Sitting on the dock of the bay

Strana sensazione. Come essere qui e altrove allo stesso tempo. Nello stomaco un vuoto che non è fame, non di cibo, perlomeno. Di parole, di domande, di sensazioni vive e pulsanti, forse.

I negozi sono quasi tutti chiusi, qualche serranda aperta qui e là allevia la solitudine solo per un attimo. Festoni colorati e bandiere ti accolgono all’entrata del supermarket cinese, che a chiudere la domenica non ci pensa proprio, ma la malinconia resta.

Le persone vanno e vengono. Una coppia di una certa età, lui in maglia gialla e occhialoni da sole, non sta neanche male, ma ha qualcosa di incongruo. Due fidanzati (presumo), lui di stazza considerevole, lei vitino di vespa e capelli rosso scuro. Qualche famiglia dall’aria esausta e affranta, del resto passare una domenica di sole al supermarket cinese renderebbe esausto e affranto chiunque; o forse vengono da precedenti vicissitudini, la loro giornata è stata già da prima un susseguirsi di eventi snervanti. Il bambino sembra un po’ più vivace ma non più felice. Gli adolescenti, tutti imbronciati, ma si sa che è il loro mestiere. Due amiche, una sta mangiando un gelato, forse sono le più contente.

Io sono rimasta fuori ad aspettare in macchina. Guardo la gente passare, mi sento un po’ sitting on the dock of the bay / wasting time. Ma forse la più felice sono io, anche se ancora non lo so.

Serata con gli amici, campagna, il cielo e i fiori, e ho il tempo per scrivere. Il vuoto nello stomaco, quello sta già passando. Scrivere è un po’ come il sesso, una delle poche cose che può farti venir fame e saziarti nello stesso tempo.

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18 Pensieri su &Idquo;Sitting on the dock of the bay

    • E’ vero, anche se in quel caso era più malinconia, temperata dal fatto di poterne scrivere, ma avevo una sensazione di vite non del tutto soddisfacenti in generale (poi magari si sbaglia, a volte basta un sorriso e una persona che sembrava ingrugnita e indurita dall’insoddisfazione si rivela del tutto diversa). Comunque non è mai tempo sprecato, no, purché poi si rimanga con i piedi ben fermi nella propria vita 🙂
      Un abbraccio

      • Mi sono espressa male. Ho letto la tua serenità consapevole nel constatare, di fronte dall’insoddisfazione altrui, che la tua vita è in grado di regalarti molta bellezza. A volte è necessario un metro di paragone per capire che non siamo poi così male 😊

      • Cara, sono io che ho letto male e risposto peggio, ma è la mia difficoltà con la sintesi (motivo per cui, per esempio, il mio account Twitter dorme il sonno dei giusti da tempo).
        Avevo un po’ questo senso di tristezza (non so neanche quanto giustificato) che mi ha presa forse già da prima e si è inasprito ancor più lì per lì, osservando da fuori questo passaggio di persone che mi apparivano mediamente infelici. Però poi in effetti, come hai percepito benissimo (e non poteva essere altrimenti), questo di riflesso mi ha portato a pensare alla fortuna che ho, perché forse quei momenti di vuoto, o di non senso, che mi capitano, sono gli stessi che provano tante altre persone, ma io ho la fortuna di poterli riempire (tra l’altro, e a parte tutte le cose buone che ho e di cui cerco di essere consapevole) con la scrittura, e in generale non smettendo di cercare qualcosa “oltre”. Che può sembrare un modo anche più difficile di vivere ma tutto sommato no, non lo è, o almeno, forse sì, ma è anche qualcoa che profondamente ci serve, e tu credo lo sappia ❤

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