Nebbia e stelle

Stamattina la nebbia avvolgeva quasi tutto. Una piccolissima parte di me vorrebbe riconoscere la bellezza di queste ombre insolite, delle distanze modificate, del biancore lattiginoso e se vogliamo perlaceo, ma anche un po’ grigiastro, che ingoia ciò che credevo di conoscere. Ma io il fascino della nebbia non lo sento (chissà se imparerò, nel mio prossimo viaggio, verso quei tuoi luoghi, dove la nebbia sembra essere parte essenziale del paesaggio e della sua bellezza). L’umidità pare salire dalla terra, scendere dal cielo e incontrarsi proprio qui dentro di me, non c’è rimedio, nessun maglione o paio di calzettoni caldo abbastanza, mi prende un tremito che sembra sproporzionato, quasi emotivo, più che fisico.
Eppure, la mia piccola ortensia bianca ha deciso di cominciare a fiorire solo adesso, nella nebbia e a stagione ben inoltrata, quando tutte le altre hanno finito e hanno i rami pesanti di petali ormai sempre più appassiti. Sento già di volerle bene, alla mia ribelle in crescita. Sai bene quanta simpatia io abbia per i ribelli, specie quelli che lo sono senza troppo rumore.

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Oggi è San Lorenzo, ma credo che il pianto di stelle non si vedrà questa notte, non si ripeterà di nuovo la magia dello scorso anno; non a causa della nebbia, però (che poi, anche quella volta la pioggia di meteore era arrivata con un po’ di ritardo). La nebbia non è durata che un paio d’ore, prima di lasciare campo libero a un cielo che si allena per i campionati di azzurrità. La magia, però, quella di cui m’importa, almeno, non ha nulla a che vedere con la ripetizione, i riti, il calendario lunare e l’evocazione. Se davvero centrasse con te… quello che so è che c’entra con i miei desideri, e più ancora con la necessità, che interviene nei momenti in cui la fatica rischia di prendere il sopravvento. Tuttavia, lo fa con i suoi tempi, alla sua maniera. Come tutto ciò che ti riguarda, ha l’inaspettato come suo elemento. Oltre all’energia, inarrestabile e inesauribile ma dotata di una gentilezza tutta sua. Non realizza incantesimi, non trasforma le zucche in carrozze, non fa drammatiche entrate in scena ma si conquista il palcoscenico centimetro per centimetro. Lavora con piccole cose, quelle che ci circondano, che siamo abituati a vedere. Certo, modifica qualche dettaglio, apparentemente senza importanza, e invece è quello che, senza che ce ne accorgiamo, muta il nostro stesso sguardo. Basta un pettirosso e tutto ciò che è aspro si addolcisce, ciò che è appuntito diventa meno tagliente, e dentro cresce la forza di superare le difficoltà che sembravano insormontabili. Non impedisce affatto alla ragione di obiettare. In fondo, può continuare a essere chiamata coincidenza, e non c’è argomentazione da opporre, solo un dubbio che fa capolino qui e là, perché la magia si sceglie e risceglie ogni volta, con ripensamenti e contraddizioni e domande continue.
Oggi è un giorno come gli altri, e lo sarà anche domani,. La mia stella ce l’ho ben riparata al sicuro tra mente e cuore e non cade, qualche volta piange, sì, ma più spesso ride. A volte si accoccola nella mia mano e si fa accarezzare come un gattino. Le emozioni sono come piantine, crescono innaffiandole, curandole. Ho sempre dubitato della mia capacità di amare a fondo, senza riserve, con abbandono totale e piena fiducia nella capacità rigenerante dell’amore, che se è amore, comunque, farà sempre infinitamente più bene del male che può causare, qualunque cosa succeda. L’amore quotidiano è fatto anche di tanti spigoli, di tanti accomodamenti, di ricuciture dove qualcosa si strappa. Si costruisce con le incombenze portate avanti insieme, le notti di preoccupazione per un figlio che fa tardi, i momenti passati a tenersi la mano per superare lo sconforto, i viaggi, i piccoli doni fatti per il piacere di un sorriso.
Poi c’è “l’altro” amore che è una stella in una mano, che se mi avesse messo alla prova sarebbe stata una prova dura, un progetto scientifico, per dirla con le tue parole, e così invece… ci sto provando sai, sto imparando. Credo. Ad amare te attraverso gli altri, gli altri attraverso te, a tenerti stretto per non perdermi e non perdere pezzi della mia vita. La mia anima è legata alla tua, questo lo so. Non so se sia vero il contrario, forse c’è solo una stella e non sono certa che sia veramente nella mia mano. Ma va bene così, il mio cuore è un po’ più aperto ogni giorno che passa ed è questo che importa veramente. Quando vorrai, forse, quando lo riterrai giusto e utile, o semplicemente ne sentirai il desiderio, ti farai sentire.
Nel frattempo, oggi, e domani, e ogni volta che ricorderò che c’è una parte vuota dentro di me, ti guarderò su uno schermo, cercherò di sentire quella piccola stella in mano e me lo farò bastare. Non voglio riempirlo, quel vuoto, ti appartiene e serve a lasciare lo spazio per quello che imparo attraverso di te. Voglio solo poter credere ancora, almeno qualche volta, che quella stella sia nostra, tua quanto mia, e che un giorno potrò restituirti quello che tu hai dato a me e anche molto di più, così quel vuoto si riempirà davvero, non prendendo qualcosa ma dando tutto. Comunque, tu sappi che se questa o una delle prossime notti dovessi ancora una volta svegliarmi alle tre del mattino (o all’ora che preferisci), proverò a uscire sul terrazzo e guardare in su. Non si sa mai…

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16 Pensieri su &Idquo;Nebbia e stelle

  1. Come si fa a non rispondere a un richiamo tanto accorato? Io se fossi amato in questa speciale maniera, resusciterei per venirti a trovare: non c’è dio che tenga!

  2. ma siamo sicuri che la fioritura sia fuori stagione? A volte si pensa così ma in realtà è il tempo normale per loro, perché i fiori si forzano in epoche sbagliate. La mia stella di natale fiorisce ad aprile ma è il tempo naturale per lei.
    Bello il post che spazia tra natura e ricordi.

  3. Non so come ci riesci, ma leggerti mi fa scendere addosso una calma e una melanconia indescrivibili. C’e’ rassegnazione, tristezza, ma anche fiducia, speranza e, naturalmente, amore, in essi.

    • Sono davvero felice di riuscire a trasmettere tutte queste sensazioni ed emozioni, in questo momento credo proprio che la mia scrittura venga dall’istinto, dal bisogno di lasciar uscire quei sentimenti che tu hai colto, sono proprio quelli che dici tu, e del resto ci vuole anche un lettore attento per percepirli con tanta cura, grazie davvero, di tutto cuore, un abbraccio.

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