L’elenco promesso – I parte

Sì, lo so, avevo detto l’elenco completo dei link a tutti i post sui film di Robin Williams che ho scritto finora (accipicchia, ma perché mi vado a impelagare… ma via, non scherziamo, lo so bene il perché). E’ che non pensavo di impiegarci tanto (certo che… sono oltre cinquanta… un’ideuzza potevo pure averla…). In un primo tempo veramente intendevo fare semplicemente dei “pingback” nell’ultimo post di recensione. Poi ho deciso di aggiungere una riga o due di commento, ma sempre credendo che un’oretta o due al massimo mi sarebbero bastate. Però vedete… la strada che mi ha portato a identificarmi così tanto con i valori di Robin è stata lunga e continua ovviamente ancora. E ai valori sono andate via via mescolandosi le emozioni, fino a legarsi in un tutto quasi inscindibile. Ogni film è una tappa, anche quelli che non ho visto all’uscita, ma tempo dopo, e mi hanno riconfermato quegli ideali che per me lui impersona da quando mi ricordo. Così a ogni film ho cercato di associare l’insegnamento (o piuttosto il “dono”) che rappresenta per me. Brevemente, per quanto possibile, ma forse mi sono fatta un po’ prendere la mano (e questo non stupirà nessuno…). Se qualcuno vi incuriosisce, come spero tanto, potete sempre seguire il link e leggere la recensione dettagliata. O semplicemente guardarlo, ancora meglio, e magari raccontarmi le vostre impressioni, ne sarei felicissima 🙂

1. Popeye Una visione particolare (secondo me acutissima) del rapporto tra legge e giustizia. Credo che Robin non amasse molto questo film, o era semplicemente rimasto deluso dal suo insuccesso (anche se riconosceva che proprio questo gli aveva dato la consapevolezza di essere abbastanza forte da poter rischiare, sperimentare e cambiare senza paura, perché da un insuccesso puoi sempre rialzarti e andare avanti). Io lo trovo adorabilissimo.

2. Il mondo secondo Garp / The World According to Garprispetto, profonda accettazione dell’altro. Film anticonvenzionale, dolcissimo, violento in quella sua maniera tutta particolare, anticonvenzionale anche quella. Complesso e leggero al tempo stesso, un altro dei miei amori…

3. The Survivors / Come ti ammazzo un killerla sicurezza non è quella che vi fanno credere. Praticamente mai citato, a me non è sembrato affatto male, Walter Matthau è sempre una garanzia e comunque mettere in ridicolo i guru della fine del mondo, della paura e della sopravvivenza in condizioni estreme è già una cosa buona di per sé 🙂

4. Moscow on the Hudson / Mosca a New Yorkresilienza. Volodya, mio dolcissimo Volodya… quanto mi piace l’ironia gentile e umanissima che permea questo film, per il quale Robin imparò a parlare il russo (come un Russo, si diceva) e a suonare il sassofono (come un gatto in amore, scherzava lui, ma secondo il maestro, in pochi mesi aveva raggiunto un livello che normalmente richiede almeno un paio d’anni). Di una delicatezza che incanta, ma non senza struggimento, e con uno sguardo sull’immigrazione più attuale che mai.

5. Seize the Daystrenua difesa dei propri ideali Il cugino maggiore (nel senso di precedente) e decisamente più tragico dell’Attimo Fuggente (non gli somiglia molto, ma la citazione è la stessa, è il suo lato oscuro, potremmo dire). Tratto da un romanzo di Saul Bellow, interpretazione amata dalla critica, a me mette addosso un’inquietudine vicina all’angoscia. Ma questo è perché è il protagonista che è eccezionalmente bravo, of course. 🙂

6. Club Paradisecoraggio ironico (ossia: la capacità di avere coraggio senza prendersi mai troppo sul serio). Ecco, al contrario del precedente, questo è un film che mi regala sempre buonumore, mi resta uno strascico di allegria persino sproporzionato. Ma di Jack Moniker è facilissimo innamorarsi… Decisamente il più seduttivo di tutti i personaggi interpretati da Robin. Non ho gran simpatia per gli eroi in lotta solitaria contro il mondo; per le persone che fanno quello che si deve fare perché va fatto, invece, ne ho moltissima.

7. The Best of Timesimpegno, giocare comunque la propria partita, anche se le condizioni sembrano proibitive. Da pompiere guascone a bancario occhialuto e frustrato… un bel salto, ma il talento camaleontico di Robin è evidente già fin da questi primi film. Commedia sul football, con alcuni momenti memorabilissimi, compresa l’introduzione narrativa e il finale al cardiopalma.

