Luccoli e dintorni

Come vi dicevo, partenza quasi notturna stamattina, prima dell’alba. La prima foto è un lato del monastero dei Santi Giacomo e Filippo, poi Corvetto, Palazzo Doria (sede della Prefettura), Salita Santa Caterina, Salita Dinegro, un pezzettino di Villetta Dinegro (che era ancora chiusa, prima o poi forse farò le foto anche di quella) e Piazza Fontane Marose.

Via Luccoli è una sorgente di meraviglie, non solo in sé, ma anche per i dintorni. Oggi ho esplorato solo la strada principale e uno dei vicoli che ne partono, Salita Pallavicini, che prosegue poi in Vico Carmagnola dove si trova il Palazzo di Giovanni Garibaldi (metà Seicento). Poi sono ridiscesa e ho continuato fino alla fine di via Luccoli, che sfocia…

In Piazza di Soziglia, dove consiglio caldamente una visita alla Pasticceria dei Fratelli Klainguti (svizzeri, che la fondarono nel 1828), e non solo per ammirarne gli sfarzosi arredi: meglio assaggiare anche qualcosa! 🙂

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Da lì infine ho preso per Campetto, via Banchi e la Piazza omonima con la Loggia e la Chiesa di San Pietro in Banchi, unico esempio di Chiesa costruita al di sopra di locali commerciali. Pare che si sia trattato di un compromesso tra le esigenze religiose e il desiderio della famiglia Lomellini (proprietaria del terreno) di guadagnare dai mercanti. La chiesa risale alla seconda metà del Cinquecento ma è stata riportata all’aspetto originario dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, che l’avevano gravemente danneggiata.

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9 Pensieri su &Idquo;Luccoli e dintorni

  1. La chiesa sopra i negozi è davvero unica, come è unica una chiesa che visitai in gita scolastica e Ortigia, il centro di Siracusa – è un’isoletta vicinissima alle terraferma, collegata a quella da un ponte.
    In origine era un tempio greco dedicato ad Atena; ma invece di costruirvi le mura della chiesa intorno, conservando le colonne per dividerla in navate, i costruttori medioevali ricorsero ad un trucco unico al mondo, quello di riempire coi muri – finestrati – lo spazio tra le colonne e scavare le arcate che dividono le navate nei muri un tempo pieni della cella centrale, che erano rimasti intatti.

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