SABATOBLOGGER 36. I blog che seguo

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Memorie di una vagina Ironica, spesso divertente, non di rado (molto) profonda. Nel blog racconta come una vagina del terzo millennio affronta la fine di un’altra relazione, il lavoro, la solitudine esistenziale tra amici e conoscenti, la lontananza dagli affetti, l’incertezza del futuro. Paturnie insopportabili insomma, dice lei, ma quando di paturnie (che del resto abbiamo tutte/i) si parla con leggerezza e in maniera anche spudorata ma con gusto e capacità di scrittura, non sono più insopportabili, si sdrammatizzano e si ridimensionano. Tre post che  mi piacciono particolarmente: Piuttosto forteDonne che verranno e Il peggior bar di Milano

Nontiscordaredime (albyevero) Un blog di viaggi in coppia, diviso per destinazioni (borghi / Italia/ Mondo, contiene, come da presentazione, scatti, esperienze  impressioni, ossia i due autori raccontano ciò che hanno visto e provato attraverso le fotografie, o citazioni in tema, e attraverso (poche) parole per esprimere pensieri e sensazioni. Purtroppo da tempo non è aggiornato, l’ultimo post (che tra l’altro descrive una bellissima parola, il cui suono sembra far pensare a una lingua di sabbia) risale a gennaio. Visto che non ci sono moltissimi articoli e che le immagini hanno un ruolo prevalente (anche se le citazioni e i pensieri di accompagnamento sono spesso altrettanto belli), non scelgo come d’abitudine i tre post, si può facilmente esplorarlo tutto in poco tempo e ne vale la pena.

Disintegrazioni Una presentazione che sembra più una dedica, quasi a voler implicare che l’autore scriva in realtà per qualcun altro, non importa, forse, di sapere se una persona in particolare o chiunque possa essere nei paraggi e inciampare, casualmente o meno, nelle sue parole. Sembra strano che di scrivere in fondo non gliene freghi nulla, i suoi racconti sembrano esprimere una verità diversa, perché dentro le parole ci sono le cose, le persone, le vite. ma ho idea che significhi altro, potrebbe essere che scrivere, per esempio, sia una scusa per fermare istanti, o per guardare le cose con altri occhi, o per essere di più dentro ciò che si vive, o tutto questo e altro ancora. I post che ho scelto: Io so che il vero amore non lo vedrò mai, eppure… perché nessuno mai rinuncia a descrivere l’amore anche se non sarà mai una descrizione definitiva, ma ognuna è una sfumatura possibile e questa è una bella sfumatura; Vola con me e Sense of loss sono altre due sfumature. In realtà tutti i racconti che ho letto lo sono.

Tuttotace è il blog di una donna che si racconta molto attraverso quello che scrive: non è propriamente un diario, piuttosto una raccolta di pensieri, custoditi con cura, ponderati in un certo senso, lasciati a decantare e poi trasferiti sulla carta o la tastiera, senza perdere, direi, neppure un’oncia di spontaneità e delle emozioni da cui sono sgorgati. Una separazione, figli (non solo suoi in senso stretto) che la prendono da punto di riferimento, fatica tanta, dolore tanto, ma una forza indomita. A te, figlia in provetta racconta la rabbia, la speranza, le delusioni, le gioie, l’attesa, le incomprensioni incontrate, gli ostacoli di ogni sorta, l’immenso amore di chi ha scelto comunque una strada difficilissima per mettere al mondo un figlio (una figlia, di fatto) quando tutti pensavano di sapere meglio di lei cosa era giusto e cosa no. Quando non vedi l’ora e poi l’ora arriva è un altro modo di essere ma’, vale a dire madre almeno in parte, forse più facile, forse persino più difficile, in parte diverso, in parte identico. Che cosa hai da perdere è il grido di ribellione di chi finalmente ha ritrovato la voglia di volersi bene e non sente tutto questo bisogno di accasarsi (ma accipicchia, ancora tutto questo accanimento in favore del convolare a giusta vita di coppia, non credevo).

Agores_sblog Un blog di poesie, brevissime, che spesso danno l’impressione di essere spunti, pensieri, sempre l’amore come tema, l’amore iniziato, finito, l’amore che c’è e che manca, l’amore desiderato, cercato, trovato e perduto. Impossibile dire di più di questo autore che parla attraverso i suoi versi, difficile anche dire di più del blog, espressione del grande potere delle parole: interpreto la frase che rappresenta il blog come l’idea che quel potere sia quello di dire da sé, senza necessità che chi scrive intervenga a spiegare, a raccontarsi, perché lo fanno loro, le parole appunto, e ciò che conta è ciò che vi si può leggere, chi scrive ha certamente dato un suo senso, ma in fondo ognuno trova il suo. Ho scelto Poesia dolceIl rumore della pioggia e Poesia distratta.

Felice esplorazione, arrivederci a sabato prossimo 🙂

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