8. A Night at the Met: la forza dell’autoironia Questo è uno spettacolo teatrale, inserito tra i film perché ne è stato tratto un DVD. Una meraviglia, un incanto, tutta la grazia e la forza di una personalità così fuori del comune da trasformare tutto ciò che toccava. Quando Robin e il teatro si incontrano può succedere di tutto, ma sempre qualcosa di speciale. Robin si mette a nudo, parla di sé perché  le sue esperienze possano servire a tutti. Ridere di sé aiuta anche  e soprattutto gli altri.

9. Good Morning Vietnam: integrità; umanità; indipendenza dalle gerarchie imposte in quanto tali; uso intelligente della comicità; senso dell’amicizia; senso della giustizia… dite che basta? (a far capire quanto questo film faccia parte di me, quanto lo abbia nel cuore). E’ qui che il mio amore per Robin ha messo definitivamente radici. Un personaggio meraviglioso, i miei valori, i miei ideali, tutti condensati lì, pronti per essere direttamente trasportati nel mio cuore dall’uomo che se ne era ormai definitivamente appropriato.

10. Pecos Bill ridere sui miti fondanti (ridimensionarli senza distruggerli) La voce… ah, la mia voce adorata… la voce che crea una storia, i suoi protagonisti, il vento, gli ululati del coyote, che ti fa ridere fino alle lacrime, e poi a tradimento ti colpisce al cuore con una frase: Now don’t you go feelin’ sorry for Bill, he would have laughed at you for bein’ so sentimental, now, come on, after all Bill isn’t really gone. [Non vi state a rattristare per Bill, adesso, lui avrebbe riso a vedervi così sentimentali, andiamo, su, dopotutto non è mica davvero scomparso]. Perché nel tono con cui la dice ci sono infinite sfumature, perché anche senza il corpo e la faccia lui, con quella voce, ti porta assolutamente dove vuole…

11. The Adventures of Baron Munchausen la fantasia ci può salvare  Terry Gilliam, il cinema e il mondo racchiuso nei colori e nelle luci, realtà surreale e fantasie realistiche; e Robin tirannico signore della luna che giocando con una delle innumerevoli lingue con cui lo sapeva fare, l’italiano, si fa accreditare come Ray D. Tutto…

12. Dead Poets Society: libertà, indipendenza di pensiero, essere sé stessi, dare il giusto spazio ai sogni. Nel mio piccolo, ho sentito più di un insegnante dire che aveva scelto quella strada grazie a questo film. E ogni volta che io ho insegnato o pensato di farlo, questo film in qualche modo c’entrava. Ma parlare di insegnamento in questo caso potrebbe essere sia fuorviante che riduttivo. Oh capitano, mio capitano

13. Cadillac Man / Mister Occasionissima: “vedere” e ascoltare gli altri. Eheh, Joey è un altro bel tipo ancora, ha origini italo-irlandesi, e uno sciupafemmine e un venditore nato, ma quando si trova chiuso con altri ostaggi  nell’autosalone sotto il tiro di un uomo esasperato dai tradimenti della moglie che lavora lì, le sue risorse di comunicatore gli tornano utili. Ancora più utili si riveleranno però le sue capacità di partecipazione umana…

14. Awakenings / Risvegli: la temporaneità rende le cose più preziose, non meno. Umanità profonda, un altro personaggio straordinario e una domanda su tutte: è criticabile permettere a chi si trova in stato catatonico di uscirne per qualche tempo, solo perché la “guarigione” è temporanea? Il critico Ebert (che lo ha amato moltissimo ed era giudice alquanto severo) ha parlato di una ri-nascita; volendo significare, credo, che è una domanda simile a quelle che ci poniamo tanto spesso sulla vita in sé.

15. Dead again / L’altro delittose due anime sono legate, si ritroveranno. Il primo thriller a cui Robin abbia partecipato (con un ruolo molto piccolo e moderatamente inquietante). Amore e morte, delitto e castigo, gli splendidi Kenneth Branagh e Emma Thompson come protagonisti (Branagh è anche il regista).

16. The Fisher King / La leggenda del re pescatore: dove comincia la follia e dove finisce la ragione? Di nuovo Terry Gilliam, ma qui Robin è protagonista e tira fuori… ragazzi, tira fuori qualcosa di magnifico. i suoi demoni, diceva Gilliam. I suoi e quelli di tutti, dico io. Specialmente ora in cui ci spaventa così tanto la violenza incontrollata. E possiamo far nostro il suo modo di tenerli a bada, quei demoni: lasciarsi attraversare da ciò che succede dentro e attorno a noi, senza lasciarsi cambiare. E viversi la propria scintilla di follia, non lasciarla mai spegnere, mai finché la vita te lo consente. E quando non lo consente più… scegliere. Da sé. Scegliere è forse la cosa che più profondamente ci appartiene, ma bisogna saperlo. Un’interpretazione incredibile.

