61. Old Dogs / Daddy Sitter

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Dan (Robin Williams) e Charlie (John  Travolta) sono amici da una vita. Hanno fatto scelte diverse ma sono sempre stati uno a fianco dell’altro e sono soci in un’attività di successo. Adesso sono sull’orlo di un grande salto, un grosso affare con una importantissima società giapponese, al quale dovrebbero dedicare tutto il loro tempo e la loro attenzione.Senonché proprio in quel momento si rifà viva (non precisamente dal nulla) una vecchia fiamma di Dan, che lui aveva conosciuto immediatamente dopo il divorzio (e quando dico immediatamente intendo quasi in senso letterale) e mai più dimenticato. I due avevano anche celebrato uno di quei matrimoni lampo, iniziato e finito nel giro di 24 ore. nonostante l’annullamento, però, devono aver consumato, perché la bella Vicky è made felice di due gemelli (eterozigoti: maschio e femmina). E ha pensato che sia venuto il momento di far loro conoscere papà. Non avrebbe intenzione di mollarglieli, veramente, ma per una serie di sfortunate circostanze (in cui l’imbranataggine di Dan ha un ruolo primario), si trova praticamente costretta a lasciarli a lui per un paio di settimane…

Sono quasi certa che questo sia un altro di quei film (pochissimi, eh!) che Robin ammetteva di aver fatto per bisogno di soldi. L’anno è quello del  divorzio (costosissimo, in tutti i sensi); l’anno dell’operazione al cuore, anche, e di altri tre film, e di  Weapons of Self-Destruction, il fantastico spettacolo comico teatrale che stava portando in tournée al momento dell’attacco cardiaco.

Old Dogs (ribattezzato in italiano, chissà perché, Daddy Sitter)  è della Disney e i veri valori della vita si sprecano, buoni sentimenti e tutto il resto. Tutto molto prevedibile, molto déjà vu. Qualche battuta agli Americani sarà piaciuta poco, in un film per bambini (beh, un po’ puritani lo sono; e sono anche quelli che volevano censurare Biancaneve perché faceva paura…). So che Robin era capace di ben altro, ma certi giudizi rancorosi, per non dire quasi violenti, mi hanno infastidita molto. La cattiveria gratuita è sempre odiosa. In ogni caso, difficoltà finanziarie a parte, non era certo una star in declino: un altro dei film a cui ha partecipato nel 2009 è stato definito “la commedia dell’anno” e tuttora considerato tra i suoi migliori (mi riferisco a World’s Greatest Dad). Potrei anche aggiungere che ha recitato in quattro film l’anno precedente alla sua morte e cinque nello stesso anno, alcuni di livello molto alto. Non è che proprio gli mancassero le proposte.

Spero che lui certi commenti non li abbia mai visti, anche se ne dubito, perché era uno che le recensioni le leggeva. Forse in questo caso avrà evitato, sapendo che il film non era comunque granché. Ma non credo meritasse le cannonate che ha ricevuto. Il pubblico comunque lo ha apprezzato più della critica. Alcune scene, devo dire, mi hanno suscitato una certa malinconia (benché fossero pensate come comiche), ma nel complesso mi sono divertita, tutto sommato. Certo, è un divertimento non raffinatissimo, ma è così importante?

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4 Pensieri su &Idquo;61. Old Dogs / Daddy Sitter

  1. è che sentiamo sempre il bisogno di fare del moralismo, io per prima, eh… Soprattutto quando si tratta di libri e film. Ad esempio spesso mi lamento quando gli autori decidono di proseguire una saga fino allo sfinimento, ovviamente per soldi. In questo caso è un po’ diverso ma non ci vedo niente di male, nel senso che ha fatto film di qualità e si è potuto concedere qualche “scivolone” o film più mediocre, di certo non lo giudico un pessimo attore per un filmetto (che tra l’altro non ho visto).

    • No, beh, nessuno si è spinto fino a giudicarlo un pessimo attore, sarebbe stato veramente assurdo, però hanno detto cose terribili, tipo che per chi andava al cinema era un orrore vedere insieme le parole “Robin” e “Williams” (riferendosi a quel periodo, ma il riferimento rimaneva per così dire implicito). Magari poi era uno di quei fogliacci in cui si insulta qualcuno solo perché è famoso e così si vende qualche copia in più e ci si sente “fuori dal coro”. gente che non avrebbe saputo fare neanche la cinquantesima parte di quello che lui si è conquistato sul campo…

    • Poi intendiamoci, anch’io a volte sono “moralista” su certi film e soprattutto certe saghe che arrivano sfinite al dodicesimo sequel (o a volte anche al secondo in effetti) 😀
      Però dico la verità, non mi piace proprio fare dei personalismi, potrei dire che è un film che non vedrei, o che avendolo visto lo trovo orrendo, o che un certo attore non mi piace, magari anche che secondo me non sa proprio recitare, tutto quello che vuoi, ma c’è un confine oltre il quale, appunto, per me diventa cattiveria gratuita. Specialmente poi se sei un critico di mestiere e ti leggono in tanti (compreso il bersaglio della cattiveria) e mi dà l’idea che lo scopo sia proprio ferire

      • Concordo… Io penso che anche nei casi di certi critici si voglia far polemica per forza, non so se ci sia la volontà o meno di ferire ma di sicuro le stroncature e le critiche negative in generale attirano molto… Poi va di moda demolire qualsiasi cosa, che fa figo…

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