice di averla “scoperta” qui. Ah, già, i post. Beh, potrei dirvi di leggerli tutti perché ne vale la pena (e sempre che non la conosciate già, che di per sé è improbabile). Ma visto che ha creato lei stessa il suo “bignami“, ne prendo tre da lì: Nora che vende caramelleRossa di dentro e Me, myself and I. Sono tutti possibili luoghi giusti da cui partire, ma poi ci sono racconti che hanno qualcosa dei miti narrati accanto al fuoco, storie talvolta anche inquietanti e persino crudeli (ma di una crudeltà venata sempre di ironia), citazioni bellissime, riflessioni importanti, pezzi di sé condivisi… il viaggio è appena iniziato!

Buonanotte, felice avventura tra i blog e a sabato prossimo!

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25 Pensieri su &Idquo;SABATOBLOGGER 28. I blog che seguo

  1. Che posso dire se non grazie con tutto il cuore? Hai creato una cornice stupenda, più affascinante del quadro stesso e sento tutto l’affetto intriso nelle tue parole. Ti abbraccio fortissimo ❤

    • Grazie, mi sto convincendo sempre più che questo dei blog sia un microcosmo, non una “community””, ma una vera e propria comunità, in cui nascono affetti, ci si conosce, ci si presenta uno con l’altro, a volte ci si incontra “dal vero”, altre volte ci si incontra solo qui eppure si conoscono parti delle persone spesso più profonde di quelle che emergono nella cosiddetta “vita reale”. E per me questa è molto reale. Quindi sono più che mai contenta di poter presentare altri pezzetti di questo piccolo micro-universo 🙂

  2. Dirti grazie sarebbe poca cosa rispetto alla tua grande sensibilità e alla straordinaria descrizione del mio blog…
    Sei riuscita a leggere attraverso i miei post quel senso di sacro e assoluto che pervade il mio lavoro in teatro , hai compreso pienamente le mie parole tanto da emozionarmi nel profondo …grazie carissima Alex, tutta la mia stima per te …
    Ti abbraccio con affetto ,
    Barbara

  3. Intanto, grazie, hai descritto perfettamente lo spirito con cui scrivo nel mio blog… avrò letto quel pezzetto almeno due, tre volte. Ho apprezzato molto 😀 l’unica cosa, mi dispiace, ho dovuto togliere Una tomba per le lucciole perché lo sto riscrivendo totalmente (ho letto anche il testo da cui è stato tratto il soggetto, per cui la versione che hai letto tu non l’ho trovata più valida) e presto lo pubblicherò nella sua nuova stesura. E poi che altro scrivere… beh, ancora grazie 🙂

  4. “Moonlight Serenade” l’aveva scritta per me, come così altri racconti, mi spiace che tu senta la sua mancanza forse dovresti scrivergli.

    • Quando qualcuno smette di scrivere per un tempo più o meno lungo mi dispiace sempre e mi manca sempre, specialmente poi se ci sono ragioni di sconforto come mi è sembrato di leggere per quanto riguardava Piero. Siamo in contatto su FB ma mi pare che anche da lì si stia allontanando. Forse sono solo fasi, a volte succede, anch’io sono stata tanto tempo senza scrivere, o almeno, senza scrivere niente di “personale” per piacere (solo per lavoro), e senza condividere. Magari è giusto anche rispettare le pause e i silenzi di cui le persone possono avere bisogno. Ci penserò…
      Grazie, buona settimana!
      Alexandra

      • E’ solamente tanto impegnato con i preparativi e ha tante cose per la testa, ma è felice te lo posso assicurare, perciò tranquilla Alexandra non essere triste per noi.

  5. L’onore della citazione! Arrossisco … Che bello! Grazie tante 🙂 Sono lusingata dei tuoi complimenti. E’ vero, sono una “vecchia blogger” splinderiana e sono pure una prof di matematica 😉 Felice di averti travata Alexandra, ti auguro un buon mercoledì 😉

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