17. Hook Lasciarsi andare. Uno dei film che più “fanno stare bene”. Dicevo giorni fa che Aladdin potrebbe rendermi vivibile persino l’inferno, ma anche Hook non scherza. Allegro, con la giusta dose di… birboneria, vogliamo chiamarla? Quella luce sbarazzina negli occhi…  Robin la tempesta di genialità comica, come lo chiamava Spielberg; che da lui cercò conforto per sé e per la troupe quando girava Schindler’s List; e Robin, quando lo chiamavano per confortare, sostenere, far sorridere, c’era sempre, rispondeva sempre.

18. The Fool and the Flying Ship Nessuno più di te sa di cosa sei capace. Una piccola, buffa fiaba a cartoni animati, alla quale Robin presta la voce per raccontare come qualche volta proprio le qualità che tutti pensano siano le meno probabili a farti avere successo, si rivelano quelle vincenti (e lui questo lo aveva vissuto sulla propria pelle); e che non è affatto detto che quelli che le persone considerino “inadeguati” secondo gli standard comuni non abbiano poi risorse speciali.

19. Toys Dobbiamo proteggere la nostra innocenza e l’immaginazione. Barry Levinson, di nuovo. Un’altra stroncatura come Man of the Year, e forse più immeritata ancora. Ancora una volta, la ragione dichiarata è che non va bene passare da toni naif ad altri più cupi, dalla comicità infantile a una satira più sottile e adulta. A piacciono i cambi di scenario e i crossover, nella trasversalità e la commistione di generi ci sguazzo come un topo nel formaggio (o in una biblioteca) e forse per questo amo Levinson. Toys è visivamente stupendo (questo lo ammettono tutti), con un messaggio sulla guerra senza coscienza non solo meno semplicistico di quello che si possa pensare,  ma che visto con gli occhi di oggi (è del 1991) potrebbe apparire addirittura profetico.

20. Aladdin Le emozioni sono magiche. Questa prima parte non avrei potuto sperare di chiuderla meglio di così. Aladdin è il Genio: creatività, incanto, diluvio di comicità ed emozioni allo stato puro, c’è tutto Robin qui dentro. Non a caso il personaggio è stato costruito su misura per lui, quasi inventato da lui. Non lo ha disegnato ma gli ha dato vita e anima e parole.

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24 Pensieri su &Idquo;L’elenco promesso – I parte

  1. encomiabile e appassionato questo tuo lavoro. Merita da solo un applauso. Via via avevo letto qualcosa. Confermo che questa tua ricerca introspettiva verso un personaggio/artista, tra i più bravi in assoluto, ti rende onore e grato chi ti legge. Penso che lui avrebbe apprezzato molto. Ciao

    • Sono io che ti sono grata, questi commenti sono di per sè un premio. Hai centrato in pieno, io cerco me stessa attraverso di lui. E mi sforzo di leggere il mondo attraverso i suoi occhi. Ha lasciato impronte indelebili nella memoria non solo di chi ha visto i suoi spettacoli o gli è stato amico, ma tanto per dire, del negoziante da cui si serviva per le biciclette. Uno così… io spero di essere all’altezza di scrivere un libro che davvero mostri tutta la sua grandezza umana, perché per me è un antidoto, un rifugio, una fonte a cui attingere quando mi sento disidratata. E penso possa essere un’arma contro l’insensatezza da cui ci sentiamo a volte circondati.
      Grazie infinite, buona serata

      • confermo quanto dici e pur non avendo la tua passione nei suoi confronti, ho sempre ammirato la sua propensione al gioco, al volo pindarico che lo faceva/rendeva bambino, in una sorta di fermo immagine del tempo. A quando un sorriso valeva una vita. Grazie a te e buona serata

  2. Stai facendo un lavoro di ricerca da lasciare a bocca aperta e soprattutto un viaggio dentro te stessa.
    Ormai ti conosco da un po’ e ti sento ogni giorno più forte e sicura, non so se te ne sei accorta, ma la tua scrittura non mente 😊

    • Pensa che giusto stasera riflettevo che sto scappando. dal libro e da altre cose. Però se mi dici così mi dai coraggio, perché è una fuga di paura, sempre quel timore di non essere all’altezza che fa capolino (ho anche paura di stancarvi, e pensare che quando ho iniziato scrivevo praticamente solo per me).
      Ci giro intorno, scrivo cose che c’entrano, magari mi saranno anche utili, anzi, sicuramente, ma è come se ancora non riuscissi a prendere in mano la cosa in maniera almeno minimamente lineare.
      Tu ci sei sempre e non so dirti quanto questa cosa sia preziosa.
      Grazie proprio dal più profondo del cuore.

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