Sarebbe bello

Sarebbe così bello poter credere agli incontri speciali, una volta finito il tempo sulla terra, non solo tra le persone che si sono amate, ma anche tra quelle che si sarebbero dovute incontrare e conoscere. Noi che guardiamo sappiamo che avrebbero fatto fuochi d’artificio insieme, e non si sono incontrate per caso, perché anche il nostro piccolo mondo è grande, rispetto al tempo che abbiamo. Vorremmo allora avere il privilegio di poter assistere alla magia, le prime impressioni l’uno dell’altro, il reciproco riconoscimento della grandezza, l’idea di unire il talento, di mettere insieme immaginazione e inventiva, guidati solo dalla libertà, dall’intelligenza e dalla curiosità di vedere cosa ne uscirà fuori. Ci verrebbe magari l’uzzolo di accertarci se avevamo intuito giusto. Ecco, io avrei in mente almeno cinque o sei nomi, forse qualcuno in più. Ognuno può mettere i suoi. Un paio di anni fa, poco più, qualcuno ha detto ‘adesso rideranno gli angeli’. Oggi si potrebbe forse ripeterlo. La verità è che per ridere, per scrivere, per leggere, per lasciarsi incantare dalle parole, da una voce o uno sguardo, dalle note o dal modo di maneggiare un pennello, bisogna conservare per sempre una parte bambina e una parte umana molto forte, la parte di umanità che io amo. Se questo ci fosse concesso, allora davvero tra cielo e terra non ci sarebbe tutta questa distanza, i due mondi potrebbero raggiungersi in qualche modo e dialogare, sia pure non nel modo in cui siamo abituati. A volte sembra quasi possibile. Sarebbe bello…

Annunci

27 Pensieri su &Idquo;Sarebbe bello

    • Capisco benissimo… è solo questo desiderio umanissimo di pensare che quello che qui è iniziato non debba per forza finire e quello che non è stato possa ancora essere. In molti sensi sono d’accordo con te, in altri… dato che non so nulla, lascio spiragli aperti. L’idea di paradiso che piace a me comunque è un’idea molto terrena 🙂

      • C’è questo fatto: se davvero la gente è convinta – più che altro per motivi religiosi – che dopo la morte esista la felicità eterna, perché non si suicidano tutti?
        Chi ha creato il mito, ha trovato la scappatoia: suicidarsi è un peccato, quindi si andrebbe all’Inferno.
        Così si tiene in vita lo schiavo (che, ovviamente, non si ribella, perché chi è ultimo qua, sarà primo là…), affinché i sovrani comandino sulla Terra, ché al “dopo” nemmeno loro credono.
        Vabbè, sono uscito un po’ dal seminato XD

  1. Io da giovane ero convinta che qui sulla terra ci fosse una persona giusta per ognuno di noi, da vivi, intendo dire. Benché mi possa dichiarare assai fortunata in tal senso, ho abbandonato questa giovanile illusione, a causa dell’infelicità che leggo nello sguardo e nella vita di troppe persone meravigliose, piene di talento e virtù e terribilmente sole che ho conosciuto in questi anni. Quanto al lasso di tempo, lunghetto, al dire il vero, tanto da essere chiamato eterno, che ci aspetterebbe dopo questa nostra vita, nutro non poche perplessità…

    • Dico la verità, i miei erano semplicemente i piccoli banali pensieri che vengono quando muore una persona che fa parte di una cerchia (tutto sommato abbastanza ristretta, nel mio caso) di quelli che consideriamo grandi e che hanno accompagnato anche gran parte della nostra vita personale, perché hanno lasciato tracce profonde nel loro campo e anche nella nostra crescita, che ‘c’erano’ in buona parte del tempo in cui abbiamo vissuto e allora forse li sentiamo un po’ più vicini dei grandi di secoli addietro. Allora così, semplicemente a me piacerebbe tanto poter vedere cosa uscirebbe fuori dagli incontri di alcune anime grandi e di grande talento tra di loro.
      L’anima gemella… sì, anch’io penso che sia una cosa che capita a pochi, molto fortunati o molto bravi a costruire insieme o entrambe le cose (e forse non lo si può sapere fino all’ultimo). Anche sulle perplessità sono d’accordo. La mia parte razionale è molto forte. Ma il cuore ha le sue ragioni che la ragione… eccetera eccetera… 🙂

  2. bisognerebbe allontanare tutti i discorsi relativi alla religione e ragionare in senso propriamente laico, perché in realtà esiste un mondo parallelo al nostro, e forse più di uno, lo ha dimostrato anche la scienza dopo la fantascienza. Forse esistono anche le soglie per tentare il guado, ma perché farlo? Magari l’anima gemella è la nostra stessa energia che non deve disperdersi e continuamente ritorna, instancabile, per amore della vita…

    • Penso a volte a questa cosa pazzesca, come se quello che rovina la vita e quello che la rende migliore avessero poi origini simili. La solitudine, il dolore, il desiderio di trovare un senso… qualcuno scrive sinfonie, qualcuno scrive, altri donano pezzi di anima per alleggerire la vita altrui… e qualcuno invece semina tutto il male che può…

      • Scriveva Pico della Mirandola nel Quattrocento (“De hominis dignitate”), che al momento della creazione degli animali Dio diede a ciascuno una precisa natura, un modo fisso di comportarsi; ma quando toccò all’Uomo, la riserva di nature era finita. Così per esso fu stabilito che non avesse natura e fosse pienamente libero nel suo agire: da quel momento, l’Uomo avrebbe potuto farsi “poco meno degli angeli” (cfr. Salmo 8) o scendere ben sotto il livello delle bestie brute. La dignità, secondo l’umanista quattrocentesco, stava proprio nello sforzo di tendere alla prima delle due possibilità; ma non tutti paiono disposti a far fatica…

      • Mi chiedo: ma è davvero più facile restare al di sotto delle bestie brute? E ne vale la pena? Poi penso alla fatica che si fa a guardare dentro al proprio lato oscuro, pur sapendo che lo si fa per meglio trovare poi quello luminoso. E ritorno a confermare quella che è sempre stata la mia idea, cioè che sì, essere (davvero) buoni è una fatica costante e quotidiana, una battaglia mai del tutto finita per fare delle forze negative che abbiamo dentro un’energia vitale, per trovare la capacità di sentire gli altri come se fossero parti di noi senza perdere di vista noi stessi… no, non è facile. Ma resto dell’idea che neanche l’altra strada sia poi così facile, e che nonostante tutto, combattere questa battaglia serva a vivere meglio

      • Anche io lo penso, quindi rettifico: non è che la via del male sia più semplice, soltanto lo sembra. Il miraggio del risultato immediato senza sforzo ne ha ammazzati più della polvere da sparo…

      • La via del male no, però in effetti una vita così così forse è davvero più semplice. Una vita senza scegliere troppo, senza far male più di tanto a nessuno ma senza dover venire a patti col dolore degli altri… e col proprio…

    • Non facilissimo, perché a volte ci si comporta come bambini mai cresciuti, non nel senso migliore del termine. La capacità di incanto guardandomi intorno la vedo rara. Però c’è, e aiuta a sopportare anche i colpi del destino, se la si riesce a trovare in sé (whew, divento semi-filosofica…) 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...